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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; made in italy</title>
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		<title>MEDIA &#8211; Il Presidente Granelli a ‘Il confronto’ (Rai2) sul futuro delle imprese: “Giovani e artigianato? Avanti, c’è posto”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Giovani nell’artigianato? Avanti, c’è posto“. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo “Il Confronto”, condotto dalla giornalista Monica Setta e in onda sabato 11 luglio su Rai2, Rai Italia e RaiPlay. Un invito, quello di Granelli ai giovani, a guardare all’artigianato come a un settore moderno, innovativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-14-102023.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-24750" title="screenshot-2026-07-14-102023" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-14-102023-300x242.png" alt="" width="300" height="242" /></a></p>
<p>“Giovani nell’artigianato? Avanti, c’è posto“. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo<a href="https://www.raiplay.it/video/2026/07/Il-Confronto---Puntata-del-10072026-43647ad0-6db2-4051-b44e-07e5a26c126b.html"> “Il Confronto”</a>, condotto dalla giornalista Monica Setta e in onda sabato 11 luglio su Rai2, Rai Italia e RaiPlay. Un invito, quello di Granelli ai giovani, a guardare all’artigianato come a un settore moderno, innovativo e ricco di opportunità professionali, capace di coniugare tradizione, tecnologia e qualità.</p>
<p>Rispondendo alle domande dedicate alle prospettive dell’internazionalizzazione e al ruolo delle micro e piccole imprese, Granelli ha sottolineato come sia necessario superare un’immagine stereotipata dell’artigianato: “Gli artigiani sono la spina dorsale del Paese e rappresentano un settore pienamente contemporaneo“. Robotica, intelligenza artificiale e Internet delle cose sono ormai parte integrante dei processi produttivi delle imprese artigiane, tanto che nel 2025 il 70% delle aziende del comparto ha investito in soluzioni legate all’intelligenza artificiale.</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato ha evidenziato la vitalità del settore, ricordando anche che nel 2025 sono nate in media 321 imprese artigiane al giorno. Un sistema produttivo che continua a distinguersi sui mercati internazionali grazie alla qualità delle produzioni Made in Italy, dalla moda al legno-arredo, dall’alimentare all’oreficeria, dalla valigeria all’occhialeria, dove personalizzazione, lavorazioni su misura e manifattura di eccellenza rappresentano i principali punti di forza.</p>
<p>Tra le criticità affrontate nel corso del confronto, Granelli ha richiamato l’attenzione sul ricambio generazionale e sulla crescente difficoltà di reperire personale qualificato, fenomeno determinato sia dal calo demografico sia da una narrazione che per troppo tempo ha svalutato il lavoro artigiano. Per invertire questa tendenza, Confartigianato punta sulla collaborazione con scuole, università e percorsi di formazione, favorendo l’incontro tra giovani e imprese e valorizzando un modello aziendale capace di offrire crescita professionale, sviluppo delle competenze e flessibilità. Non a caso, ha ricordato Granelli, una recente ricerca realizzata con Censis evidenzia che il 40% dei giovani sarebbe interessato a lavorare nell’artigianato, ma conosce ancora poco questo mondo.</p>
<p>Granelli ha infine ribadito la necessità di considerare il sistema produttivo italiano come un unico ecosistema, nel quale micro, piccole e grandi imprese contribuiscono insieme alla competitività del Paese, chiedendo politiche fiscali e industriali capaci di riconoscere e valorizzare il ruolo di tutte le componenti del tessuto imprenditoriale.</p>
<p><a href="https://www.raiplay.it/video/2026/07/Il-Confronto---Puntata-del-10072026-43647ad0-6db2-4051-b44e-07e5a26c126b.html">Rivedi la puntata de ‘Il confronto’</a> con l’intervento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli</p>
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		<title>MEDIA &#8211; Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 10:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’estate del 2026 si apre con la complessa attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l’economia italiana continua a pagare il conto di quattro mesi di crisi nello Stretto di Hormuz. Energia più cara, export in frenata e credito più costoso stanno rallentando soprattutto la manifattura, il settore che con 356mila imprese e 3,9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-01-125001.png"><img class="alignnone size-full wp-image-24730" title="screenshot-2026-07-01-125001" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-01-125001.png" alt="" width="343" height="300" /></a></p>
<p>L’estate del 2026 si apre con la complessa attuazione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l’economia italiana continua a pagare il conto di quattro mesi di crisi nello Stretto di Hormuz. Energia più cara, export in frenata e credito più costoso stanno rallentando soprattutto la manifattura, il settore che con 356mila imprese e 3,9 milioni di addetti rappresenta il cuore produttivo del Paese.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze della crescita e della congiuntura è proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/4eytG3U">L’estate del PIL italiano – Turismo e costruzioni salvano la crescita, ma l’industria paga Hormuz</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>L’economia italiana è instradata su un sentiero di bassa crescita. Secondo le recenti <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il PIL dell’Italia cumula una crescita dell’1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la più bassa tra tutti i 27 paesi dell’Unione. La valutazione migliora se si considera il PIL pro capite, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell’1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell’UE, superando Paesi bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>L’analisi per settori evidenzia che nel primo trimestre del 2026, nel quale il PIL sale dello 0,8% su base annua, il valore aggiunto ristagna (+0,1%) nella manifattura, mentre sale del 3,0% nelle costruzioni e del +0,7% nei servizi. Nel confronto internazionale si osserva una debolezza del valore aggiunto manifatturiero anche in Germania (+0,3%), mentre si registra un aumento sopra al punto percentuale in Francia (+1,1%) e Spagna (+1,6%).</p>
<p>Il terziario è sostenuto dal buon andamento del turismo invernale e pasquale, che nei primi quattro mesi 2026 ha visto salire le presenze turistiche del 17,8% su base annua (era -0,6% il trend nei primi quattro mesi del 2025).</p>
