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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; comunicati stampa</title>
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		<title>CREDITO – Sulle imprese del Piemonte oltre tre miliardi di extracosti bancari</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 15:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per le piccole attività l&#8217;impatto del caro-tassi in Piemonte è dell&#8217;8.96% Prestiti all&#8217;artigianato in Piemonte: -12.7%. Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): &#8220;La Stretta creditizia frena sviluppo e investimenti con una marginalità ormai inesistente. Necessario ragionamento comune tra aziende e Banche&#8221;. Il caro-tassi e la stretta creditizia, nell’ultimo biennio, hanno travolto le imprese del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Catturarticolo-articolo-felici.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23239" title="catturarticolo-articolo-felici" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Catturarticolo-articolo-felici-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Per le piccole attività l&#8217;impatto del caro-tassi in Piemonte è dell&#8217;8.96%</strong></p>
<p><strong>Prestiti all&#8217;artigianato in Piemonte: -12.7%.</strong></p>
<p><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): &#8220;La Stretta creditizia frena sviluppo e investimenti con una marginalità ormai inesistente. Necessario ragionamento comune tra aziende e Banche&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Il caro-tassi e la stretta creditizia, nell’ultimo biennio, hanno travolto le imprese del Piemonte con 3.231 milioni di euro di maggiori oneri bancari, posizionando la nostra regione al quarto posto a livello nazionale.</strong></p>
<p><strong>Il TAE (tasso annuo effettivo) per le piccole imprese in Piemonte (registrato a giugno 2024) è dell’8,96%, rispetto al 6,42% delle medio-grandi. Questa dinamica mette in luce un evidente squilibrio nell’accesso al credito, penalizzando le realtà di minor dimensione.</strong></p>
<p>A livello nazionale il <strong>credito alle imprese</strong> ha subito una contrazione complessiva del 2,8%, mentre per le piccole imprese la flessione è stata più che doppia, evidenziando una contrazione a -6,8%. <strong>In Piemonte la flessione è pari al -1,5%, mentre per le piccole imprese ha toccato un -6,6%. </strong></p>
<p><strong>Il quadro si appesantisce se guardiamo ai prestiti all’artigianato che evidenziano una contrazione ancora più marcata: -12,7% in Piemonte (-12,5% a livello nazionale).</strong></p>
<p><strong>E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dal rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese che ha analizzando i dati della Banca d’Italia tra giugno 2022 e settembre 2024. </strong></p>
<p><strong>Il calo del credito non risparmia nessun settore economico. </strong><strong>Tra i vari settori, nelle costruzioni il TAE applicato alle imprese del Piemonte è dell’8,10% </strong>(media nazionale del 7,42%); <strong>nei servizi per le attività del Piemonte <strong>il tasso è dell’6,52% </strong>(media nazionale del 6.58%); <strong>nel manifatturiero esteso il Piemonte con un TAE al 6,32%</strong> (media nazionale al 6,05%).</strong></p>
<p><strong></strong>“Il lento, anzi lentissimo, riassorbirsi della bolla causata dall’extra-costo bancario mette ancora in difficoltà le attività produttive del Piemonte –commenta <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>– nonostante la Banca Centrale Europea abbia cominciato a ridurre i tassi, gli effetti tangibili sono ancora poco quantificabili e le imprese non hanno la forza economica per sostenerne gli oneri. In un momento così complicato di crisi nell’export, aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici, diminuzione di commesse, non si possono chiedere ulteriori sacrifici al mondo imprenditoriale senza un supporto concreto fatto di incentivi e sgravi. Soprattutto se a governare gli investimenti sono le banche”.</p>
<p>“Gli oltre tre miliardi di euro di extra-costo per il credito alle realtà del Piemonte, è una cifra colossale che pesa maggiormente laddove le aziende sono più impegnate negli investimenti per crescere –prosegue <strong>Felici</strong>– Questo è un tema su cui non si presta sufficiente attenzione da parte delle istituzioni, ma che concretamente rischia di frenare lo sviluppo delle nostre imprese”.</p>
