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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; caro energia</title>
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		<title>ENERGIA &#8211; CARO ENERGIA E COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI (CER)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Piemonte tra febbraio e maggio prezzi di elettricità e gas aumentati del 7,7% Una delle risposte più efficaci passa attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) Il Piemonte a guidare per potenza installata, con 25,6 megawatt distribuiti su 124 comunità: merito soprattutto della provincia di Cuneo, che con 10 megawatt su 38 CER esprime la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Felici.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-24772" title="felici" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Felici-261x300.jpeg" alt="" width="261" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>In Piemonte tra febbraio e maggio prezzi di elettricità e gas aumentati del 7,7%</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong></strong><strong>Una delle risposte più efficaci passa attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Il Piemonte a guidare per potenza installata, con 25,6 megawatt distribuiti su 124 comunità: merito soprattutto della provincia di Cuneo, che con 10 megawatt su 38 CER esprime la media impianto più alta d’Italia tra le province più attive. Torino segue con 43 CER e 5 megawatt.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte): </strong><strong>“Deplorevole la decisione del Governo di ridurre le risorse del PNRR destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro, una delle pochissime voci di “debito buono” di un piano costoso, controverso e dal dubbio ritorno economico”</strong></p>
<div>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>Le imprese del Piemonte stanno affrontando lo shock energetico partendo da una posizione di forte svantaggio competitivo rispetto ai principali concorrenti europei.</p>
<p>Mentre nel 2025 le aziende italiane hanno pagato l&#8217;energia elettrica il <strong>24,1% in più della media dell&#8217;Eurozona</strong>, <strong>a maggio 2026 il Piemonte ha registrato un incremento del 7,7% dei costi di elettricità e gas rispetto a febbraio.</strong></p>
<p>Guida la classifica regionale Il Trentino Alto Adige con 1l 12,8%, il Veneto con il 12,2% e il Friuli Venezia Giulia con l’11,6%. Nello stesso periodo, nell&#8217;Unione europea i prezzi sono rimasti pressoché stabili (+0,3%).</p>
<p>È quanto emerge dall&#8217;elaborazione dell&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sui dati più recenti diffusi da Arera, Istat ed Eurostat, che evidenzia come le tensioni internazionali legate allo Stretto di Hormuz rischino di aggravare una situazione già critica per il sistema produttivo italiano. Dopo trentacinque mesi, infatti, a maggio 2026 i prezzi al consumo dei beni energetici sono tornati a crescere in doppia cifra su base annua (+12,0% rispetto a maggio 2025, dal +9,3% registrato ad aprile).“È una situazione che preoccupa profondamente – commenta <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –.</strong> Le nostre imprese sono chiamate a competere sui mercati internazionali sostenendo costi dell&#8217;energia che sono già tra i più elevati d&#8217;Europa. Il sistema produttivo non ha ancora assorbito gli effetti della crisi energetica del 2022 e le nuove tensioni sui mercati rischiano di colpire aziende che operano già con margini ridotti e costi energetici significativamente superiori a quelli sostenuti dai principali concorrenti europei.”</p>
<p>Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, una delle risposte più efficaci passa attraverso le <strong>Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)</strong>, che consentono di produrre, condividere e consumare energia a livello locale, riducendo i costi e aumentando l&#8217;autonomia energetica dei territori.Nel nord Italia si concentrano 511 comunità su 904, pari al 57% del totale, con 62 megawatt installati e oltre 5.600 utenze coinvolte.</p>
<p><strong>La Lombardia è la regione con più CER in assoluto (145)</strong> ma <strong>è il Piemonte a guidare per potenza installata, con 25,6 megawatt distribuiti su 124 comunità: merito soprattutto della provincia di Cuneo, che con 10 megawatt su 38 CER esprime la media impianto più alta d’Italia tra le province più attive. Torino segue con 43 CER e 5 megawatt.</strong></p>