<p>Sulla stagnazione della manifattura pesano gli effetti dei dazi statunitensi su molti settori del made in Italy e la <a href="https://bit.ly/4oc6Zpu">perdita di un oltre un quarto dell’export in Medio Oriente</a> nei primi tre mesi della guerra del Golfo. Inoltre, secondo i dati del <a href="https://www.cpb.nl/en/world-trade-monitor/cpb-world-trade-monitor-april-2026">CPB World Trade Monitor pubblicati giovedì scorso</a>, a marzo il commercio mondiale ha registrato una flessione del 2,3% su febbraio, seguito da un parziale recupero ad aprile (+0,7%).</p>
<p>L’edilizia beneficia degli interventi del PNRR, che sostengono un aumento del 3,9% su base annua degli investimenti in costruzioni. Dopo una lunga fase espansiva del mercato del lavoro, nel primo trimestre del 2026 l’occupazione si stabilizza (+0,2% su base annua), sostenuta dalla spinta delle costruzioni (+5,4%). Stabile (+0,1%) l’occupazione nei servizi, mentre la manifattura segna una diminuzione dell’1,9%. Tra le maggiori regioni si osserva un calo più marcato degli occupati della manifattura in Veneto (-7,2%). Si registrano flessioni anche per Piemonte (-3,0%), Toscana (-2,4%) e Lombardia (-0,5%) mentre, in controtendenza, sale l’Emilia-Romagna (+1,1%).</p>
<p>L’Italia continua a crescere grazie a servizi, turismo e cantieri legati al PNRR, ma il motore manifatturiero rimane quasi fermo, frenato dalle incertezze della geopolitica, dal protezionismo statunitense e dalla fragile ripresa dell’economia tedesca. Nei primi quattro mesi del 2026 la produzione delle imprese manifatturiere sale di un limitato +0,6%. In chiave settoriale va segnalata la ripresa della produzione di autoveicoli e componentistica che nei primi quattro mesi del 2026 sale del 16,0%, invertendo il segno dopo il forte calo (-10,8%) del 2025. La produzione segna un aumento nella meccanica (+3,5%) e nella farmaceutica (+3,4%), ristagna (-0,3%) nell’alimentare e bevande, mentre persistono ampie flessioni nella chimica (-5,3%), nelle altre manifatture (mobili, gioielli, articoli sportivi, ecc. con un -5,1%), nella moda (-4,4%), nella carta e stampa (-3,3%).</p>
<p>Le attese sulla produzione delle imprese manifatturiere, a giugno segnano una risalita dopo quattro mesi consecutivi di calo. Le tensioni geopolitiche appesantiscono la domanda estera, indebolendo le esportazioni nei mercati più critici di Germania e Stati Uniti, con un calo più marcato per le vendite in Medio Oriente. La ripresa dell’economia tedesca, dopo la recessione del 2023-2025, è ancora debole e nei primi quattro mesi del 2026 l’export verso la Germania scende del 2,0%. I dazi contribuiscono ad una flessione dell’1,8% delle vendite del made in Italy negli Stati Uniti, valutate al netto della farmaceutica, i cui flussi sono condizionati dagli scambi infragruppo delle multinazionali. In particolare, i cali più pesanti si osservano cali a doppia cifra per l’export di mobili (-15,7%), alimentari e bevande (-13,1%), apparecchi elettronici e ottici (-11,0%), metalli di base e prodotti in metallo (-10,6%). Inoltre, l’analisi dei dati preliminari pubblicati venerdì dall’Istat evidenzia che nei primi tre mesi della crisi di Hormuz (marzo-maggio) si registra una caduta del 26,4% dell’export in Medio Oriente, pari ad una perdita di 1.862 milioni di euro di vendite del made in Italy nell’area. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 l’export in Medio Oriente scende del 14,6%.</p>
<p>Sul fronte dei costi dell’energia, la crisi di Hormuz ha impattato maggiormente sui prezzi dei carburanti, ma ha innescato una pressione sulle bollette di elettricità e gas, che in Italia risulta la più elevata in Europa. Dopo trentacinque mesi, a maggio 2026 i prezzi al consumo dei beni energetici ritornano a crescere su base annua a doppia cifra (+12,0% rispetto a maggio 2025, era +9,3% ad aprile). Si osserva una maggiore spinta dei prezzi per carburanti (+16,9%) mentre si rafforza la crescita dei prezzi di elettricità e gas (+7,9%).</p>
<p>Anche nella crisi del 2026 si delinea, pur con un minore ordine di grandezza, quell’<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/prc_hicp_minr__custom_20430879/bookmark/table?lang=en&amp;bookmarkId=1f542d19-8cb2-47b2-8d33-983cc0054ce5&amp;c=1773042636000">asimmetria del caro-bollette sfavorevole per l’Italia</a> già osservata nel 2022. A maggio 2026 i prezzi al consumo di elettricità e gas in Unione europea sono stabili (+0,3%) rispetto a febbraio, livello antecedente alla guerra del Golfo, mentre in Italia sono saliti del 7,8%, la crescita più elevata tra tutti i 27 paesi dell’Unione europea e superiore al +5,2% della Francia, mentre i prezzi scendono in Germania (-0,5%) e, in modo più marcato, in Spagna (-11,8%), il paese europeo che secondo il <a href="https://www.bruegel.org/dataset/2026-european-energy-crisis-fiscal-response-tracker">monitoraggio di Bruegel del 16 giugno</a> è maggiormente intervenuto per contrastare il caro-energia.</p>
<p>La nuova fase di <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260611~4d41bd5e83.it.html">politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE</a> viene affrontata dalle imprese italiane senza aver ancora assorbito gli effetti della stretta del 2022. Si delinea, infatti, un ulteriore inasprimento del costo del credito alle imprese che già ad aprile salgono al 3,65%, con un aumento di 16 punti base rispetto al 3,49% di marzo e risultando di 202 punti base superiore a quello del giugno 2022. Il caro-tassi potrebbe depotenziare la ripresa in corso degli investimenti in macchinari e impianti – che nel primo trimestre 2026 salgono del 6,6% su base annua – e compromettere la doppia transizione delle imprese, digitale e green.</p>
<p>Le tensioni geopolitiche dell’estate 2026 stanno dunque colpendo l’economia italiana in un momento particolarmente delicato. La spinta del PNRR si avvia gradualmente a esaurirsi, la manifattura fatica a ritrovare slancio e il costo dell’energia torna a crescere. Se la normalizzazione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz non sarà rapida e duratura, si rischia che la debole crescita prevista per i prossimi anni si trasformi in una fase prolungata di stagnazione.</p>
<p><em>Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione europea, Bce, Bruegel, CPB, Eurostat, GME e Istat</em></p>
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		<title>MADE IN ITALY &#8211; Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Foto di Azerbaijan_stockers – it.freepik.com C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-085255.png"><img class="alignnone size-full wp-image-24591" title="screenshot-2026-04-02-085255" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-085255.png" alt="" width="388" height="288" /></a> <span style="font-size: xx-small;"> Foto di Azerbaijan_stockers – it.freepik.com</span></p>
<p>C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole.</p>
<p>Infatti, la Legge annuale PMI, in vigore appunto da 7 aprile, introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale“. L’utilizzo è riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo, con sanzioni fino all’1% del fatturato (minimo 25.000€) per chi usa il termine in modo improprio.</p>