<p>“Il credito –conclude <strong>Felici</strong>– è un nodo troppo strategico perché sia lasciato ai privati. Le banche aumentano sempre gli utili nei periodi di difficoltà dell’economia reale, alimentando il drenaggio di risorse dal lavoro alla finanza. Se si vuole che le nostre imprese continuino ad innovare e ad investire (come già stanno facendo con risorse proprie) o semplicemente si adattino alle strane direttive UE, è necessario che possano accedere facilmente ai finanziamenti. Lo Stato deve tornare a presidiare il credito, erogandolo con i parametri dello sviluppo e dell’etica più che con quelli di Basilea, utili solo ad agevolare chi i soldi già li ha.”.</p>
<p>Per <strong>Confartigianato Imprese Piemonte</strong>, purtroppo, il finanziamento alle piccole aziende resta, ancora legato alla percezione di alto rischio e quindi, così, cresce costo del denaro invece, spesso, l’impresa artigiana necessita di finanziamenti molto ridotti e quindi poco appetibili dal sistema bancario che lavora più su grandi importi.</p>
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		<title>AUTOTRASPORTO &#8211;  stangata di inizio anno  Aumento delle accise e rincari dei pedaggi autostradali (+1,8%)</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 09:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[AUTOTRASPORTO]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovanni Rosso (Presidente Autotrasporto Confartigianato Piemonte): “Il possibile aumento delle accise e i rincari dei pedaggi autostradali potrebbero generare una tempesta perfetta e mettere in ginocchio le imprese di trasporto” Non c’è pace per l’autotrasporto. Con l’avvio del nuovo anno, puntuali, scattano i rincari dei pedaggi autostradali che riguardano sostanzialmente le tariffe delle autostrade pubbliche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/01/images.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23092" title="images" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/01/images-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Giovanni Rosso (Presidente Autotrasporto Confartigianato Piemonte):</strong><strong> “</strong><strong>Il possibile aumento delle accise e i rincari dei pedaggi autostradali potrebbero generare una tempesta perfetta e mettere in ginocchio le imprese di trasporto”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è pace per l’autotrasporto. Con l’avvio del nuovo anno, puntuali, scattano i rincari dei pedaggi autostradali che riguardano sostanzialmente le tariffe delle autostrade pubbliche<strong>. Il rincaro stabilito dal Ministero delle Infrastrutture è pari all’1,8%, come il tasso d’inflazione programmata.</strong> <strong>Ma, agli aumenti dei pedaggi autostradali si potrebbe aggiungere l’aumento delle accise sul diesel, che il Governo è in procinto di validare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Viaggia a marce basse anche l’<strong>autotrasporto del Piemonte</strong>, limitato dalla mancanza di turn over fra gli autisti per la cronica carenza di personale, e schiacciato dalla concorrenza straniera, dalle attività prive di automezzi che svolgono solo attività di intermediazione, dal caro-tassi che frena la transizione green e dalle elevate accise sul gasolio (le più alte in Europa).</p>
<p style="text-align: justify;"> “L’aumento delle accise e i rincari dei pedaggi autostradali potrebbero generare una tempesta perfetta e mettere in ginocchio le imprese di trasporto –afferma <strong>Giovanni Rosso, Presidente Autotrasporto Confartigianato Imprese Piemonte- </strong>Infatti, <strong>l’ipotizzato rincaro del gasolio potrebbe incidere pesantemente sulle aziende dell’autotrasporto, visto che il costo del gasolio incide per il 30% sulle spese complessive.</strong> A rischiare la stangata saranno 3,3 milioni di veicoli su un parco complessivo di 4 milioni di mezzi: circa 3 milioni non hanno una massa di 7,5 tonnellate, mentre altre 300 mila viaggiano con un motore Euro 3 o 4. In sofferenza sono i mezzi utilizzati in conto proprio da edili, impiantisti e idraulici, ma anche quelli del trasporto merci medio e leggero: autocarri tra 3,5 e 7,5 tonnellate, oltre ai furgoncini dei corrieri. Esclusi dal rimborso anche gli Ncc e gli autobus gran turismo.