<p>“Questi numeri dimostrano che il nostro tessuto produttivo ha compreso l&#8217;importanza di investire nell&#8217;autoproduzione e nella condivisione dell&#8217;energia – conclude <strong>Felici</strong><strong>–</strong>. È deplorevole la decisione del Governo di ridurre le risorse del PNRR destinate a una delle pochissime voci di “debito buono” di un Piano costoso, controverso e dai ritorni assai dubbi: infatti i fondi destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili passeranno da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro; significa depotenziare una delle leve disponibili per rispondere alla volatilità dei mercati dell’energia, rafforzare la competitività delle imprese e aumentare l&#8217;indipendenza energetica del Paese.”</p>
<p>Il tema dell&#8217;efficienza energetica resta infatti centrale. Secondo l&#8217;elaborazione dell&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato su dati Enea-SIAPE, oltre il 45% degli immobili <strong>piemontesi appartiene ancora alle classi energetiche F e G,</strong> le meno efficienti, e dovrà essere riqualificato per raggiungere gli obiettivi europei previsti per il 2033.</p>
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		<title>POVERTA’ ENERGETICA – 400mila piemontesi in difficoltà per pagare le bollette di luce e gas.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi colpisce il 10,1% delle famiglie del Piemonte. Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte):“il caldo come il freddo stanno diventando un fattore penalizzante per i lavoratori e le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese”. “Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e creando comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-06-10-at-09.08.011.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-24744" title="whatsapp-image-2026-06-10-at-09-08-01" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-06-10-at-09.08.011-199x300.jpeg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p><strong>La crisi colpisce il 10,1% delle famiglie del Piemonte.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte):</strong><strong>“il caldo come il freddo stanno diventando un fattore penalizzante per i lavoratori e le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese”.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong></strong><strong>“Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e creando comunità energetiche, per contro politica e istituzioni ci restituiscono inefficienza e rincorsa delle contingenze”.</strong></p>
<hr />
<p>Sono più di <strong>205mila le famiglie piemontesi</strong>, corrispondenti al <strong>10,1% del totale dei nuclei famigliari regionali</strong>, in condizioni di povertà energetica.</p>
<p>Significa che in <strong>Piemonte oltre 400mila persone</strong> hanno estrema difficoltà ad accedere ai servizi essenziali come raffrescare gli ambienti d’estate, riscaldarsi e farsi una doccia calda d’inverno, poter cucinare adeguatamente e riuscire a illuminare tutte le stanze della casa.</p>
<p>Una situazione che in Piemonte nell’ultimo periodo è letteralmente esplosa se si considera che 10 nuclei famigliari piemontesi su 100 sono <strong>in difficoltà a pagare l’energia elettrica.</strong><strong> </strong></p>
<p>E’ questo ciò che emerge dall’analisi realizzata, dall’<strong>Ufficio Studi di Confartigianato, </strong>che ha esaminato i dati per il 2025 rilasciati da OIPE, Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica, e dall’ISTAT</p>
<p>“Siamo molto preoccupati &#8211; commenta <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte </strong>- perché imprese, lavoratori e famiglie sono talmente depredati da tasse, tariffe e costi che hanno sempre maggiori difficoltà ad usare la corrente per rinfrescarsi d’estate e riscaldarsi d’inverno. La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società che deve essere affrontata con azioni concrete e coordinate”.</p>
<p>In questa classifica, aperta dalla Puglia con il 18,1% di famiglie in difficoltà, dove <strong>il Piemonte è all’ 8° posto con il citato 10,1%,</strong> la regione più virtuosa è il Lazio con solo 5% delle famiglie in difficoltà, contro una media nazionale 9,1%.</p>
<p>In totale in Italia ci sono quasi 2milioni e mezzo di famiglie in povertà energetica, equivalenti a 5milioni e 3mila persone, per una incidenza sulle famiglie del 9,1%.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>spesa dei costi dell’energia elettrica e gas delle famiglie piemontesi </strong>nel 2024 è stata di 3.164milioni di euro, cresciuti fino a 3.253 nel 2025 per arrivare a una previsione di 3.685 in questo 2026.</p>
