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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; elezioni politiche</title>
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		<title>ELEZIONI &#8211; Giorgio Felici: “Governo e nuovo Parlamento affrontino subito crisi energetica, pandemia, fisco”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 15:11:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/imm_18_8.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21388" title="imm_18_8" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/imm_18_8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>“Auspichiamo che il nuovo Governo di centrodestra si insedi velocemente e che si possa riaprire, al più presto, il dialogo con i Deputati e i Senatori del Piemonte, nuovi e confermati, a molti dei quali abbiamo già illustrato, negli incontri territoriali pre-elezione, le esigenze delle imprese, dei lavoratori e del Piemonte. Auspichiamo, inoltre, che le nostre istanze siano state recepite e messe in agenda, affinché il  lavoro da svolgere nel prossimo quinquennio, possa ripartire da un tessuto imprenditoriale, quello delle piccole e medie realtà, che rappresenta il 99,2% del sistema economico. In tutto questo è imprescindibile affrontare immediatamente la crisi energetica che rischia di cancellare gran parte delle attività produttive, la riforma fiscale e, ultima ma non ultima, la pandemia che non è finita ma che, nell’eventuale recrudescenza autunnale-invernale, non deve nuovamente essere pagata dagli imprenditori con chiusure e limitazioni, e, infine i progetti del Pnrr, che rappresentano un’occasione che mai più si ripresenterà per il nostro Paese”.</p>
<p>E’ questo il primo commento di <strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte),</strong> al risultato delle Elezioni Politiche appena concluse e che hanno visto vincitrice la coalizione di centrodestra.</p>
<p>Leggi qui il <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/comunicato-stampa-elezioni-politiche-28-settembre-2022.pdf">comunicato-stampa</a></p>
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		<title>ELEZIONI POLITICHE – Le richieste di Confartigianato Imprese Piemonte</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:26:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ricostruire un patto di fiducia tra imprenditori, politica e istituzioni e costruire un Piemonte e una Italia a misura di oltre 4 milioni e mezzo di artigiani e piccole imprese, 117mila in Piemonte, che danno lavoro a 11 milioni di addetti, circa 350mila quelli piemontesi”. E’ questa la richiesta di Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/Cattura.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21358" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/09/Cattura-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>“Ricostruire un patto di fiducia tra imprenditori, politica e istituzioni e costruire un Piemonte e una Italia a misura di oltre 4 milioni e mezzo di artigiani e piccole imprese, 117mila in Piemonte, che danno lavoro a 11 milioni di addetti, circa 350mila quelli piemontesi”.</p>
<p>E’ questa la richiesta di <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> per sollecitare un impegno concreto a rimuovere gli ostacoli che bloccano gli imprenditori e a creare le condizioni per la ripresa economica.</p>
<p>“A chi si candida a guidare il Paese chiediamo un patto di fiducia per realizzare le riforme irrinunciabili per lo sviluppo – continua <strong>Felici </strong>- domandiamo di porre l’artigianato e le micro e piccole imprese, che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 64% degli occupati, al centro degli interventi per rilanciare la competitività e di ri-orientare l’attenzione su coloro che hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico, coesione sociale”.</p>
<p>Nell’agenda delle priorità indicata da <strong>Confartigianato Piemonte</strong> c’è anche <strong>la richiesta di “un fisco semplice e leggero,</strong> visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona. Da riformare all’insegna dell’efficienza anche la macchina burocratica, poiché oggi l’Italia è al 24° posto nell’Ue per la qualità dei servizi pubblici e soltanto il 28% delle amministrazioni locali gestisce completamente pratiche on line”.</p>
<p><strong>“Il lavoro di qualità</strong> è un altro importante tema che deve essere affrontato – prosegue <strong>Felici </strong>-diciamo no al salario minimo legale e sì al lavoro di cittadinanza, <strong>va ridotto il cuneo fiscale e contributivo sul lavoro e potenziati formazione tecnica e professionale e apprendistato per agevolare il reperimento di manodopera qualificata da parte delle imprese”.</strong></p>
<p><strong> </strong>E sul <strong>caro energia secondo Confartigianato Imprese Piemonte non ci sono alchimie che tengano:</strong> lo Stato deve in prima coprire gli aumenti (<strong>costi di elettricità e gas, incrementato 108%) </strong>ma subito dopo recuperare il suo ruolo<strong> centrale nella gestione e nella distribuzione dell’energia, tagliando fuori gli speculatori</strong>”.</p>
<p>“<strong>Sul fronte della sostenibilità ambientale</strong> – sottolinea <strong>Felici </strong>– vanno mantenuti gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, <strong>sciogliendo rapidamente il grave problema dei miliardi di crediti fiscali incagliati legati ai bonus edilizia</strong> che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende di costruzioni e di 47mila posti di lavoro”.</p>
<p><strong>Sull’accesso al credito</strong>, Confartigianato Imprese Piemonte chiede delle concrete politiche creditizie che portino ad un <strong>intervento forte dello Stato</strong> anche su questa partita, per sostenere il tessuto economico caratteristico del nostro Paese costituito da micro e piccole imprese.</p>
<p>“E <strong>sul PNRR</strong> – conclude <strong>Felici </strong>– è necessario proseguire spediti nella sua attuazione con bandi improntati alla facile accessibilità che devono essere inclusive e accessibili per le piccole imprese. Bisogna poi essere molto attenti a non rendere la “transizione energetica” un business che poco ha a che fare col contenimento delle emissioni; piuttosto va sburocratizzata completamente l’installazione di impianti alternativi e va incentivata <strong>l’autoproduzione e l’autoconsumo;</strong> va inoltre creata una premialità per le <strong>Comunità Energetiche”</strong>.</p>
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