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Siamo preoccupati – aggiunge <strong>Rosso</strong> &#8211; perché l&#8217;aumento delle accise sul gasolio inciderebbe su micro, piccole e medie imprese che si troverebbero a sostenere costi notevoli: a questo punto sarebbe utile impiegare gli introiti per meccanismi di compensazione come incentivi pubblici per l&#8217;acquisto di veicoli meno inquinanti e che consumano meno”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Chiediamo  alla politica – conclude <strong>Rosso</strong> – maggiore attenzione per il nostro comparto che ha già vissuto una crisi generalizzata. Anziché incrementare, in maniera metodica, i pedaggi autostradali e le accise, è necessario uscire dalla contingenza e dalla rincorsa delle emergenze per tracciare un disegno complessivo per dotare il Nord Ovest di infrastrutture moderne senza le quali rischiamo di compromettere il futuro del comparto dell’autotrasporto. Occorre, inoltre, creare le premesse culturali e normative per valorizzare il ruolo dell’autotrasportatore, rendendo attraente per giovani, disoccupati e inoccupati una professione sostanzialmente disprezzata nonostante il ruolo essenziale e strategico per l’economia.”</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; Passaggio generazionale &#8211; Troppi ancora gli ostacoli: dalla burocrazia ai costi.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 10:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[passaggio generazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[PASSAGGIO GENERAZIONALE – In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1%. L’8% delle imprese pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80.8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/09/felici1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-22822" title="felici" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/09/felici1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>PASSAGGIO GENERAZIONALE – In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong></strong><strong>L’8% delle imprese pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80.8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong></strong><strong style="text-align: left;">Troppi ancora gli ostacoli: dalla burocrazia ai costi.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Oggi le imprese sono interessate da un ricambio generazionale di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.</strong></p>
<p>Le <strong>imprese artigiane del Piemonte</strong> sono troppo vecchie ma il <strong>passaggio di testimone tra genitori e figli</strong> è ancora troppo difficile e oneroso. Se in Piemonte il valore dell’<strong>artigianato</strong> si trasmette di padre in figlio, il <strong>passaggio generazionale</strong> tra il titolare dell’impresa e i figli, o i dipendenti, non è sempre facile e indolore: dal punto di vista emotivo, burocratico ed economico.</p>
<p>In Italia sono ben 227mila le microimprese interessate dal fenomeno su un totale di più di 777mila aziende controllate da persone fisiche o a conduzione familiare.</p>
<p>Secondo l’analisi realizzata dall’<strong>Ufficio Studi di Confartigianato Imprese</strong>, su dati ISTAT, <strong>tra il 2016 e 2022, le imprese del Piemonte che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1% contro una media nazionale del 9,1%.</strong>  <strong>Nella classifica regionale il Piemonte si posiziona al quinto posto.</strong></p>
<p><strong>Secondo l’analisi l’8% delle imprese del Piemonte pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80,8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.</strong></p>
<p><strong>A livello provinciale tra il 2016 e 2022, le imprese di: Torino che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 10,2%, il 7,5% pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’82,3% non lo prevede nemmeno; Cuneo 13,0% (ha effettuato il passaggio generazionale) 10,1% (possibile nei 5 anni successivi) e 76,9% (non avvenuto né previsto);</strong></p>
<p><strong>Novara 7,8% (ha effettuato il passaggio generazionale), 9,5% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’82,8% (non avvenuto né previsto); Biella il 16,9% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 5,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 78,0% (non avvenuto né previsto); Asti il 9,4% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 9,2% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’81,4% (non avvenuto né previsto); Alessandria il 12,2% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e l’80,5% (non avvenuto né previsto); Vercelli il 14,7% ha effettuato il passaggio generazionale, l’8,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 77,1% (non avvenuto né previsto); Verbano il 13,1% ha effettuato il passaggio generazionale, il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e il 79,6% (non avvenuto né previsto).</strong></p>
<p><strong>“La maggioranza degli imprenditori è over 60, manca qui il ricambio generazionale</strong> – afferma <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> – i giovani imprenditori, sempre di più, scelgono vie autonome piuttosto dell’azienda di famiglia, in moltissimi casi perché i giovani vedono i molteplici adempimenti cui è soggetto l’imprenditore come qualcosa che non è ragionevole né serio cercare di superare. Oggi le imprese stanno affrontando un forte rinnovamento in termini di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.</p>