<p>“Il caro energia ci deve far capire come sia fondamentale ottimizzare il consumo di energia attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove tecnologie – prosegue <strong>Felici</strong>- la transizione verso le basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che dobbiamo attuare, così come tutto il nostro Paese deve fare e sta facendo. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti, coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione”.</p>
<p>“Il caro energia rende evidente che il caldo d’estate c’è, come il freddo d’inverno e vanno gestiti &#8211; prosegue <strong>Felici </strong>- con buonsenso e senza ideologia. La risposta di sicuro non è creare piste ciclabili. Resta poi da capire come pensino di caricare tutti questi veicoli elettrici. Sarebbe anche interessante sapere quale sia la loro effettiva “carbon footprint” visto e considerato che si alimentano con energia derivata per lo più da fonti fossili, per non parlare della filiera produttiva e dello smaltimento, passaggi non privi di aspetti estremamente inquietanti”.</p>
<p>“Le imprese &#8211; conclude <strong>Felici -</strong> stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e creando comunità energetiche, per contro politica e istituzioni ci restituiscono inefficienza e rincorsa delle contingenze.”.</p>
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		<title>AUTOTRASPORTO &#8211; Caro gasolio, Unatras: autotrasporto al collasso. Mancate risposte del Governo costringono a fermare i servizi.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi. Lo afferma UNATRAS (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci) che, dopo i ripetuti segnali di allarme lanciati, ha convocato per il prossimo 17 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-08-163226.png"><img class="alignnone size-full wp-image-24610" title="screenshot-2026-04-08-163226" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-08-163226.png" alt="" width="194" height="146" /></a></p>
<p>Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi. Lo afferma UNATRAS (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci) che, dopo i ripetuti segnali di allarme lanciati, ha convocato per il prossimo 17 aprile a Roma il Comitato Esecutivo per assumere le conseguenti decisioni sulle azioni di autotutela della categoria.</p>
<p>UNATRAS già da tempo denuncia che il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane.</p>
<p>“Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari – sottolinea UNATRAS – È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate. Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale.</p>
<p>UNATRAS ribadisce quindi la necessità urgente di:<br />
– emanazione decreto attuativo del credito d’imposta di 100milioni;<br />
– ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione;<br />
– interventi a sostegno della liquidità delle imprese;<br />
– attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise.</p>
<p>“Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo – annuncia UNATRAS – il Comitato Esecutivo già convocato valuterà l’attuazione del fermo nazionale, come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese per cui è diventato impossibile garantire la continuità dei servizi di autotrasporto, fondamentali per la filiera logistica ed economia italiana”.<strong></strong></p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; Allarme caro energia per le imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/comunicato-stampa-allarme-caro-energia-per-le-imprese/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 09:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tutte le Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caro energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per un’impresa media l’aumento potrebbe essere di 30 mila euro. Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte): “si rischia la speculazione nei contratti che potrebbe mettere in moto una fiammata dei costi non giustificata dall’effettivo aumento della materia prima” Michele Quaglia (vice presidente di Confartigianato Imprese Cuneo: “C’è l’urgenza di interventi di politica energetica da parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/01/pexels-henrikas-mackevicius-4061022.