<p>La nuova Legge annuale per le PMI ha così finalmente colmato una lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza sul mercato. Il principio ora è scolpito nella norma: l’uso delle denominazioni “artigianato” e ‘artigianale’ è consentito esclusivamente alle imprese in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente.</p>
<p>“Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy”. Questo il commento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli secondo il quale “questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.</p>
<p>La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo.</p>
<p>Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro.</p>
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		<title>MADE IN ITALY &#8211; Granelli su La Verità: “Un nuovo Rinascimento made in Italy è possibile valorizzando artigiani e Mpi”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 16:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, in un’intervista a tutto campo pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Verità’, ribadisce la necessità di un’Europa più attenta alle piccole e medie imprese, a partire dal nodo cruciale dell’energia. Dall’energia alla transizione green, dai dazi alla carenza di manodopera, fino al ruolo strategico dell’artigianato nei territori e nei distretti, il Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-12-170207.png"><img class="alignnone size-full wp-image-24475" title="screenshot-2026-02-12-170207" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-12-170207.png" alt="" width="178" height="164" /></a></p>
<p>Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, in un’intervista a tutto campo pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Verità’, ribadisce la necessità di un’Europa più attenta alle piccole e medie imprese, a partire dal nodo cruciale dell’energia. Dall’energia alla transizione green, dai dazi alla carenza di manodopera, fino al ruolo strategico dell’artigianato nei territori e nei distretti, il Presidente Granelli sottolinea come le PMI e gli artigiani rappresentino l’ossatura dell’economia europea e possano essere protagonisti di un nuovo Rinascimento del Made in Italy.</p>
<p>Di seguito il testo dell’intervista del Presidente Granelli pubblicato oggi su ‘La Verità’</p>
<p>Mario Draghi ha rilanciato l’idea dell’Europa superpotenza se si federa. Non le pare che non occuparsi della questione energetica, cioè non considerare che l’Ue è comunque dipendente da fonti terze, sia un errore di prospettiva?<br />
<em>Noi vogliamo un’Europa della buona politica comune, condivisa, anche sul fronte energetico, un’Europa forte perché consapevole e orgogliosa dei suoi valori fondanti. E’ davvero tempo di voltare pagina rispetto a un’Ue troppo spesso tecnocratica e in crisi di identità. Oggi l’Europa rischia di essere percepita come irrilevante anche perché non ha ancora compreso fino in fondo l’importanza del suo patrimonio di imprese. Da imprenditore e da rappresentante di oltre 700mila artigiani e piccole imprese italiane, io dico che Bruxelles e Roma devono sostenere con forza, convinzione e concretezza il tessuto imprenditoriale del Continente se vogliono renderlo davvero competitivo rispetto ai grandi player globali. Parliamo di numeri enormi: in Europa operano 26 milioni di artigiani, micro, piccole e medie imprese che costituiscono il 99,8% del totale delle aziende, generano il 64% dell’occupazione e realizzano oltre il 52% del valore aggiunto dell’Ue. Eppure, su di loro gravano ancora troppa burocrazia e pochi incentivi.</em></p>
<p>Lei ha sempre insistito sul fatto che il delta energetico è un costo altissimo per le imprese italiane: lo conferma? E che pensa di questa Europa che prima col Green deal ha messo ha rischio le imprese e oggi corre ai ripari senza neppure avere affrontato il tema delle semplificazioni?<br />
<em>Lo confermo con numeri che sono impietosi. La bolletta elettrica delle micro e piccole aziende italiane oggi è tra le più costose d’Europa e supera del 22,5% la media Ue. A “gonfiare” il costo dell’elettricità per noi è anche il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta, che in Italia è più che doppio (+117,4%) rispetto a quello medio dell’UE a 27. Ma il caro-energia non è uguale per tutti: il conto più salato lo pagano le piccole imprese che nelle bollette devono sostenere oneri di sistema che servono per finanziare le agevolazioni nelle bollette delle grandi aziende energivore. È un meccanismo perverso che va scardinato. La transizione green non può essere un dogma ideologico calato dall’alto, ma un percorso sostenibile che cammina sulle gambe delle imprese.</em></p>
<p>Domanda secca: per voi piccole e medie imprese l’Europa è una sfida, un’opportunità o un freno? E le sanzioni verso la Russia, l’instabilità complessiva della de-globalizzazione quanto pesano?<br />
<em>L’Europa è tutte e tre le cose, dipende dalle scelte politiche. È una grande opportunità se valorizza il mercato unico e le PMI, diventa un freno se produce norme complesse e costi sproporzionati. Le sanzioni verso la Russia e la de-globalizzazione hanno inciso su energia, filiere e costi, ma hanno anche spinto le imprese a diversificare mercati e strategie. Le nostre PMI hanno dimostrato resilienza e capacità di adattamento, ma non possono reggere da sole un contesto così instabile. Serve un’Europa che accompagni le imprese, non che le appesantisca.</em></p>
<p>Voi vi siete molto battuti contro i dazi: qual è la situazione effettiva? E questi accordi che la von der Leyen va fa facendo la convincono? Non sono sbilanciati tutti sulla grande industria e di determinati paesi?<br />
<em>I dati mostrano che il made in Italy reagisce ai dazi puntando sulla diversificazione. Secondo le nostre analisi, 19,7 miliardi di euro di export aggiuntivo possono arrivare da 26 mercati extra-USA dinamici, che crescono del 5,1%. Le nostre vendite negli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, nel 2025 hanno segnato un aumento a doppia cifra. Gli accordi europei sono utili, ma devono essere più equilibrati e pensati anche per le PMI, non solo per la grande industria di alcuni Paesi.</em></p>
<p>Uno studio di alcuni mesi fa fotografava l’impresa artigiana come la preferita dai giovani perché più a misura d’uomo. E’ ancora viva la dimensione della “bottega” rinascimentale nelle vostre imprese e come mettete insieme tradizione innovazione?<br />