<p>“Il passaggio generazionale – continua <strong>Felici </strong>– senza dubbio, riveste un ruolo cruciale per la vita dell’azienda. Va visto e concepito mediante una visione esaustiva che tenga in debita considerazione una serie di variabili e fattori. Questo processo di transizione non è solo un passaggio di quote societarie ma c’è molto di più. È una trasmissione di passioni, valori e competenze manageriali. Tutti aspetti che compongono il DNA di un’impresa e tutti elementi che vanno trasmessi e raccontati in modo adeguato a chi sarà il futuro capitano d’impresa. Non è certo, per questo, un semplice percorso. Bensì è un viaggio che va programmato in tempo utile. Forse anche non meno dieci anni prima del suo avvio”.</p>
<p><strong>I fattori di ostacolo al passaggio generazionale</strong>. Il passaggio generazionale appare un cambiamento delicato, con il 51,3% delle imprese controllate da persona fisica o famiglia che segnala la presenza di fattori di ostacolo, tra i quali prevalgono le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%), le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,0%) e difficoltà economiche e/o finanziarie (13,5%); più contenuti i conflitti familiari (4,6%) mentre l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati si rileva nel 16,9% dei casi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Area media</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2023 11:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Campagna radiofonica di Confartigianato Imprese Piemonte Spot radiofonico 2023 &#8220;Confartigianato verso il futuro&#8221; &#8211; ascoltalo QUI Rassegna video: 20/03/2023 TGR Buongiorno Italia - Intervista al Presidente Regionale Giorgio Felici sui Bonus Edilizi e i crediti incagliati &#8211; Guarda il servizio QUI 21/02/2023 Backstage &#8211; Nota Stampa &#8220;Insania pura lo stop alle autovetture a benzina e a diesel&#8221; &#8211; Guarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; clear: both; margin-bottom: 1em;">
<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/Rassegna-video-4.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21689" title="rassegna-video-4" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/Rassegna-video-4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Campagna radiofonica di Confartigianato Imprese Piemonte</strong></p>
<p>Spot radiofonico 2023 &#8220;Confartigianato verso il futuro&#8221; &#8211; ascoltalo <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/Confartigianato-Verso-il-futuro-Spot-2023-3.mp3">QUI</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/Rassegna-video-5.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21707" title="rassegna-video-5" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/Rassegna-video-5-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Rassegna video:</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>20/03/2023 TGR Buongiorno Italia - </strong>Intervista al Presidente Regionale Giorgio Felici sui Bonus Edilizi e i crediti incagliati &#8211; Guarda il servizio <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/02/WhatsApp-Video-2023-03-20-at-09.48.38.mp4">QUI</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>21/02/2023 Backstage</strong> &#8211; Nota Stampa &#8220;Insania pura lo stop alle autovetture a benzina e a diesel&#8221; &#8211; Guarda il servizio <a href="https://www.facebook.com/watch/live/?extid=NS-UNK-UNK-UNK-IOS_GK0T-GK1C&amp;mibextid=2Rb1fB&amp;ref=watch_permalink&amp;v=930215991660791">QUI</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>19/02/2023 TG3 Piemonte</strong> &#8211; Bonus Edilizia &#8220;Le preoccupazioni delle imprese artigiane del Piemonte&#8221; &#8211; Guarda il servizio <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/03/20230320-RAI_3-BUONGIORNO_REGIONE_PIEMONTE_0730-091734823m2.mp4">QUI</a></p>