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23100" title="pexels-henrikas-mackevicius-4061022" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/01/pexels-henrikas-mackevicius-4061022-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="text-align: justify;">Per un’impresa media l’aumento potrebbe essere di 30 mila euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Piemonte): “si rischia la speculazione nei contratti che potrebbe mettere in moto una fiammata dei costi non giustificata dall’effettivo aumento della materia prima”</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Michele Quaglia (vice presidente di Confartigianato Imprese Cuneo: “</strong><strong>C’è l’urgenza di <strong>interventi di politica energetica da parte del Governo su più fronti:</strong></strong> <strong>diversificazione delle fonti di approvvigionamento, disaccoppiamento dei costi tra energia elettrica e gas, sostegno convinto delle rinnovabili e delle azioni per l’efficientamento e la riqualificazione energetica degli edifici”</strong><strong></strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Come previsto lo stop del flusso di gas russo attraverso l’Ucraina ha riportato i prezzi del gas a livelli dell’autunno 2023. Va da sé che questa situazione potrebbe creare problemi seri alle imprese e alle famiglie che già pagano una bolletta del gas più alta rispetto a quanto succede negli altri Paesi europei.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare, le imprese, in questi primi giorni del 2025 hanno visto le quotazioni del prezzo del gas superare il tetto dei 50 euro per megawattora.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2025 la stima di Nomisma energia rispetto alla bolletta energetica è di 200-300 euro per una famiglia media italiana mentre per un’impresa media l’aumento potrebbe essere di 30 mila euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>In pratica, se nello scorso anno, (secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato), le piccole e medie imprese italiane hanno pagato l’elettricità il 9,9% in più rispetto alla media Ue, per il 2025 si hanno proiezioni di costi che potrebbero essere maggiorati fino al 15% a causa del “caro metano”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese che potrebbero essere maggiormente penalizzate sono quelle cosiddette energivore che hanno bisogno di grandi quantità di energia per produrre come quelle della ceramica, vetro, lavorazione di metalli, acciaio, pulitintolavanderie ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questa crisi energetica, a breve, si ripercuoterà negativamente sull&#8217;occupazione e sull&#8217;intera economia perché quando le piccole imprese soffrono e i posti di lavoro sono a rischio, consumi e crescita subiscono una frenata &#8211; commenta <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte</strong> -Il mondo produttivo, già in crisi per una congiuntura particolarmente negativa dovuta alla crisi dell’automotive, che ha convolto tutto l’indotto, per il decalage del Superbonus che ha frenato il comparto dell’edilizia, per il possibile aumento delle accise che sta preoccupando l’autotrasporto, deve ora fare i conti con i rincari dell’energia.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Servono politiche mirate per affrontare e prevenire i rincari senza dover subire sistematicamente gli effetti della crisi energetica-conclude <strong>Felici</strong>- Inoltre si rischia la speculazione nei contratti che potrebbe mettere in moto una fiammata dei costi non giustificata dall’effettivo aumento della materia prima. Occorre affrontare il problema in un&#8217;ottica di breve, di medio e di lungo termine. Nel breve termine gli strumenti sono quelli di supporto alle aziende, che hanno il costo dell&#8217;energia che incide in maniera importante, possibilmente in un quadro di armonizzazione con gli incentivi che anche nel resto d&#8217;Europa si danno alle aziende. Nel medio termine l&#8217;unica strada percorribile è la penetrazione delle rinnovabili e la configurazione di un mix a costo ottimale. Nel lungo termine, invece, possiamo certamente aprirci a tecnologie nuove e diverse, sempre naturalmente nell&#8217;ottica di un&#8217;attenzione ai costi”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La bolletta elettrica delle nostre aziende è già tra le più costose d’Europa. – sottolinea <strong>Michele Quaglia, vice presidente di Confartigianato Imprese Cuneo</strong> – Le pericolose fluttuazioni dei costi del metano, a causa delle difficoltà di approvvigionamento, rischiano quindi di inasprire una situazione già di per sé complessa, considerato che nel mix energetico il gas ancora pesa per il 42%. Questo problema mostra innanzitutto l’urgenza di <strong>interventi di politica energetica da parte del Governo su più fronti:</strong> diversificazione delle fonti di approvvigionamento, disaccoppiamento dei costi tra energia elettrica e gas, sostegno convinto delle rinnovabili e delle azioni per l’efficientamento e la riqualificazione energetica degli edifici. Le imprese, dal canto loro, devono puntare ad azioni efficaci in termini di transizione energetica attraverso una collaborazione sempre più stretta tra attività produttive e territorio. Di qui, la scelta di Confartigianato Cuneo di supportare le aziende creando CER-a, la comunità energetica operativa da giugno 2024 su Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Attraverso le comunità energetiche si dà vita ad un importante progetto etico che pone cittadini e imprenditori al centro, fornendo loro una maggiore consapevolezza del sistema di produzione ed erogazione dell’energia e una buona protezione dalle fluttuazioni dei costi. Rappresentano quindi un’importante realtà di visione, grazie alla quale sarà possibile raggiungere grandi risultati in termini di sostenibilità ambientale attraverso la condivisione dell’energia.».</p>
