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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; energia</title>
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		<title>ENERGIA &#8211; XXII edizione della &#8220;Energies and Sustainability &#8211; Confartigianato High School</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 07:18:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa oggi, a Chia Laguna, la XXII edizione della &#8220;Energies and Sustainability &#8211; Confartigianato High School&#8221;, l&#8217;importante convention dedicata alle sfide energetiche e ambientali che attendono il mondo produttivo. Sono stati tre giorni di lavori intensi e proficui, caratterizzati da un perfetto equilibrio tra la costruzione di prospettive a lungo termine e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-25-at-09.28.02.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-24829" title="whatsapp-image-2026-09-25-at-09-28-02" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-25-at-09.28.02-300x138.jpeg" alt="" width="300" height="138" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si è conclusa oggi, a Chia Laguna, la <strong>XXII edizione della &#8220;Energies and Sustainability &#8211; Confartigianato High School&#8221;</strong>, l&#8217;importante convention dedicata alle sfide energetiche e ambientali che attendono il mondo produttivo. Sono stati tre giorni di lavori intensi e proficui, caratterizzati da un perfetto equilibrio tra la costruzione di prospettive a lungo termine e la necessaria analisi delle contingenze attuali.<br />
I tavoli di confronto hanno esplorato a fondo le tematiche cruciali che delineeranno il domani economico e sociale del nostro Paese. Gli esperti e i delegati presenti si sono confrontati su sicurezza energetica, implementazione di tecnologie innovative, sviluppo delle comunità energetiche e adozione di nuovi modelli di approvvigionamento, delineando le linee guida per una transizione ecologica a misura di PMI.<br />
<strong>L&#8217;allarme sui rincari: +11,4% negli ultimi sei mesi</strong><br />
Al centro del dibattito, tuttavia, non è mancata un&#8217;attenta analisi della stringente attualità. Il pressante problema dei costi dell&#8217;energia è stato esaminato nel dettaglio attraverso i dati di un recente studio presentato durante i lavori, che ha evidenziato un&#8217;impennata dell&#8217;11,4% per l&#8217;indice dei prezzi al consumo negli ultimi sei mesi. Si tratta di una sfida complessa e gravosa, che aziende e famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente e che richiede strategie di mitigazione tempestive.<br />
<strong>Il ruolo di Confartigianato Imprese Piemonte:</strong><br />
In questo contesto di grande rilevanza nazionale, la delegazione di Confartigianato Imprese Piemonte ha partecipato attivamente ai tavoli di lavoro. Il team rientra oggi sul territorio portando con sé nuovi strumenti, maggiori consapevolezze e strategie aggiornate per rispondere alle esigenze del tessuto produttivo locale.<br />
L&#8217;obiettivo dell&#8217;Associazione resta quello di continuare ad affiancare le imprese artigiane in questa delicata fase economica, fornendo il supporto necessario per affrontare l&#8217;impatto dei costi energetici e trasformare la transizione ecologica in una reale opportunità di innovazione e competitività. Perché un futuro sostenibile si costruisce solo affrontando con concretezza le sfide di oggi.</p>
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		<title>ENERGIA – Il Presidente Granelli: “Bene misure del Governo contro caro-energia. Ora trasformarle in riforma strutturale”</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I provvedimenti varati oggi dal Governo vanno nella giusta direzione per attenuare il peso degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese, un problema che Confartigianato denuncia da tempo”. Questo il commento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli sugli interventi in materia di energia approvati dal Consiglio dei Ministri. “Gli interventi dell’Esecutivo – aggiunge Granelli – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-23322" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura-300x128.png" alt="" width="300" height="128" /></a></p>
<p>“I provvedimenti varati oggi dal Governo vanno nella giusta direzione per attenuare il peso degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese, un problema che Confartigianato denuncia da tempo”.</p>
<p>Questo il commento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli sugli interventi in materia di energia approvati dal Consiglio dei Ministri.</p>
<p>“Gli interventi dell’Esecutivo – aggiunge Granelli – assunti per fornire risposte alla situazione contingente dei rincari delle bollette, vanno ora trasformati in un quadro di riforma strutturale del sistema dei costi energetici. In questo modo sarà finalmente possibile ridurre il caro-energia, riequilibrando il carico di oneri che oggi penalizza le piccole imprese”.</p>