</div>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; Decreto Aiuti quater e Superbonus 110</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 09:11:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Decreto Aiuti quater e Superbonus 110: bene proroga villette, male blocco cessione crediti Poste e Intesa Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “rimodulazione Superbonus in manovra tenga conto che incentivi fanno risparmiare energia. Non complicare ulteriormente le regole per la fruibilità dei bonus, creando nuovi parametri di valutazione, con nuove incertezze interpretative e applicative”. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/11/Cattura5.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21471" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/11/Cattura5-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Decreto Aiuti quater e Superbonus 110: bene proroga villette, male blocco cessione crediti Poste e Intesa </strong><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “rimodulazione Superbonus in manovra tenga conto che incentivi fanno risparmiare energia. Non complicare ulteriormente le regole per la fruibilità dei bonus, creando nuovi parametri di valutazione, con nuove incertezze interpretative e applicative”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>Da settembre 2021 a settembre 2022 le micro e piccole imprese del Piemonte hanno pagato per l’energia elettrica 1,6 miliardi in più rispetto all’anno precedente (21,1 a livello nazionale).</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Decretone da 9 miliardi e Superbonus: luci e ombre.<strong> Preoccupazione fortissima da parte delle imprese per l’annuncio di un paio di giorni fa da parte di Poste e Intesa, del congelamento delle acquisizioni delle cessioni, sollievo invece per la decisone presa dal Consiglio dei ministri di prorogare la detrazione al 110% fino al prossimo 31 marzo per le villette che hanno raggiunto il 30% dei lavori a giugno.</strong></p>
<p>È positivo che il Consiglio dei ministri, nel Decreto Aiuti quater, abbia fatto velocemente delle proposte di evoluzione del Superbonus -afferma <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>-<strong> </strong>ma <strong>chiediamo che si tenga conto di quanto gli incentivi fiscali a sostegno degli interventi sulle abitazioni siano essenziali per ridurre il consumo di energia</strong>, il cui costo sta aumentando in modo straordinario nella crisi in corso”.<strong></strong></p>
<p>“Dalle prime bozze in circolazione però -prosegue <strong>Felici </strong>- si capisce come sia prevista, per il 2023, una rimodulazione al ribasso del 110%, fruibile solo da coloro che non hanno più di 15.000 euro di redditi. <strong>Quello che sin da ora chiediamo al Governo è di non complicare ulteriormente le regole per la fruibilità dei bonus, creando nuovi parametri di valutazione, con nuove incertezze interpretative e applicative</strong>. La transizione <em>green</em>, si sa, non può durare una stagione o due. I lavori sugli immobili, per loro definizione, non possono avere il carattere dell’estemporaneità. Quindi, vi è estrema necessità di regole chiare, stabili, anche a costo di risultare meno conveniente del 110%, in termini economici”.</p>
<p><strong>Da settembre 2021 a settembre 2022 le micro e piccole imprese del Piemonte hanno pagato per l’energia elettrica 1,6 miliardi in più rispetto all’anno precedente (21,1 a livello nazionale).</strong> Una batosta senza precedenti che rischia di ingigantirsi ulteriormente: se nei prossimi quattro mesi i prezzi dell’elettricità non diminuiranno,<strong> nel 2022</strong> <strong>i maggiori costi per i piccoli imprenditori saliranno a 4,2 miliardi in più rispetto al 2021</strong>. L’allarme arriva da Confartigianato Imprese, che ha calcolato l’impatto sulle MPI della crisi energetica e dell’impennata dei prezzi del gas.</p>
<p>Nel dettaglio, <strong>la rilevazione di Confartigianato Imprese mette in evidenza che gli aumenti del prezzo dell’energia per le piccole aziende con consumi fino a 2000 MWh si traduce in un maggiore costo, tra settembre 2021 e agosto 2022, di 21,1 miliardi di euro rispetto ai dodici mesi precedenti,</strong> pari al 5,4% del valore aggiunto creato dalle MPI. A livello territoriale, sono nove le regioni in cui il boom dei costi dell’elettricità per le MPI supera il miliardo di euro. I settori più colpiti sono quelli di vetro, ceramica, cemento, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentare.</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; In Piemonte l’occupazione recupera ma impensieriscono disoccupati e inoccupati</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2022 12:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[In Piemonte nel 2021 l’occupazione recupera il gap del 2020, ma il divario sul 2019 è ancora profondo: un milione e settecentosessantasette mila dipendenti, ma impensieriscono disoccupati e inoccupati. Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Sul trend del mercato del lavoro è pesante la difficoltà di reperimento figure professionali specializzate”. In Piemonte nel 2021 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/05/Cattura2.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21096" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/05/Cattura2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>In Piemonte nel 2021 l’occupazione recupera il gap del 2020, ma il divario sul 2019 è ancora profondo: un milione e settecentosessantasette mila dipendenti, ma impensieriscono disoccupati e inoccupati.</strong></p>
