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AUTOMOTIVE – Crisi Automotive. La sofferenza dell’automotive colpisce duro anche le migliaia di microimprese, principalmente artigiane

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Crisi Automotive. La sofferenza dell’automotive colpisce duro anche le migliaia di microimprese, principalmente artigiane, che operano nell’indotto allargato

Bene la ZES estesa alle zone piemontesi più colpite

Gabriele Taricco (Presidente Meccanica e sub fornitura di Confartigianato Imprese Piemonte):” Chiediamo sgravi e incentivi per poter riconvertire e diversificare la produzione, salvare i saperi e le competenze acquisite e ridurre i costi vivi al fine di scongiurare una crisi senza precedenti che ha causato il crollo del fatturato (40% – 60%)”

 Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “È vitale un cambio di strategia per le politiche industriali, in primis dell’Europa, per metterci in linea con quanto gli altri due grandi player mondiali Cina e Stati Uniti stanno facendo, mitigando l’urgenza di scelte ambientali troppo severe”

La sofferenza dell’automotive colpisce duro anche le migliaia di microimprese, principalmente artigiane, che operano nell’indotto “allargato” che comprende, oltre ai produttori di parti elementari necessarie alla grande industria, tutti i servizi diretti e indiretti collegati.


 

Le cause hanno radici lontane che si sono negli ultimi anni ulteriormente aggravate in ragione degli elevatissimi costi di sviluppo del prodotto e di un “tempo per arrivare sul mercato” scarsamente performante, per tutto il settore ad esclusione della Cina.

“Questo scenario di crisi prolungata rischia di dare il colpo di grazia per migliaia di piccole imprese – continua Taricco – e di trasformare Torino e varie zone del  Piemonte  da “culla dell’automobile” in territori fantasma dove le auto vengono fatte altrove e non si è realizzata la necessaria riconversione verso altri modelli produttivi.”

“Da questo discendono le gravi preoccupazioni per le ricadute sui nostri subfornitori – incalza Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato  Imprese Piemonte - sull’indotto allargato e sulle famiglie degli artigiani e dei lavoratori coinvolti; è pertanto vitale un cambio di strategia per le politiche industriali in primis dell’Europa, per metterci in linea con quanto gli altri due grandi player mondiali Cina e Stati Uniti stanno facendo, mitigando l’urgenza di scelte ambientali troppo severe.”

Auspichiamo che la politica si prodighi per attrarre nuovi produttori di vetture grazie alle capacità di innovare delle nostre imprese – conclude Taricco – che metterebbero in pista l’eccellenza delle risorse umane e che la ZES (zona economica speciale) già in vigore nel Sud Italia, venga attivata nelle zone piemontesi più colpite, garantendo benefici fiscali e semplificazione burocratica. Un nodo che è stato posto in audizione alla Commissione industria del Senato lo scorso mercoledì 25 febbraio. Chiediamo sgravi e incentivi per poter riconvertire e diversificare la produzione e ridurre i costi vivi al fine di scongiurare una crisi industriale senza precedenti .

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