<em>La “bottega” oggi è un laboratorio dove la sapienza manuale incontra l’algoritmo. L’artigianato italiano cambia pelle: cresce, innova e guida la transizione green e digitale senza cambiare la propria anima. Tra il 2019 e il 2024, ben 25 settori artigiani hanno registrato una crescita di oltre 20mila nuove imprese, di cui 4000 nel settore della tecnologia e del digitale. I dati del 2025 ci raccontano uno sprint impressionante: il 16,4% delle aziende fino a 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di IA, più del doppio rispetto all’anno precedente. Non è fantascienza, è pragmatismo artigiano. Per accompagnare questa trasformazione Confartigianato ha fortemente sostenuto la riforma della legge quadro dell’artigianato, attesa da 40 anni, e attualmente in fase di approvazione in Parlamento per poi passare all’attuazione da parte del Governo. Una riforma che riconosce l’artigianato moderno, lo rende attrattivo per i giovani, permette di superare limiti dimensionali e societari anacronistici e favorisce le aggregazioni. Con questa riforma un’impresa artigiana potrà assumere, investire e crescere senza sentirsi mai “troppo piccola” per competere.</em></p>
<p>Un economista purtroppo negletto Giacomo Becattini sosteneva che sono i territori a determinare e i prodotti e che i distretti industriali come fabbrica diffusa fertilizzano le comunità di valori. Voi artigiani siete ancora l’anima dei distretti?<br />
<em>Assolutamente sì. Le imprese artigiane esprimono la “biodiversità” delle tradizioni produttive italiane, rinnovandola per le sfide globali. Sono fortemente radicate nei territori, producono in modo responsabile e sono strutturalmente lontane dalla logica della delocalizzazione. L’Italia è unica proprio perché è fatta di milioni di artigiani innamorati della loro terra. Questo legame indissolubile con il territorio è il segreto dei prodotti made in Italy, autentici, irripetibili e apprezzati in tutto il mondo.</em></p>
<p>Sente la responsabilità di costruire opportunità per i territori marginali? E se si che progetti avete?<br />
<em>La sentiamo forte questa responsabilità, perché i numeri parlano chiaro. L’artigianato conta 146mila imprese nelle zone di montagna (28,7% del totale) e 241mila nelle aree interne. In questi territori, gli addetti delle micro e piccole imprese pesano per oltre il 70% del totale, arrivando all’82% nelle aree interne. In questi territori gli artigiani sono protagonisti di quella che mi piace definire una vera e propria “ecologia umana”, capace di creare coesione economica e presidio sociale. Confartigianato crede in un nuovo sviluppo sostenibile per queste zone. Ad esempio, abbiamo promosso il progetto ‘Montagna Futura’ proprio per tracciare un nuovo percorso che, valorizzando il ruolo delle nostre imprese, coniughi tradizione, innovazione e ripopolamento.</em></p>
<p>Le imprese si lamentano del fatto che non trovano manodopera. Com’è la situazione nell’artigianato? E non servirebbe una rivalorizzazione dell’istruzione professionale?<br />
<em>La situazione è critica, inutile nasconderlo. Nel 2025 la difficoltà di reperimento di competenze resta un nodo centrale per le imprese: nell’artigianato il 59,7% delle assunzioni previste è difficile da trovare, pari a oltre 293mila addetti. Le aziende stanno reagendo: aumentano i salari, offrono flessibilità, collaborano con le scuole. Ma non basta. Serve un patto con le istituzioni per un sistema formativo moderno. Bisogna rafforzare il legame scuola-impresa, investire massicciamente sull’apprendistato professionalizzante e sulla formazione duale. Confartigianato è in campo con progetti come ConfSkill per favorire l’incontro domanda-offerta di lavoro. Ma serve una rivalutazione culturale dell’istruzione professionale: formare un giovane oggi significa garantire domani la continuità delle nostre imprese e del Made in Italy.</em></p>
<p>Secondo lei tanto a livello nazionale che europeo c’è sufficiente attenzione verso i ceti produttivi? Può indicare le vostre priorità: che cosa chiedete per svilupparvi ancora?<br />
<em>A volte l’attenzione c’è a parole, ma mancano i fatti. Io dico che non c’è Europa senza PMI. Se l’UE vuole garantire sovranità e prosperità, il principio ‘Pensare prima al piccolo’ (Think Small First) deve guidare ogni scelta politica e non essere solo uno slogan. Chiediamo che la legislazione europea sia concepita fin dall’inizio tenendo conto delle nostre dimensioni: requisiti proporzionati, scadenze realistiche, meno burocrazia. In Italia le priorità sono chiare: riduzione della pressione fiscale e contributiva, intervento strutturale sul costo dell’energia per allinearci ai competitor europei, e una semplificazione burocratica reale. Inoltre, serve stabilità negli incentivi per investimenti e innovazione. Avere PMI resilienti equivale ad avere un’Italia e un’Europa resilienti.</em></p>
<p>L’Italia si dice è la terra dell’arte, del turismo, della cucina, ma è soprattutto la patria dell’artigianato d’arte. Molti non ci pensano ma il sistema moda vive di artigianato, tutta l’attività di restauro è compito artigiano, la manutenzione del territorio è fatta dagli artigiani. C’è secondo lei sufficienze attenzione al valore delle vostre imprese e come sta l’artigianato d’arte?<br />
<em>Spesso si dà per scontato questo patrimonio, ma è l’artigianato d’arte che rende l’Italia riconoscibile nel mondo. Dietro la grande moda, dietro la conservazione dei nostri monumenti, c’è sempre la mano sapiente di un artigiano. C’è bisogno di maggiore consapevolezza: l’artigianato d’arte non è folklore, è cultura produttiva ad alto valore aggiunto.</em></p>
<p>La vostra Fondazione culturale è intitolata a Manlio e Maria Letizia Germozzi: è stato uno degli attori del primo miracolo italiano, ma anche strenuo difensore della dignità e del valore artigiano. Dalle vostre imprese può partire un nuovo miracolo italiano? Che prospettive economiche vede per il futuro?<br />
<em>Manlio Germozzi ci ha insegnato che la dignità e il valore del lavoro artigiano sono il fondamento della nostra economia. Sì, credo che dalle nostre imprese possa e debba partire un nuovo Rinascimento italiano, basato sulla qualità e sulla sostenibilità. Le prospettive dipendono dalla nostra capacità di tenere insieme le radici e le ali. L’artigianato italiano è un mondo vitale e in piena metamorfosi. Confartigianato è pronta, come sempre, ad accompagnarlo nel futuro. Perché il futuro del Made in Italy passa ancora, e forse più che mai, dalle mani, dalle idee e dalla visione degli artigiani.</em></p>
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		<title>MADE IN ITALY – “Artigianato, futuro del made in Italy”: Confartigianato promuove la campagna di comunicazione con Mimit e Symbola</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 12:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito delle iniziative della Giornata Nazionale del Made in Italy, oggi è stata presentata la campagna di comunicazione “Artigianato, futuro del made in Italy” presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, promossa da Confartigianato, Cna, Casartigiani insieme a Fondazione Symbola e con il patrocinio del MiMit. Hanno partecipato all’evento Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Ermete Realacci, presidente di Fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-05-07-144857.png"><img class="alignnone size-full wp-image-23689" title="screenshot-2025-05-07-144857" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-05-07-144857.png" alt="" width="262" height="203" /></a></p>