<p><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Sul trend del mercato del lavoro è pesante la difficoltà di reperimento figure professionali specializzate”.</strong></p>
<div>
<p>In Piemonte nel 2021 l’occupazione recupera il gap del 2020, ma il divario sul 2019 è ancora profondo: sono un milione e 767mila i lavoratori occupati, ma impensieriscono disoccupati e inoccupati. <strong>Lo dicono i numeri dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, che ha analizzato i dati Istat: in Piemonte nel 2021 i lavoratori occupati sono </strong><strong>un milione e</strong><strong> </strong><strong>767 mila, nel 2020 sono un milione e 748 mila (-19mila unità rispetto al 2021).  Rispetto al 2019 (un milione e 813mila) però, l&#8217;andamento risulta in calo, segnando un gap di 46mila posti. </strong><strong>In relazione al numero degli occupati, a livello nazionale la crescita sul 2020 è dello 0,8%, mentre dal confronto sul 2019 emerge un gap del 2,4%: crescono solo le costruzioni (+8,4%), sulla spinta dei bonus fiscali, mentre il manifatturiero esteso è in calo dell’1,7% e i servizi del 3,7%.</strong></p>
</div>
<p>“Il prolungamento della guerra in Ucraina, l&#8217;amplificazione della crisi energetica e il persistere delle criticità nel reperimento e nei prezzi delle materie prime – commenta <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> – potrebbero interrompere il percorso di recupero del mercato del lavoro dopo la recessione causata dalla pandemia”.</p>
<p>Osservando i dati relativi al <strong>tasso occupazionale (dipendenti e indipendenti tra i 15-64 anni)</strong>, in Italia il dato peggiora rispetto al livello del 2019, diminuendo dello 0,8%.</p>
<p><strong>In Piemonte il confronto tra i 3 anni (2019-2020-2021) è negativo</strong>. Infatti, i dati occupazionali del 2021 (65,0% di occupati) sul 2020 (64,1% di occupati) dicono di un + 0,9%, mentre quelli del 2021 sul 2019 (66,0% di occupati) vedono ancora un gap di 1,0%.</p>
<p>Ancora preoccupante (anche se stabile) è la situazione della <strong>disoccupazione</strong>: nel 2019 era del 7,6%, come nel 2020, per scendere nel 2021 al 7,3%. A questi dati bisogna aggiungere quelli dell’<strong>inoccupazione</strong>, che nel 2019 era del 28,4%, cresciuta al 30,4% nel 2020 e calata al 29,7% nel 2021.</p>
<p><strong>Guardando alle province, in valori assoluti, nel</strong><strong> 2021</strong> a <strong>Torino </strong>si contano 899mila occupati, di cui 398mila donne, 80mila disoccupati e 412mila inattivi. Ad <strong>Alessandria </strong>gli occupati sono 172mila, di cui 77mila donne, con 13mila disoccupati e 71mila inattivi. A <strong>Cuneo</strong> sono 261mila gli occupati, di cui 113mila donne, con 13mila disoccupati e 97mila inattivi. A <strong>Novara </strong>gli occupati sono 150mila, di cui 66mila donne, con 12mila disoccupati e 69mila inattivi. Ad <strong>Asti</strong> si contano 88 mila occupati, di cui 40mila donne, con 7mila disoccupati e 35mila inattivi.  A <strong>Biella</strong> gli occupati sono 69mila, di cui 31mila donne, con 4mila disoccupati e 31mila inattivi. A <strong>Vercelli </strong>gli occupati sono 65mila, di cui 29mila donne, con 6mila disoccupati e 33mila inattivi. Nel <strong>Verbano</strong> gli occupati sono 63mila, di cui 29mila donne, con 4mila disoccupati e 31mila inattivi.</p>
<p>Si segnala, inoltre, una <strong>crescita del tasso di inattività</strong> in alcune delle province piemontesi. Nel <strong>2021</strong>, infatti, a <strong>Biella</strong> si è registrato un aumento dell’1,3% rispetto al <strong>2020</strong>, mentre nelle province di <strong>Novara</strong> e <strong>Vercelli</strong> la crescita si attesta, rispettivamente, a + 0,3% ed a +0,9%. Nel confronto con il dato del <strong>2019</strong>, invece, il divario è ancora più significativo: <strong>Biella</strong> (+1,9%), <strong>Cuneo</strong> (+0,1%), <strong>Novara</strong> (+2,9%), <strong>Torino</strong> (+1,7%) e <strong>Vercelli</strong> (+3,7%).</p>