<p><a href="https://media.datastampa.it/media/20250228/20250228-RAI_NEWS_24-POMERIGGIO24_1430-155715380m.mp4">Rivedi l’intervento del Presidente Marco Granelli oggi a RaiNews24</a></p>
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		<title>ENERGIA – Le soluzioni adottate delle imprese contro la crisi energetica</title>
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		<pubDate>Wed, 17 May 2023 08:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi energetica e le speculazioni hanno colpito duramente le imprese artigiane del Piemonte, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, oltre 117mila in tutto il Piemonte, con un progressivo gonfiarsi dei prezzi dell&#8217;elettricità e del gas che ha provocato un’impennata dei costi. Le piccole e medie realtà hanno adottato però alcune soluzioni per continuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/05/Cattura1.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21974" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/05/Cattura1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La crisi energetica e le speculazioni hanno colpito duramente le imprese artigiane del Piemonte, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, oltre 117mila in tutto il Piemonte, con un progressivo gonfiarsi dei prezzi dell&#8217;elettricità e del gas che ha provocato un’impennata dei costi.</p>
<p>Le piccole e medie realtà hanno adottato però alcune soluzioni per continuare a essere presenti sul mercato e a lavorare: aumento dei prezzi, riduzione dei margini di profitto, autoproduzione di elettricità, efficientamento degli impianti, rinegoziazione dei contratti e, purtroppo, anche la riduzione e la sospensione dell’attività.</p>
<p>E’ questo ciò che emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sul caro energia.</p>
<p>La maggior parte delle nostre imprese ha dovuto da un lato contenere al massimo gli aumenti dei prezzi, dall’altro ridurre margini già non cospicui. Solo una minima parte ha dovuto sospendere o ridurre l’attività.</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/05/Comunicato-stampa-soluzioni-per-caro-energia-maggio-2023.pdf">comunicato-stampa</a></p>
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		<title>MANOVRA 2023- Giorgio Felici: &#8220;“Caro tassi Bce, effetti pesanti su imprese: +210 milioni di euro del costo del credito per MPI piemontesi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/manovra-2023-giorgio-felici-caro-tassi-bce-effetti-pesanti-su-imprese-210-milioni-di-euro-del-costo-del-credito-per-mpi-piemontesi/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stiamo vivendo settimane cruciali per le politiche economiche europee e nazionali. Qualche giorno fa la Banca centrale europea, di fronte ad una inflazione in Eurozona che si avvicina alla doppia cifra (9,9%, mentre era 9,1% ad agosto) &#8211; e nel nostro Paese ha appena raggiunto il +11,9% (record dal 1984) &#8211; ha definito un terzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/11/Cattura.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21437" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/11/Cattura-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong>Stiamo vivendo settimane cruciali per le politiche economiche europee e nazionali.</strong> <strong>Qualche giorno fa la Banca centrale europea, di fronte ad una inflazione in Eurozona che si avvicina alla doppia cifra (9,9%, mentre era 9,1% ad agosto) &#8211; e nel nostro Paese ha appena raggiunto il +11,9% (record dal 1984) &#8211; ha definito un terzo rialzo di 75 punti base dei tassi di interesse ufficiali</strong> (dopo  un primo incremento di 50 punti base in luglio e con un secondo di 75 punti base in settembre) ed inoltre prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine.</p>
<p>“Siamo molto preoccupati -afferma<strong> Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>- La salita del costo del credito amplifica la compressione della redditività determinata dalla straordinaria pressione dei costi dell’energia e delle materie prime, mentre riduce la domanda per investimenti: <strong>un combinato che amplia la quota di imprese con una più elevata probabilità di insolvenza.</strong> <strong>La stretta rallenterà il settore immobiliare e quello delle costruzioni, i comparti che hanno sostenuto la ripresa post-Covid-19</strong>”.</p>
<p>Clicca qui per leggere il <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/11/comunicato-stampa-verso-la-manovra-2023.-novembre-2022-CORRETTO.pdf">comunicato-stampa</a></p>