<p style="text-align: justify;">«In questi primi sei mesi CER-a ha già ottenuto risultati molto significativi &#8211; sottolinea <strong>Franco Roagna</strong> <strong>presidente della CER-a di Confartigianato Cuneo</strong> – e l’interesse da parte di imprese, istituzioni e cittadini si sta dimostrando molto alto. Ad oggi abbiamo già attive sul territorio 26 configurazioni che nel 2025 produrranno energia elettrica da fonti rinnovabili per un totale di 11MW. CER-a si sta anche dimostrando un efficace strumento di cambiamento culturale per quanto riguarda la transizione energetica, affiancando ai dati tecnologici valori di natura etica, quali la collaborazione e la sussidiarietà, con la promozione di uno stile di vita orientato alla condivisione e al risparmio energetico. Attraverso la nostra comunità energetica, che non ha scopo di lucro, gli incentivi che vengono generati sono equamente suddivisi tra i produttori, i consumatori e a favore del territorio, con la collaborazione delle amministrazioni locali, a cui viene destinata una parte considerevole degli introiti economici per mitigare la povertà energetica locale e promuovere l’uso consapevole dell’energia.».</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>LEGGE DI BILANCIO &#8211; Giorgio Felici: &#8220;Serve soluzione ai crediti da superbonus incagliati&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 13:16:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[legge di bilancio 2023]]></category>
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		<description><![CDATA[“La bozza della legge di bilancio 2023 viene considerata dagli artigiani complessivamente positiva, ma rappresenta solamente un primo passo cui è necessario dare seguito. È infatti prioritario concentrare le risorse per contrastare l’emergenza provocata dai costi energetici, con la massima attenzione nei confronti del sistema delle piccole imprese grazie all’incremento del credito d’imposta per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/12/Cattura2.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21523" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/12/Cattura2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>“La bozza della legge di bilancio 2023 viene considerata dagli artigiani complessivamente positiva, ma rappresenta solamente un primo passo cui è necessario dare seguito. È infatti prioritario concentrare le risorse per contrastare l’emergenza provocata dai costi energetici</strong>, con la massima attenzione nei confronti del sistema delle piccole imprese grazie all’incremento del credito d’imposta per il primo trimestre del prossimo anno. Valutiamo positivamente anche gli sforzi per ridurre il peso della pressione fiscale nei confronti delle microimprese, in particolare delle imprese individuali, ma anche quest’aspetto deve portare ad un ulteriore taglio dei costi per ‘fare impresa’ in questo mandato governativo”. <strong>Lo afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>.</p>
<p>“Tuttavia, -prosegue<strong> Felici</strong>- <strong>l’effetto benefico dell’incremento a 85.000 euro della soglia di ricavi per poter rientrare nel regime forfettario va valutato caso per caso.</strong> Ad esempio, coloro che hanno importanti detrazioni da dedurre per lavori edili eseguiti sulla propria abitazione, che con il regime forfettario perderebbero, continueranno ad usare i regimi ordinari di imposta.”</p>
<p>“Inoltre, -continua <strong>Felici</strong> &#8211; l’attenzione che l’imprenditore dedica alla propria contabilità non può concentrarsi solo sul rispetto del limite di ricavi. Attenzione sempre più richiesta, dato che, secondo le bozze della manovra in circolazione, si uscirebbe dal forfait già dal giorno dopo lo sforamento del limite degli 85.000 euro e non più dall’anno successivo.”</p>