<p>“In questo momento sono tanti i fattori che rendono difficile prevedere quali contraccolpi e ricadute potranno esserci sul mercato del lavoro – continua <strong>Felici</strong> – ma oltre a guardare agli avvenimenti esterni, dovremmo concentrarci sul contesto lavorativo delle nostre aziende; oggi, agli occhi dei giovani, queste sono quasi esclusivamente fonti di reddito, mentre dovrebbero essere anche luoghi attrattivi, di formazione e di condivisione. Basti pensare al fenomeno dei cosiddetti <em>neet, </em>i giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano”. Sul trend del mercato del lavoro influisce anche un&#8217;altra variabile, quella della <strong>difficoltà di reperimento di alcune figure</strong>: “Per la maggior parte – precisa <strong>Felici</strong><strong> </strong>– si tratta di figure specializzate che troverebbero impiego nel settore manifatturiero, ma anche nell’edilizia, nella manutenzione degli edifici e nell’autotrasporto”.</p>
<p><strong>Infatti i dati di dettaglio professionale evidenziano che sono difficili da reperire 6 lavoratori su 10 nel caso di operai nelle attività metalmeccaniche</strong> <strong>ed elettromeccaniche,</strong> con una quota che raggiunge il 60,1% e cresce di 14,7 punti percentuali rispetto ad aprile 2019, e di conduttori di mezzi di trasporto, con una quota del 58,5% che cresce di 24,6 punti; <strong>in particolare la crescita più intensa della quota di difficoltà di reperimento rispetto al pre-crisi è pari a ben 28,5 punti percentuali per gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici per cui la quota raddoppia passando da 26,1% a 54,6%, il terzo valore più alto ad aprile 2022. </strong>“Il vero problema è che le occasioni di lavoro ci sarebbero, ma a mancare è la materia prima, cioè una platea sufficientemente nutrita di ragazzi adeguatamente formati nei mestieri più richiesti – conclude <strong>Felici </strong>– Il mercato occupazionale non è morto, ma bisogna essere qualificati per le mansioni oggi più richieste, serve quindi puntare sulla formazione. Ci sono fondi europei dedicati a questo, ma occorrerebbe che la Politica dialogasse di più con chi ha esperienza di mercato come le imprese”.</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; Al via la campagna #acquistiAMOartigiano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 14:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’appello del Presidente Giorgio Felici “Scegliamo le imprese artigiane del territorio e acquistiamo prodotti locali” A rischio in Piemonte 1,9 miliardi euro di spese per l’artigianato. Per Natale acquistiamo artigiano, compriamo locale. È questo l’appello che Confartigianato Imprese del Piemonte lancia per sostenere e comprare direttamente dai produttori, dalle attività artigianali e commerciali attualmente penalizzate e costrette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/12/Cattura4-150x150.png"><img class="alignleft size-full wp-image-19515" title="cattura4-150x150" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/12/Cattura4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>L’appello del Presidente Giorgio Felici </strong><strong>“Scegliamo le imprese artigiane del territorio e </strong><strong>acquistiamo prodotti locali”</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">A rischio in Piemonte 1,9 miliardi euro di spese per l’artigianato.</p>
<p><strong>Per Natale acquistiamo artigiano, compriamo locale.</strong> È questo <strong>l’appello che Confartigianato Imprese del Piemonte </strong>lancia per sostenere e comprare direttamente dai produttori, dalle attività artigianali e commerciali attualmente penalizzate e costrette a chiudere o a resistere. “Quello che ci attende -<strong>spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Giorgio Felici</strong>-  sarà un Natale difficile. Auspicando che si allentino ancora le restrizioni, vogliamo lanciare un appello: comprate prodotti del nostro artigianato. Invitiamo tutti ad acquistare prodotti di qualità del nostro artigianato per non far perdere a migliaia di attività <strong>la finestra natalizia che vale, in Piemonte, almeno 1,9 miliardi di euro”.</strong></p>
<p>Leggi <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/12/vbb.pdf">QUI</a> il comunicato stampa completo</p>
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		<title>Emergenza Coronavirus: Faq e altre cose da sapere</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 08:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In questi giorni di difficoltà il Sistema Confartigianato vuole essere ancora di più al fianco degli imprenditori dell&#8217;artigianato cercando di rendere più agevoli le tante informazioni che si susseguono tra nuovi decreti, circolari di approfondimento e tanto altro. In questa AREA sono contenuti molti strumenti utili a comprendere cosa si può o non si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; clear: both; margin-bottom: 1em;">