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		<title>ENERGIA – Confartigianato: “Caro-energia costa a Mpi 21,1 mld in più in un anno. Interventi subito per evitare ecatombe imprese”</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 12:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da settembre 2021 ad oggi le micro e piccole imprese hanno pagato per l’energia elettrica 21,1 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Una batosta senza precedenti che rischia di ingigantirsi ulteriormente: se nei prossimi quattro mesi i prezzi dell’elettricità non diminuiranno, i maggiori costi per i piccoli imprenditori saliranno nel 2022 a 42,2 miliardi in più rispetto al 2021. L’allarme arriva da Confartigianato che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/08/Cattura1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-21321" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/08/Cattura1.png" alt="" width="139" height="130" /></a></p>
<p>Da settembre 2021 ad oggi le micro e piccole imprese hanno pagato per l’energia elettrica 21,1 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Una batosta senza precedenti che rischia di ingigantirsi ulteriormente: se nei prossimi quattro mesi i prezzi dell’elettricità non diminuiranno, i maggiori costi per i piccoli imprenditori saliranno nel 2022 a 42,2 miliardi in più rispetto al 2021.</p>
<p>L’allarme arriva da Confartigianato che ha calcolato l’impatto sulle MPI della crisi energetica e dell’impennata dei prezzi del gas.</p>
<p>Nel dettaglio, la rilevazione di Confartigianato mette in evidenza che gli aumenti del prezzo dell’energia per le piccole aziende con consumi fino a 2000 MWh si traduce in un maggiore costo, tra settembre 2021 e agosto 2022, di 21,1 miliardi di euro rispetto ai dodici mesi precedenti, pari al 5,4% del valore aggiunto creato dalle MPI.</p>
<p>A livello territoriale, sono nove le regioni in cui il boom dei costi dell’elettricità per le MPI supera il miliardo di euro. I maggiori oneri, 4,3 miliardi, li hanno subiti gli imprenditori della Lombardia, seguiti da quelli del Veneto con 2,1 miliardi, dell’Emilia-Romagna (1,9 miliardi), del Lazio (1,7 miliardi), della Campania (1,6 miliardi), del Piemonte (1,6 miliardi), della Toscana (1,6 miliardi), della Sicilia (1,2 miliardi) e della Puglia (1,1 miliardi).</p>
<p>I settori più colpiti sono quelli di vetro, ceramica, cemento, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentare.</p>
<p>In Italia – rileva Confartigianato – la velocità di crescita dei prezzi al consumo dell’energia elettrica è decisamente più elevata rispetto a quanto avviene nell’Unione europea: a luglio 2022, infatti, nel nostro Paese il prezzo dell’elettricità è cresciuto dell’85,3% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +35,4% della media dell’Eurozona e, in particolare, del +18,1% della Germania e del +8,2% della Francia.</p>
<p>“La situazione – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è insostenibile. Tra le nostre aziende si moltiplicano i casi di lockdown energetico e molti imprenditori rischiano la chiusura. Servono interventi immediati e altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare un’ecatombe di imprese e una crisi senza precedenti”.</p>
<p>Secondo Granelli vanno subito confermate e potenziate le misure già attuate da questo Esecutivo: azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas, proroga del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre va fissato un tetto europeo al prezzo del gas e va recuperato il gettito calcolato sugli extraprofitti, per non aggravare la situazione del bilancio pubblico, e serve un gesto di responsabilità e solidarietà delle imprese energetiche a salvaguardia dell’intero sistema produttivo nazionale. Vanno anche sostenuti gli investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione”.</p>
<p>Tra gli interventi sollecitati dal Presidente di Confartigianato, anche la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che penalizza con maggiori oneri proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio ‘chi inquina paga’.</p>
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		<title>MEDIA – Confartigianato su ‘Il Foglio’ analizza il peso della guerra sulle Mpi e i nodi della politica energetica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 12:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[UCRAINA]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra in Ucraina ha fatto venire al pettine i nodi irrisolti della politica energetica e a pagarne il prezzo più alto sono le micro e piccole imprese per le quali il boom di rincari nell’ultimo anno si traduce in un extra costo per l’energia elettrica di 6,2 miliardi .E’ l‘allarme che Confartigianato lancia oggi dalle pagine del quotidiano ‘Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/03/Cattura7.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21016" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/03/Cattura7-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La guerra in Ucraina ha fatto venire al pettine i nodi irrisolti della politica energetica e a pagarne il prezzo più alto sono le micro e piccole imprese per le quali il boom di rincari nell’ultimo anno si traduce in un extra costo per l’energia elettrica di 6,2 miliardi .E’ l‘allarme che Confartigianato lancia oggi dalle pagine del quotidiano ‘Il Foglio‘.</p>