<p><strong>“Positivo -sottolinea Felici- il tentativo di alleggerire le imposte su coloro che incrementano il proprio reddito nel 2023 rispetto al più alto fra quelli realizzati tra il 2020 ed il 2022. La cosiddetta “<em>flat tax</em> incrementale</strong>” potrebbe rivelarsi utile per molte delle nostre imprese, che, grazie ai bonus edilizi, hanno visto i propri redditi aumentare nell’ultimo triennio. Peccato che le previsioni per l’anno prossimo, vista anche l’ennesima serrata sugli incentivi esistenti ad opera del decreto Aiuti Quater, non fanno pensare ad un ulteriore consolidamento degli ultimi risultati raggiunti.”</p>
<p>“Apprezziamo ancora -afferma<strong> Felici</strong>- anche il buon senso dimostrato dal Governo nel comprendere come sia utile instaurare un rapporto sempre più collaborativo tra Amministrazione Finanziaria e contribuente: <strong>si parla delle nuove misure in programma per ridurre il contenzioso tra Erario e contribuenti”. </strong></p>
<p><strong>“La nota dolente -sottolinea Felici- è legata al superbonus ed all’ancora irrisolto problema dei crediti tuttora incagliati</strong>. I termini, strettissimi, entro i quali il decreto Aiuti Quater impone ai condomini di decidersi, deliberare e presentare la documentazione in Comune, si traducono nell’ennesima modifica in corsa delle regole del gioco. Francamente, sul tema ci si aspettava un comportamento di discontinuità rispetto a quello tenuto dai Governi precedenti. <strong>Ribadiamo come la transizione energetica degli edifici sia un processo lungo da realizzare e che, pertanto, necessita di regole stabili per fruire di incentivi, magari anche meno convenienti del 110%. Si auspica che, in sede di conversione del decreto, si metta seriamente mano al problema dei crediti che le imprese hanno acquisito dai propri committenti e che ora le banche si rifiutano di acquistare, avendo raggiunto la propria capienza</strong>. Sicuramente si devono definire regole chiare per limitare il perimetro delle responsabilità nella cessione. Poi si conceda, ad esempio, di poter consumare quel credito che in un anno non si è riusciti ad utilizzare, anche negli anni successivi, senza scadenza. In generale, auspichiamo che, a differenza del recente passato, si permetta alle imprese di rispettare le regole di buon senso eliminando inutili ed affastellate lungaggini burocratiche.”</p>
<p>“Nel complesso -conclude<strong> Felici</strong>- la manovra, condizionata dai vincoli di bilancio, presenta ancora un profilo emergenziale che non lascia spazio all’atteso sostegno agli investimenti per la crescita. <strong>Auspichiamo che il confronto avviato con l’esecutivo consenta di definire interventi strutturali per una incisiva azione di ammodernamento e per rafforzare il potenziale di crescita del Paese</strong>.”</p>
<p>Leggi <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/12/comunicato-stampa-legge-di-bilancio-28-novembre-2022.pdf">QUI</a> il comunicato stampa</p>
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		<title>CARO-ENERGIA &#8211; Confartigianato Imprese Piemonte incontra il Presidente della Regione Piemonte e la Giunta Regionale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 07:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[regione piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 5 settembre si è tenuto un incontro tra il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Giunta Regionale e la delegazione di Confartigianato Imprese Piemonte, guidata dal Presidente Giorgio Felici e dal Segretario Carlo Napoli, per discutere delle misure urgenti da adottare per aiutare le imprese nell’attuale congiuntura caratterizzata dalla crisi indotta dall’aumento smisurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21350" title="immagine1" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Lunedì 5 settembre</strong> si è tenuto un <strong>incontro tra il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Giunta Regionale e la delegazione di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>, guidata dal <strong>Presidente Giorgio Felici</strong> e dal <strong>Segretario Carlo Napoli</strong>, per discutere delle<strong> misure urgenti da adottare per aiutare le imprese nell’attuale congiuntura caratterizzata dalla crisi indotta dall’aumento smisurato dei costi energetici</strong>, che rischia seriamente di portare a chiusura molteplici attività, se non addirittura la scomparsa di interi settori economici qualora dovessero interrompere bruscamente le forniture di gas dalla Russia.</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/Comunicato-stampa-Incontro-caro-energia-5-settembre-2022.pdf">comunicato-stampa</a></p>
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		<title>ENERGIA &#8211; Caro-energia costa a PMI del Piemonte 1,6 mld in più in un anno</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 09:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[caro energia]]></category>