<p>Nell’ambito delle iniziative della Giornata Nazionale del Made in Italy, oggi è stata presentata la campagna di comunicazione “Artigianato, futuro del made in Italy” presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, promossa da Confartigianato, Cna, Casartigiani insieme a Fondazione Symbola e con il patrocinio del MiMit.</p>
<p>Hanno partecipato all’evento Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola; Marco Granelli, presidente di Confartigianato; Dario Costantini, presidente di Cna, Mauro Sangalli, vicepresidente di Casartigiani.</p>
<p>“Artigianato, futuro del made in Italy” rende visibile l’importanza dell’artigianato italiano per la nostra economia, ma anche per la nostra qualità della vita. In Italia, oltre un milione di imprese sono artigiane, una cifra pari a circa un quarto di tutto il sistema imprenditoriale italiano.</p>
<p>L’artigianato rappresenta il cuore pulsante della manifattura italiana e, di conseguenza, del Made in Italy. Sebbene le imprese artigiane costituiscano il 21,3% del totale delle attività produttive, la loro incidenza è particolarmente significativa nel settore manifatturiero – dove raggiunge il 58,5% del totale delle imprese – e in particolare in alcuni comparti chiave come il legno, l’alimentare, l’abbigliamento, la meccanica.</p>
<p>‘Sin dall’inizio della legislatura – ha sottolineato il Ministro Adolfo Urso – come ministero abbiamo svolto un’attività intensa e abbiamo lavorato per dare valenza alle pmi e alle imprese artigiane. Inizia il suo percorso la  legge annuale sulle pmi per creare un contesto legislativo sempre più confacente alle pmi’. Secondo il ministro questo progetto ‘valorizza il saper fare degli artigiani italiani che è storia, identità, unicità del nostro Paese ma anche innovazione e ricerca continua. E’ importante che tutti siano consapevoli del valore di ogni microattività realizzata nel nostro Paese. Credo che questa specificità vada tutelata”.</p>
<p>“L’artigianato – ha sottolineato Marco Granelli, presidente di Confartigianato – è dinamico, in piena evoluzione, capace di integrare tradizione manifatturiera e nuove tecnologie, di generare occupazione dipendente e autonoma. Nel 2024, infatti, sono nate 83.586 imprese artigiane, al ritmo di 321 al giorno, e negli ultimi sei anni, 502mila giovani under 30 sono stati formati e avviati al lavoro con il contratto di apprendistato nelle imprese artigiane. Con la campagna ‘Artigianato, futuro del made in Italy, mostriamo che è un ‘motore’ di sviluppo per l’economia e per la società e rappresenta una grande opportunità per le nuove generazioni. In un’azienda artigiana i giovani possono allenare ed esprimere la loro creatività, acquisire competenze e abilità al passo con le nuove sfide tecnologiche, costruirsi un futuro scommettendo sulle loro passioni e inclinazioni”.</p>
<p>Confrontando i quinquenni 2015-2019 e 2019-2023 si evidenzia una crescita della quota di micro e piccole imprese che hanno effettuato investimenti green, rispettivamente +23,2% e +45,9%. Queste imprese sono oltre mezzo milione (503.258): il 67% opera nei servizi, il 33% nell’industria, il 18% nell’industria manifatturiera, il 14% nelle costruzioni, solo l’1% nelle public utilities. Nel 2024 il 61,3% delle entrate di green jobs programmate in Italia sono relative a micro e piccole imprese.</p>
<p>Le micro e piccole imprese in Italia svolgono un ruolo centrale nella diffusione delle tecnologie legate all’Intelligenza artificiale (IA): infatti il 93% delle imprese pioniere nell’utilizzo di queste soluzioni sono micro e piccole imprese. In chiave settoriale, la quota di micro e piccole imprese utilizzatrici di sistemi di IA è più elevata nel manifatturiero (14,6%), seguito dai servizi (12,2%) e dalle costruzioni (11,5%). Mentre si stima che il 53,6% delle micro e piccole imprese prevedono di adottare nei propri processi produttivi soluzioni di intelligenza artificiale</p>
<p>L’Italia, grazie anche alla forza del comparto artigiano, si conferma come il secondo Paese manifatturiero in Europa. L’artigianato è presente non solo nei settori tradizionali del Made in Italy, ma anche in quelli ad alta intensità di capitale e strategici per l’export. Infatti l’89,1% delle imprese esportatrici sono micro e piccole (MPI): esportano per il 68% in Europa e per oltre il 30% nel resto del mondo. Queste imprese hanno un peso rilevante sul valore delle esportazioni della filiera legno e del tessile. L’Italia si conferma leader nell’Unione europea per vendite all’estero realizzate dalle micro e piccole imprese manifatturiere, con il 27,8% del totale UE, seguita da Germania (14%) e Spagna (9,6%). Si registra, inoltre, una incidenza sul PIL delle esportazioni delle MPI italiane pari al 3,3%, il doppio della media UE (1,6%).</p>
<p>Il successo del made in Italy è legato alla capacità delle imprese italiane, soprattutto micro e piccole, di collaborare in filiere, distretti e reti d’impresa. Lo dimostra la quota di contratti di rete con capofila una micro o una piccola impresa, pari all’89% delle reti attivate dal 2010 al 2024.</p>
<p>Dal punto di vista occupazionale, la forza del sistema artigiano italiano è legata anche alla sua capacità di valorizzare le diversità e integrare culture. Il 99,7% delle imprese femminili è di micro o piccola dimensione. Nelle micro e piccole imprese lavora il 57% dei lavoratori dipendenti stranieri residenti in Italia. Il 99,8% delle imprese straniere in Italia sono micro e piccole imprese. Un’impresa giovanile italiana su quattro è artigiana, e circa il 40% degli under 35 è attratto dall’artigianato o intraprenderebbe una professione artigiana.</p>
<p>Micro e piccole imprese sono il motore della cultura e della creatività italiana. Guardando ai settori culturali e creativi, queste rappresentano il 99,7% degli operatori. Un dato medio che va dai settori del software e videogames dove la quota di operatori attivi nelle micro e piccole imprese rappresenta il 98,4%.</p>
<p>L’artigianato non è solo una colonna portante della produzione, ma anche un motore di sviluppo economico e benessere territoriale. Le micro e piccole imprese rappresentano, in molti territori, l’unico presidio sociale ed economico. Nei piccoli comuni (meno di 5.000 abitanti) le micro e piccole imprese rappresentano il 99,4% delle imprese extra-agricole presenti nel territorio. Andando ad analizzare la distribuzione delle micro e piccole imprese per area geografica, i piccoli comuni del Nord-ovest concentrano la quota maggiore (38,7%), seguiti da Mezzogiorno (29,5%), Nord-est (19,6%) e Centro (12,2%).</p>