<p>Gli effetti del conflitto colpiscono quasi un milione di imprese con 5 milioni 353 mila addetti, più della metà di questi (57,3%) occupati in micro e piccole imprese. Sono i settori con un più intenso uso dell’energia, quelli interessati dalle mancate importazioni di materie prime dal teatro di guerra, dal caro-gasolio e dalle sanzioni sui prodotti di lusso varate il 15 marzo. Si aggiungono le aziende dei territori con una maggiore esposizione dell’export in Russia e una più elevata presenza di turisti russi.</p>
<p>“I maggiori costi pagati dalle imprese – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – sono ‘gonfiati’ da una più alta tassazione dell’energia che, non rispettando il principio ‘chi inquina paga’, penalizza maggiormente le piccole imprese, come nel caso dell’elettricità. Inoltre, in sette anni si è dimezzata la produzione di gas naturale, mentre la bassa presenza dei rigassificatori, e il loro sottoutilizzo, riduce l’accesso a fornitori alternativi alla Russia. Va affrontata la complessa regolazione del mercato europeo per poter applicare un tetto al prezzo del gas, così come va incentivata la produzione di energia da rinnovabili. “In ogni caso appare difficile poter affrontare una crisi energetica di queste dimensioni senza interventi coordinati a livello europeo. Molti degli investimenti necessari non sono finanziabili con le risorse nazionali e rendono necessaria una risposta dell’Unione europea che utilizzi l’esperienza di debito congiunto di Next generation EU”.</p>
<p>Leggi l&#8217;approfondimento su <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/03/2022032651177574.pdf">IL FOGLIO</a></p>
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		<title>ENERGIA &#8211; Caro tariffe energia elettrica e gas. Allarme imprese per il 2022</title>
		<link>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/energia-caro-tariffe-energia-elettrica-e-gas-allarme-imprese-per-il-2022/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 13:42:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 2021 sarà ricordato come l’anno dei rincari record di gas ed energia elettrica, ma il 2022 parte ancora in salita. Occorre intervenire subito in maniera importante almeno per il 1° trimestre del 2022, per scongiurare la sospensione dell’attività di migliaia di imprese. “Siamo preoccupati &#8211; dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/01/bollette.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20712" title="bollette" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2022/01/bollette-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il 2021 sarà ricordato come l’anno dei rincari record di gas ed energia elettrica, ma il 2022 parte ancora in salita. Occorre intervenire subito in maniera importante almeno per il 1° trimestre del 2022, per scongiurare la sospensione dell’attività di migliaia di imprese.</p>
<p>“Siamo preoccupati &#8211; dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte &#8211; per la sopravvivenza di tante aziende che rischiano, nel 2022, di vedere energia elettrica e gas aumentare anche del 200%. I nostri laboratori iniziano a rinunciare a prendere nuovi ordini perché gli aumenti dei costi delle materie prime, tra le quali spiccano l’energia e il gas, sono impossibili da trasferire sulla committenza con una situazione che ci allarma molto in quanto una parte delle imprese rischia addirittura di non riaprire dopo le festività natalizie”.</p>
<p>Il caro tariffe di energia elettrica e gas infatti sta incidendo pesantemente su aziende e famiglie.</p>
<p>“Aumenti che nell’ultimo trimestre del 2021 hanno messo in seria difficoltà tutte quelle imprese che hanno contrattualizzato tariffe indicizzate per le loro forniture &#8211; continua Felici &#8211; e che mai avrebbero pensato di trovarsi in una situazione di questo genere. Situazione che non migliorerà sicuramente nel 2022: infatti tutti gli indicatori già oggi dicono che il primo trimestre sarà certamente, in termini di costo dell’energia, ancora più pesante dell’ultimo trimestre 2021. Si spera poi in un calo tariffario nel secondo trimestre 2022 visto che le previsioni indicano per il gas naturale una riduzione dei costi, previsione però tutta da dimostrare e, soprattutto, da quantificare in termini reali”.</p>
<p>Gli aumenti delle tariffe dell’energia elettrica e del gas stanno, infatti, mettendo in seria difficoltà molte imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni. In questa fase sottoscrivere nuovi contratti con forniture a tariffa fissa (quindi molto alte) appare non conveniente perché comporterà il mantenimento delle stesse per l’intero periodo contrattuale. Nel contempo, sottoscrivere contratti a tariffa indicizzata comporterà costi molto alti per il primo trimestre, che è il periodo dell’anno con maggiore utilizzo di energia elettrica e gas, sperando poi di poter beneficiare degli eventuali cali dell’andamento della borsa elettrica, di cui però non c’è certezza.</p>