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		<category><![CDATA[giorgio felici]]></category>
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		<description><![CDATA[“La situazione è insostenibile, le imprese hanno ormai pochi margini di resilienza. L’incremento smisurato dei costi energetici rischia di portare alla chiusura molte attività d’impresa, circostanza con la quale dovremo fare i conti qualora i flussi di fornitura di gas dalla Russia dovessero di colpo interrompersi. Servono interventi immediati e altrettanto rapide riforme strutturali per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/bollette-Caro-energia-Confcommercio-Sicilia-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21345" title="bollette-caro-energia-confcommercio-sicilia-2" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/bollette-Caro-energia-Confcommercio-Sicilia-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>“La situazione è insostenibile, le imprese hanno ormai pochi margini di resilienza. L’incremento smisurato dei costi energetici rischia di portare alla chiusura molte attività d’impresa, circostanza con la quale dovremo fare i conti qualora i flussi di fornitura di gas dalla Russia dovessero di colpo interrompersi</strong>. Servono interventi immediati e altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare un’ecatombe di imprese e una crisi senza precedenti”. <strong>L’allarme lo lancia Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte.  </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/comunicato-stampa-caro-energia-31-agosto-2022.pdf">comunicato-stampa</a></p>
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		<title>AUTOTRASPORTO: Unatras, decideremo iniziative dopo il tavolo del 15 marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 12:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AUTOTRASPORTO]]></category>
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		<category><![CDATA[Governo]]></category>

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		<description><![CDATA[Convocato tavolo di confronto al Ministero dei Trasporto il prossimo martedì 15 marzo &#8220;Unatras aspetterà l’esito dell&#8217;incontro tra il Governo e le associazioni di categoria, convocate martedì 15 marzo p.v. presso il Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, con il Viceministro Teresa Bellanova e poi deciderà quali iniziative intraprendere&#8221;. Lo riferisce all’AGI Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, sottolineando l’estrema difficoltà in cui versa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/03/tir.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-20943" title="tir" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/03/tir-300x295.png" alt="" width="300" height="295" /></a></h2>
<h2>Convocato tavolo di confronto al Ministero dei Trasporto il prossimo martedì 15 marzo</h2>
<h2><span style="font-size: 13px;">&#8220;Unatras aspetterà l’esito dell&#8217;incontro tra il Governo e le associazioni di categoria, convocate martedì 15 marzo p.v. presso il Ministero dei Trasporti e Infrastrutture, con il Viceministro Teresa Bellanova e poi deciderà quali iniziative intraprendere&#8221;. Lo riferisce all’AGI Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, sottolineando l’estrema difficoltà in cui versa il settore, a fronte del caro gasolio.</span></h2>
<p>“Chiediamo – spiega Genedani – un credito di imposta del 30% immediato sul gasolio ma soprattutto che si adotti la regola che vige per gli aerei, cioè che il maggior costo del gasolio sia ribaltato in fattura: è l’unico sistema per sopravvivere”. Genedani fa notare che per rifornire un serbatoio di 600 litri di un camion occorrevano tre mesi fa 680 euro: oggi ne servono 1.250 euro. Inoltre le imprese devono fare i conti con la scarsità di carburante in particolare per l’extrarete. “Le nostre richieste sono chiare – conclude – servono per sopravvivere”.</p>
<p>Oggi Trasportounito ha annunciato la sospensione dei servizi lunedì 14. Ieri Unatras aveva annunciato manifestazioni in tutta Italia il 19 marzo, avvertendo però che le imprese nel frattempo, autonomamente, potrebbero decidere di fermarsi in maniera spontanea in alcune zone del Paese, ritenendo più conveniente lasciare i propri mezzi sui piazzali piuttosto che continuare a viaggiare in queste condizioni.<br />
Senza risposte – avverte Unatras – le manifestazioni potrebbero sfociare in ulteriori e più incisive iniziative.</p>
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