<p>L’integrazione delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale nell’artigianato sta ridefinendo i confini della produzione, migliorando la qualità e la personalizzazione dei prodotti. L’uso di software avanzati, piattaforme digitali e automazione consente alle imprese artigiane di essere più competitive, di ottimizzare i processi produttivi e di offrire soluzioni su misura per un mercato in evoluzione. La capacità di fare rete è un elemento essenziale per accrescere la competitività delle imprese artigiane. Attraverso collaborazioni territoriali o di filiera, le aziende possono condividere risorse, know-how e strategie, rafforzando la loro presenza sul mercato e aumentando la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. La diffusione di robot nelle piccole imprese manifatturiere è pari al 19,1%, una quota superiore alla media UE (17,6%) e alla Germania (15,9%) – prima manifattura europea. Sono oltre 10 mila gli addetti che operano nelle imprese italiane della robotica, di cui circa il 40% è impiegato in micro e piccole imprese</p>
<p>“Parlando di piccole imprese e artigianato alcuni pensano ad un punto di debolezza della nostra economia. Non è così. La propensione delle imprese artigiane – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – a collaborare accompagna la nostra capacità di creare coesione e innovazione. L’artigianato è un’anima del Made in Italy. Questo report comunica attraverso i numeri il valore di questo sistema che alimenta la capacità di affrontare le sfide del futuro legate all’innovazione e alla sostenibilità. La foto che emerge conferma che il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. E che come scritto nel Manifesto di Assisi non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. Come ha detto Papa Francesco ‘Siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune’”.</p>
<p>“<em>Artigianato futuro del made in Italy</em> intende ribadire – dichiara Dario Costantini, presidente CNA – che le nostre imprese, custodi di produzioni di eccellenza con radici profonde nel territorio, hanno forte capacità di reinventarsi e di intercettare i gusti dei consumatori. I mercati più evoluti chiedono qualità, unicità, personalizzazione. Ma soprattutto, chiedono prodotti che possiedano un’anima, che corrispondano ad un’idea avanzata del mondo, anche in termini di sostenibilità. Prodotti che esprimono storia e identità. Prodotti non solo “belli e ben fatti”, che durano nel tempo, che provengono da filiere corte, ma che contengono un racconto e si prestano ad essere raccontati. Anche per questo siamo convinti che il futuro del made in Italy e quello dell’artigianato italiano siano indissolubilmente legati”.</p>
<p>“Il marchio Made in Italy rappresenta non solo un prodotto italiano, ma un modo di vivere, uno stile di vita tutto nostro, che si diffonde sempre di più nel mondo. Creazioni quindi che identificano il nostro Paese, consentono di tenere aperto un legame con esso, e testimoniano la considerazione e l’appartenenza alla sua cultura ed ai suoi valori” – evidenzia Giacomo Basso, presidente di CASARTIGIANI. “I dati contenuti nei report statistici presentati oggi confermano che il tessuto produttivo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese costituisce un asset strategico imprescindibile per salvaguardare e diffondere tale patrimonio in tutto il mondo. È necessario, però, che gli interventi, dettati dalla politica a supporto del Made in Italy, siano calibrati e funzionali al sostegno e all’affiancamento di questo straordinario modello imprenditoriale italiano _quale realmente è_ e non _quale si vorrebbe che fosse_ perché lì sta il nostro tesoro”.</p>
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		<title>MADE IN ITALY – Il Vice Presidente Massetti: “Indicazioni Geografiche siano accessibili e volano di sviluppo per artigiani e Mpi”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 09:40:14 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura19.png"><img class="alignnone size-full wp-image-23653" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura19.png" alt="" width="294" height="234" /></a></p>
<p>Nella cornice istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è tenuto oggi, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, l’evento “Tutela e valorizzazione del Made in Italy: Il ruolo delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Organizzato dal MIMIT, l’incontro ha riunito esponenti del Governo, delle istituzioni europee, nazionali e locali, del sistema produttivo  per discutere delle potenzialità del nuovo Regolamento UE 2023/2411, che estende le Indicazioni Geografiche (IG) ai prodotti artigianali e industriali, aprendo una nuova stagione per la tutela del saper fare italiano.<br />
Per Confartigianato è intervenuto il Vice Presidente Vicario Eugenio Massetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ha aperto i lavori un videomessaggio del Ministro Adolfo Urso, il quale ha sottolineato che “le Indicazioni Geografiche costituiscono un pilastro della nostra identità produttiva e culturale”. Lucia Albano, Sottosegretario al MEF, e Amedeo Teti, Capo Dipartimento Mercato e Tutela del MIMIT, che ha coordinato i lavori, hanno ribadito l’urgenza di mettere a sistema le competenze per tradurre la nuova norma europea in strumenti operativi concreti per le imprese. João Negrão, Direttore esecutivo dell’EUIPO, ha evidenziato come l’Italia sia tra i Paesi più pronti a valorizzare il nuovo regime: “Le IG non sono solo protezione legale, ma asset culturali ed economici di valore europeo”. Anche Tamás Király, rappresentante della Commissione Europea (DG GROW), ha richiamato il potenziale della riforma per le economie locali e l’identità manifatturiera europea, mentre Antonio Lirosi (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) ha illustrato le fasi di implementazione previste entro fine 2025.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il percorso per l’attuazione del Regolamento europeo è già avviato e sarà cruciale arrivare alla piena operatività entro dicembre 2025, costruendo un sistema che metta al centro le esigenze delle imprese, in particolare quelle più piccole. L’appello è chiaro: serve una visione condivisa per fare delle IG un volano di crescita economica, tutela culturale e presidio territoriale. Un’Italia che non solo produce, ma protegge e promuove la propria unicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel panel dedicato al punto di vista delle imprese, il Vice Presidente Vicario di Confartigianato, Eugenio Massetti, ha sottolineato: “Le Indicazioni Geografiche non sono solo uno strumento giuridico, ma un veicolo di identità, cultura e valore economico. Dentro ogni IG c’è la nostra storia produttiva, il nostro saper fare, la nostra tradizione. Ora serve rendere questo strumento realmente fruibile per le imprese artigiane, evitando percorsi complessi e costosi. Le IG devono diventare una conquista per tutti, non un privilegio per