<p> In questi giorni di difficoltà il <strong>Sistema Confartigianato</strong> vuole essere ancora di più al fianco degli imprenditori dell&#8217;artigianato cercando di rendere più agevoli le tante informazioni che si susseguono tra nuovi decreti, circolari di approfondimento e tanto altro. In questa AREA sono contenuti molti strumenti utili a comprendere cosa si può o non si può fare, nel rispetto delle regole che tutti noi dobbiamo osservare.</p>
</div>
<div style="float: left; clear: both; margin-bottom: 1em;">
<div style="float: left; width: auto;"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/FAQR.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17788" title="faqr" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/FAQR-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div style="float: left; max-width: 70%;">
<p>Sono tante le domande che quotidianamente ci vengono poste e noi sentiamo il dovere di fornire delle risposte.</p>
<p>Con questo scopo nasce la sezione FAQ.</p>
<p>Clicca <strong><a href="https://www.confartigianato.it/f-a-q/">QUI</a> </strong>per consultare l&#8217;argomento che ti interessa</p>
</div>
</div>
<div style="float: left; clear: both; margin-bottom: 1em;">
<div style="float: left; width: auto;"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/provv-normativi.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17789" title="provv-normativi" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/provv-normativi-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div style="float: left; max-width: 70%;">
<p>Rimani aggiornato sui provvedimenti adottati dal Governo e dalle amministrazione Regionale per contrastare la diffusione del Coronavirus in Italia.</p>
<p>Clicca <strong><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/coronavirus-piemonte-ordinanze-circolari-disposizioni-attuative">QUI</a> </strong>per consultare le più significative misure nazionali e regionali per cittadini e imprese, in ambito economico, fiscale e sanitario.</p>
</div>
</div>
<div style="float: left; clear: both; margin-bottom: 1em;">
<div style="float: left; width: auto;"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/trasporti.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17872" title="trasporti" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/trasporti-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div style="float: left; max-width: 70%;">
<p>Aggiornamenti e info utili per gli Operatori.</p>
<p>Clicca <strong><a href="https://confartigianatotrasporti.it/emergenza-coronavirus-info-ed-aggiornamenti-utili/">QUI</a></strong></p>
</div>
</div>
<div style="float: left; clear: both;">
<div style="float: left; width: auto;">
<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/area-stampa2.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17795" title="area-stampa" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/04/area-stampa2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
</div>
<div style="float: left; max-width: 70%;">
<p>&nbsp;</p>
<p>Per seguire l&#8217;attività sindacale di <strong>Confartigianato Imprese Piemonte</strong> a sostegno delle imprese del territorio consulta <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/category/ufficio-stampa/"><strong>QUI </strong></a>la nostra Rassegna stampa e Video</p>
</div>
</div>
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		<title>Comunicato Stampa &#124; Coronavirus e artigianato: Fondo di solidarietà bilaterale artigiano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[7.825 le richieste al Fondo di sostegno per pagare la “cassa” di oltre 24mila dipendenti. Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte “servono misure eccezionali. Salvare le micro e piccole imprese vuol dire salvare il futuro” Leggi QUI il Comunicato Stampa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/03/Comunicato-stampa-.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17747" title="comunicato-stampa" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/03/Comunicato-stampa--150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>7.825 le richieste al <strong>Fondo di sostegno</strong> per pagare la “cassa” di oltre 24mila dipendenti.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte “servono misure eccezionali. Salvare le micro e piccole imprese vuol dire salvare il futuro”</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Leggi <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/03/Comunicato-stampa-dati-ebap-30032020-1.pdf">QUI</a> il Comunicato Stampa</p>
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