<p>“La situazione &#8211; continua Felici &#8211; è insostenibile. Le imprese non possono vivere nell’incertezza e nel timore di quel che può accadere da qui alla primavera. Come si può programmare la propria attività?”</p>
<p>Secondo le stime e le simulazioni di vari centri studi rispetto al 2021 un’azienda della plastica che utilizza annualmente 2,5 milioni di kWh avrà un aumento della spesa della materia prima del 289%, passando da 186.257 euro a 725.761 euro; un’azienda meccanica con 1,2 milioni di kWh/anno subirà un aumento del 287%, passando da 88.034 euro a 341.320 euro. L’aumento per un’azienda della ceramica con 20.790 kWh annui sarà del 254%, passando da un costo materia prima di 1.798 euro a 6.372 euro, mentre per il gas con 1.921 mc mensili l’aumento sarà del 358%, passando da un costo medio mensile di 436 euro a 2.076 euro. Un caseificio che consuma 594.462 KWh/anno avrà un aumento del 281%, con costi che passeranno da 42.225 euro a 160.864 euro, mentre per il gas a fronte di un consumo mensile di 20.112 mc avrà un aumento del 398%, passando da una spesa media mensile di 4.188 ero a 20.882 euro. Un molino con 1.454.494 kWh annui passerà da un costo del 2021 di euro 99.338 a euro 388.615 con un aumento del 291%.</p>
<p>“Questi sono alcuni esempi &#8211; conclude Felici &#8211; se il livello della borsa elettrica si manterrà com’è attualmente anche per il 2022. Ci aspettiamo un intervento legislativo che vada ben oltre i 3,8 miliardi messi a disposizione. Per quanto auspicabili gli interventi del Governo non saranno significativi senza un Piano Energetico Nazionale con scelte strategiche non ideologizzate. Costruiamo centrali nucleari in tutto il mondo. Ne siamo circondati. Come pensiamo quindi di alimentare la mobilità green del futuro? È il momento che tutti i soggetti pubblici, per quanto in loro potere, intervengano per scongiurare la sospensione dell’attività di migliaia di imprese inducendole ad un lockdown forzato”.</p>
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		<title>ENERGIA &#8211; Giorgio Felici: “Non ‘spegnete’ le Pmi. Subito riforma della bolletta.&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 11:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Non ‘spegnete’ le PMI italiane! Paghiamo il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 33,5% rispetto alla media dei Paesi Ue. A noi piccole imprese l’elettricità costa 4 volte di più rispetto a una grande industria a causa dell’assurdo meccanismo ‘meno consumi, più paghi’ applicato agli oneri parafiscali in bolletta e che gonfia del 35% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2021/12/sSDdD1.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20660" title="ssddd" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2021/12/sSDdD1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>“Non ‘spegnete’ le PMI italiane! Paghiamo il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 33,5% rispetto alla media dei Paesi Ue. A noi piccole imprese l’elettricità costa 4 volte di più rispetto a una grande industria a causa dell’assurdo meccanismo ‘meno consumi, più paghi’ applicato agli oneri parafiscali in bolletta e che gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le nostre piccole imprese”. <strong>L’allarme lo lancia Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> <strong>che propone</strong>: “una rapida e drastica revisione della struttura della bolletta per garantire una distribuzione più equa degli oneri generali di sistema tra le diverse categorie di utenti e legata all’effettivo consumo di energia. Si tratta di ‘estrarre’, almeno parzialmente, dalla bolletta gli oneri generali di sistema, trasferendo alla fiscalità generale le componenti tariffarie destinate a finanziare le agevolazioni per gli energivori e il bonus sociale. Serve anche la revisione della disciplina delle agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia, limitando i benefici alle sole aziende che abbiano effettivamente realizzato interventi di efficienza energetica. Serve anche rafforzare gli strumenti di accompagnamento delle Pmi nei processi di efficientamento e autoproduzione dell’energia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un dossier realizzato da Confartigianato Imprese emergono i pesanti squilibri nella struttura della bolletta energetica che penalizzano i piccoli imprenditori. Il peso degli oneri di sistema è distribuito in maniera sperequata tra le diverse categorie di utenti, poichè non è allineato all’effettivo consumo di energia. Le piccole aziende in bassa tensione, infatti, a fronte di una quota di consumi energetici del 32%, sono costrette a pagare il 49% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica, pari ad una somma di 4,7 miliardi di euro. In barba al principio ‘chi inquina, paga’, le