pochi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://media.datastampa.it/media/20250415/20250415-RADIO_UNO-SPORTELLO_ITALIA_1225-125449470m.mp4" rel="noopener noreferrer" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2017/05/ASCOLTA-FONDO-ROSSO.png" alt="" width="100" height="99" /></a> Ascolta l’intervista del Vice Presidente Massetti a ‘Sportello Italia’ su Rai Radio 1</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Massetti ha quindi posto l’accento su accessibilità, semplicità e proporzionalità: tre principi chiave per non rendere le IG un meccanismo esclusivo, modellato sulle esigenze di grandi aziende, ma uno strumento effettivamente utilizzabile da 1,3 milioni di imprese artigiane italiane. “Significa iter brevi, costi sostenibili, assistenza tecnica, strumenti pensati su misura per chi lavora in un laboratorio o in una bottega. La burocrazia non può soffocare il saper fare”. Il Vice Presidente Massetti ha poi citato l’esperienza della Bretagna, dove l’IG per il granito locale ha avuto impatti positivi sia economici che identitari: protezione della produzione locale, difesa dal dumping, maggiore accesso agli appalti pubblici. Un modello che, secondo Massetti, può e deve essere replicato in Italia, con il supporto attivo delle istituzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche altri rappresentanti del tessuto imprenditoriale: Dario Costantini (Cna), Francesco Napoli (Confapi), Mauro Sangalli (Casartigiani) hanno evidenziato la necessità di collaborazione tra istituzioni e imprese per affrontare la sfida dell’internazionalizzazione e della tutela contro l’italian sounding.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A testimonianza del valore concreto delle IG,  l’evento ha dedicato spazio alle best practices e alle storie di eccellenza. Dalla lavorazione del corallo e cammeo di Torre del Greco (Vincenzo Aucella), all’oreficeria fiorentina (Laura Giannoni), passando per la ceramica di Vietri (Giovanni Giugliano) e il vetro artistico di Murano (Sergio Malara), fino all’antica arte del cappello rappresentata da Paolo Marzialetti: un viaggio nel cuore della manifattura italiana, che ha mostrato come tradizione e innovazione possano coesistere.</p>
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		<title>EVENTI – Confartigianato protagonista con l’eccellenza artigiana alla Giornata nazionale del made in Italy</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 13:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 15 aprile si svolge la seconda edizione della Giornata nazionale del made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del made in Italy. La data del 15 aprile è quella della nascita di Leonardo Da Vinci, simbolo del genio e del talento italiano. Confartigianato è protagonista della Giornata con numerose iniziative organizzate sia a Roma sia in ambito territoriale. La Confederazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura10.png"><img class="alignnone size-full wp-image-23625" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura10.png" alt="" width="376" height="282" /></a></p>
<p>Il 15 aprile si svolge la seconda edizione della <a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata">Giornata nazionale del made in Italy,</a> promossa dal Ministero delle Imprese e del made in Italy. La data del 15 aprile è quella della nascita di Leonardo Da Vinci, simbolo del genio e del talento italiano. Confartigianato è protagonista della Giornata con numerose iniziative organizzate sia a Roma sia in ambito territoriale.</p>
<p>La Confederazione è tra gli organizzatori dell’<a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/04/Programma-evento-15-aprile-2025-004-1-1-002.pdf">evento nazionale ‘Tutela e valorizzazione del made in Italy. Il ruolo delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali’</a> che si svolge il 15 aprile presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy con inizio alle ore 9.30. Il Vicepresidente Vicario di Confartigianato Eugenio Massetti ribadirà l’impegno per tutelare la nostra qualità manifatturiera. Le Indicazioni geografiche rappresentano, infatti, un aspetto cruciale per difendere i nostri prodotti dalle imitazioni e soprattutto sono un riconoscimento delle competenze e delle tradizioni produttive dei nostri territori. Per questo, Confartigianato Imprese continuerà a battersi i per garantire che il nuovo quadro normativo, che dal 1° dicembre 2025 dovrà iniziare ad essere applicato in tutta Europa, risponda alle esigenze degli artigiani italiani.</p>
<p>Il 28 aprile, sempre a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy, si svolgerà l’evento di lancio della Campagna nazionale “Artigianato, futuro del made in Italy” promossa da Confartigianato, con le altre Confederazioni artigiane e con Fondazione Symbola, per comunicare un’immagine moderna dell’artigianato.</p>
<p>Tra le altre iniziative, l’<a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/04/giornata-madein-Veneto_25-social-0704.pdf">evento ‘L’Abbecedario del made in Italy’. I nuovi linguaggi dell’artigianato’ </a>organizzato il 15 aprile a Mira (Venezia) nel corso del quale Confartigianato Imprese e Confartigianato Veneto presentano in anteprima nazionale un’iniziativa editoriale senza precedenti per raccontare il passato e il futuro dell’artigianato italiano.</p>
<p>Il Sistema Confartigianato partecipa alla Giornata nazionale del made in Italy con eventi e iniziative organizzati dalle Associazioni territoriali e Federazioni regionali di:</p>
<ul>
<li>
<ul>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/nuovi-artigiani-tecnologie,-innovazione-e-digitalizzazione-hanno-trasformato-imprese-artigiane-e-pmi">Verona</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/eccellenza-italiana-valorizzazione-del-made-in-italyattraverso-il-capodanno-fiorentino">Firenze</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/alla-scoperta-del-cioccolato-artigianale,-tra-tradizione-e-innovazione">Cuneo</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/le-marche-del-made-in-italy">Marche</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/nuove-trame-del-made-in-italy-imparare-leccellenza-artigianale">Parma</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda?filter_search=Confartigianato&amp;filter_from=2025-01-27&amp;filter_to=2025-05-26&amp;filter_category=3&amp;filter_regione=Italia">Macerata Ascoli Piceno Fermo</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/costruzioni-50ledilizia-del-futuro-%C3%A8-tra-noi">Piemonte Orientale</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/fiera-dei-mestieri-10-edizione-2025">Bergamo</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/fatti-ad-arte">Bari Bat Brindisi</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/alla-scoperta-del-made-in-italy-artigiano">Liguria</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/nuovo-abbecedario-del-made-in-italy">Veneto</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/made-in-italy-il-riscatto-dell%E2%80%99artigianato">Salerno</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/la-liuteria-artigianale-in-emiliaromagna-formazione-e-innovazione-per-il-futuro-di-questa-eccellenza">Emilia Romagna</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/un-grande-futuro-dietro-di-noi">Prato</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/made-in-italy/giornata/agenda/la-bottega-orafa-arti-e-mestieri,-laboratorio-attivo-di-metalli-e-oreficeria">Grosseto</a>v</li>
</ul>
</li>
</ul>
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		<title>MIMIT &#8211; Confartigianato al Road Show sul Made in Italy</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 13:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[MIMIT]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[samantha panza]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipa ai lavori della tavola rotonda organizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy Samantha Panza, Presidente Regionale Abbigliamento di Confartigianato. Il secondo road show (dei tre in programma) organizzato a Biella l&#8217;11 dicembre scorso dal MIMIT, ha incentrato il dibattito sulla legge sul Made in Italy: alta specializzazione nel settore Tessile Abbigliamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/12/Cattura3.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23050" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/12/Cattura3-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Partecipa ai lavori della tavola rotonda organizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy Samantha Panza, Presidente Regionale Abbigliamento di Confartigianato.</p>
<p>Il secondo road show (dei tre in programma) organizzato a Biella l&#8217;11 dicembre scorso dal MIMIT, ha incentrato il dibattito sulla legge sul Made in Italy: alta specializzazione nel settore Tessile Abbigliamento Moda e specifiche misure di sostegno sono alcuni degli argomenti trattati.</p>
<p>Scarica <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/12/11-12-2024_Evento-MadeinItaly_NEW-1.pdf">QUI</a> il programma dell&#8217;evento.</p>
<p>Guarda <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/12/WhatsApp-Video-2024-12-12-at-14.19.391.mp4">QUI</a> l&#8217;inizio dell&#8217;intervento della Presidente Panza.</p>
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		<title>MADE IN ITALY &#8211; Un&#8217;occasione di rilancio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 14:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giorgio felici]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande successo registrato da Confartigianato Piemonte Orientale per la realizzazione del convegno &#8220;Made in Italy come occasione di rilancio&#8221;. Sulla scia dell&#8217;attenzione posta sull&#8217;argomento dall&#8217;omologo DDL in discussione alla X Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), durante i lavori convegnistici sono state molte le testimonianze di imprese artigiane, correlate poi da interventi istituzionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-23-at-12.04.00.jpeg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-22289" title="whatsapp-image-2023-10-23-at-12-04-00" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2023/10/WhatsApp-Image-2023-10-23-at-12.04.00-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Grande successo registrato da Confartigianato Piemonte Orientale per la realizzazione del convegno &#8220;Made in Italy come occasione di rilancio&#8221;.</p>
<p>Sulla scia dell&#8217;attenzione posta sull&#8217;argomento dall&#8217;omologo DDL in discussione alla X Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), durante i lavori convegnistici sono state molte le testimonianze di imprese artigiane, correlate poi da interventi istituzionali a sostegno di un grande plus per tutto il territorio italiano.</p>
<p>Tra gli interventi istituzionali, oltre al contributo del Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, segnaliamo la partecipazione del Deputato Alberto Gusmeroli (relatore DDL n. 1341 - Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del <em>made in Italy)</em></p>
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		<title>Cesare Fumagalli a Rai Radio1: ‘Capacità di reazione delle piccole imprese è punto di forza del made in Italy’</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2020 13:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cesare fumagalli]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[radio rai]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ci aspetta un autunno in chiaroscuro, con molte difficoltà, ma anche e, soprattutto, con la forte determinazione dei piccoli imprenditori a reagire e a darsi da fare, senza paracadute e senza ‘stampelle’”. Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato, intervenuto oggi a Rai Radio1 ‘L’estate in diretta’ ha indicato le prospettive degli artigiani e delle piccole imprese, sottolineando la loro grande voglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/09/fumagalli.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18854" title="fumagalli" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2020/09/fumagalli-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>“Ci aspetta un autunno in chiaroscuro, con molte difficoltà, ma anche e, soprattutto, con la forte determinazione dei piccoli imprenditori a reagire e a darsi da fare, senza paracadute e senza ‘stampelle’”. <strong>Cesare Fumagalli</strong>, Segretario Generale di Confartigianato, intervenuto oggi a <strong>Rai Radio1 ‘L’estate in diretta</strong>’ ha indicato le prospettive degli <strong>artigiani</strong> e delle <strong>piccole imprese,</strong> sottolineando la loro grande <strong>voglia di ripresa, la loro resilienza e capacità di reazione</strong>.</p>
<p>“Ci sono settori con maggiori difficoltà, come quello legato alla filiera del turismo, che stanno ancora soffrendo gli effetti della crisi, mentre molti settori del manifatturiero hanno già rimesso la marcia alta”. Tra i comparti che stanno reagendo, Fumagalli ha indicato le imprese della filiera lunga del medicale e dei servizi alle persone. “La novità importante consiste nel fatto che il lockdown ha costretto i <strong>piccoli imprenditori a correre verso l’applicazione di dosi massicce di digitalizzazione</strong> e questo, abbinato alla straordinaria e storica capacità degli artigiani e delle piccole imprese di saper fare bene, con gusto e capacità di personalizzazione, costituisce un mix vincente, è il <strong>punto di forza del made in Italy</strong> per il prossimo decennio”.</p>
<p><a href="http://bancadati.datavideo.it/media/20200829/20200829-RADIO_UNO-RADIO_1_MUSICA_1030-123626611m.mp4">Ascolta l&#8217;intervista</a></p>
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