Pmi devono finanziare la maggiore quota di oneri per le componenti della bolletta dedicate al sostegno delle energie rinnovabili, di categorie come le ferrovie e le imprese energivore, e i bonus sociali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Si tratta – continua <strong>Felici </strong> – di una iniqua distribuzione del carico contributivo sugli utenti non domestici che vede le micro e piccole imprese fortemente penalizzate a fronte di consumi energetici contenuti, mentre le utenze industriali in alta o altissima tensione pagano oneri molto bassi nonostante siano responsabili di alti consumi energetici e quindi di alti livelli di emissioni. A questi problemi strutturali si aggiungono i pesanti rincari del prezzo dell’energia che in alcuni casi hanno fatto addirittura triplicare la bolletta delle piccole imprese”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Occorre riequilibrare e alleggerire il costo dell&#8217;energia pagato dalle piccole imprese. Anche se nella legge di Bilancio il Governo riuscisse a reperire 2-3 miliardi di euro per calmierare i rincari – conclude <strong>Felici</strong> – bloccare il rialzo non sarà facile. Dal primo gennaio le bollette elettriche potrebbero segnare un rialzo tra il 17 e il 25%. Senza contare che in molti casi il conto dell’energia è così esoso che in questo frangente può anche capitare di non riuscire a pagarlo alla scadenza, così da rischiare il distacco della fornitura. Questo purtroppo è il risultato delle privatizzazioni di questi decenni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guarda <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2021/12/WhatsApp-Video-2021-12-09-at-15.08.52.mp4">QUI</a> il servizio su TGR</p>
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		<title>ENERGIA – Stop aumenti e giù fisco in bolletta</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 09:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[#NoiConfarigianato]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fetaured]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>

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		<description><![CDATA[“Le piccole imprese italiane pagano già il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% rispetto alla media Ue. Ulteriori rincari, come annunciato dal Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, metterebbero ko i nostri imprenditori penalizzati anche dai continui aumenti delle materie prime”. Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli chiede al Governo di intervenire urgentemente per bloccare gli aumenti che colpirebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2021/09/dffqew.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20418" title="dffqew" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2021/09/dffqew-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>“Le piccole imprese italiane pagano già il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% rispetto alla media Ue. Ulteriori rincari, come annunciato dal Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, metterebbero ko i nostri imprenditori penalizzati anche dai continui aumenti delle materie prime”.</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli chiede al Governo di intervenire urgentemente per bloccare gli aumenti che colpirebbero le micro imprese e le famiglie che, non avendo scelto il mercato libero dell’energia, sono tuttora forniti alle condizioni amministrate.</p>
<p>“Va anche ridotto il peso della componente fiscale sulla bolletta elettrica delle piccole imprese. Il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese – sottolinea Granelli – è infatti gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Più tasse, quindi, ma, secondo Confartigianato, anche mal distribuite tra i diversi consumatori, secondo l’assurdo meccanismo: meno consumi, più paghi. Ancora una volta, infatti, le più penalizzate sono le piccole imprese in bassa tensione che, a fronte di una quota di consumi energetici del 24,5%, sono costrette a pagare il 33,2% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. Mentre per le grandi aziende energivore con il 14,7% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende al 9,2%.</p>
<p>“Si tratta – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – di uno squilibrio incomprensibile che costringe i piccoli imprenditori a caricarsi i costi degli altri utenti. Il Decreto Sostegno bis ha avviato una riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese. Attendiamo di vederne gli effetti per far calare il costo dell’energia che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa. In ogni caso, il meccanismo degli oneri generali di sistema va completamente ripensato, da un lato ripartendo in modo più equo il peso degli oneri tra le diverse dimensioni d’azienda, dall’altro spostando parte del peso dalla bolletta alla fiscalità generale”.</p>
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