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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; NoiConfartigianato</title>
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		<title>TRASPORTO &#8211; Carenza di autisti: le nuove misure dell’Unione Europea</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confartigianato Trasporti informa che, il rapporto diffuso a febbraio 2026 dalla Commissione Europea, ha evidenziato il crescente apporto di personale extracomunitario nella guida dei veicoli industriali, a causa della carenza di giovani europei disposti ad intraprendere l’attività lavorativa di autista in sostituzione agli autisti destinati alla pensione. Il provvedimento forse più importante è il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: small;"><a href="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-01-13-111109.png"><img class="alignnone size-full wp-image-24619" title="screenshot-2026-01-13-111109" src="https://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-01-13-111109.png" alt="" width="329" height="327" /></a></span></h1>
<h1><span style="font-size: 13px;">Confartigianato Trasporti informa che, il rapporto diffuso a febbraio 2026 dalla Commissione Europea, ha evidenziato il crescente apporto di personale extracomunitario nella guida dei veicoli industriali, a causa della carenza di giovani europei disposti ad intraprendere l’attività lavorativa di autista in sostituzione agli autisti destinati alla pensione.</span></h1>
<p>Il provvedimento forse più importante è il sistema di riconoscimento delle patenti rilasciate da Paesi terzi. Difatti, la riforma normativa introduce il Codice 72, destinato a sostituire progressivamente il Codice 70, oggi utilizzato in molti casi di conversione.<br />
Il Codice 70 può comportare un vincolo operativo verso lo Stato membro che ha effettuato lo scambio della patente, con effetti limitativi sulla mobilità transfrontaliera del conducente. Viceversa, il nuovo Codice 72 attesterà invece l’equivalenza della patente estera agli standard UE, consentendo al conducente di operare in tutti gli Stati membri senza dover ripetere esami teorici o pratici in caso di trasferimento.</p>
<p>Per gli autisti di veicoli industriali di trasporto merci si traduce in una maggiore flessibilità nell’allocazione del loro inquadramento a livello europeo.</p>
<p>Il provvedimento normativo di questa transizione è la Direttiva UE 2025/2205, che definisce un quadro comune per la valutazione dei conducenti provenienti da Paesi extra UE.<br />
Gli Stati membri avranno tempo fino a novembre 2029 per adeguare i sistemi nazionali di motorizzazione e le banche dati, in modo da garantire il pieno riconoscimento del Codice 72 su tutto il proprio territorio.</p>
<p>La Direttiva introduce inoltre criteri minimi per l’inclusione di Paesi terzi in una lista europea di Stati con standard formativi ritenuti equivalenti, aprendo la strada a un riconoscimento più automatico dei titoli.</p>
<p>Altro importante provvedimento è la revisione della Direttiva 2003/59/Ce sulla qualificazione iniziale e la formazione periodica dei conducenti. Tale intervento normativo ha la finalità di superare il blocco amministrativo che oggi deriva dal requisito di residenza per l’accesso ai corsi del Certificato di qualificazione del conducente.<br />
Difatti, in alcuni Stati membri il tempo medio per ottenere il certificato possono arrivare a 8-10 mesi anche a causa della sequenzialità tra rilascio del visto, residenza e avvio della formazione.</p>
<p>L’obiettivo successivo alla riforma è ridurre tale percorso a 3-4 mesi, consentendo lo svolgimento della formazione in parallelo con le pratiche d’ingresso, anziché in successione, con il beneficio per le imprese di trasporto di comprimere il periodo di inattività e ridurre l’esposizione finanziaria legata all’inserimento del personale.</p>
<p>Un ulteriore provvedimento è rappresentato dalla realizzazione dell’ EU Talent Pool, piattaforma digitale europea strutturata per mettere in contatto domanda e offerta certificata.<br />
L’accesso a tale piattaforma sarà riservato solo alle imprese che rispettano determinati standard retributivi e di affidabilità aziendale, con la finalità di limitare il ricorso all’acquisizione degli autisti per il tramite di canali informali e ridurre il rischio di reclutamento scorretto.</p>
<p>Il sistema consentirà alle Autorità di tracciare i flussi di ingresso per settore, collegando le quote migratorie alle effettive esigenze del trasporto merci.<br />
L’ter procedimentale prevede una prima fase di recepimento della Direttiva 2025/2205 nel biennio 2024-2025, seguita dall’implementazione tecnica dell’EU Talent Pool e dai primi accordi bilaterali armonizzati tra il 2026 e il 2027.</p>
<p>A novembre 2029 entrerà in vigore l’obbligo generalizzato di riconoscimento del Codice 72 in tutta l’Unione.</p>
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		<title>EVENTI &#8211; FORMAZIONE DI SISTEMA 2025</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 17:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle giornate del 29 ottobre e del 14 novembre 2025 si è svolto, presso la sede di Confartigianato Imprese Piemonte, il corso di formazione dedicato ai dirigenti artigiani. Nella seconda e ultima giornata del percorso formativo, il gruppo si è ritrovato per proseguire un viaggio fatto di confronto, idee e nuove consapevolezze. Guidati da Mario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-WhatsApp-2025-11-14-ore-15.23.17_7beede381.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-24254" title="immagine-whatsapp-2025-11-14-ore-15-23-17_7beede38" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/11/Immagine-WhatsApp-2025-11-14-ore-15.23.17_7beede381-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>Nelle giornate del 29 ottobre e<strong> </strong>del<strong> </strong>14 novembre 2025 si è svolto,<strong> </strong>presso la sede di Confartigianato Imprese Piemonte, il corso di formazione dedicato ai dirigenti artigiani.</p>
<p>Nella seconda e ultima giornata del percorso formativo, il gruppo si è ritrovato per proseguire un viaggio fatto di confronto, idee e nuove consapevolezze.<br />
Guidati da <strong>Mario Leone, docente di TEHA</strong>, che ha accompagnato i partecipanti con grande competenza e capacità di coinvolgimento, i presenti hanno lavorato su leadership, management e comunicazione: tre strumenti fondamentali per orientarsi in un mondo che cambia e per sostenere persone e imprese con visione e fiducia.</p>
<p>La foto cattura l’energia e la collaborazione di questo momento di crescita condivisa, una tappa che rafforza professionalità e legami. Un passo in più verso una rete associativa ancora più forte, preparata e capace di illuminare il cammino dei nostri territori e delle nostre imprese.</p>
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		<title>MERCATI ESTERI – Granelli: “Da dazi Usa rischio pandemia economica. La Ue agisca subito compatta. Rivedere Patto di stabilità a sostegno imprese”</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 12:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Bisogna prevenire il rischio di una pandemia economica provocata dall’impatto dei dazi Usa. L’Unione europea agisca subito e in modo coeso. Basta con i tempi lunghi e le modalità burocratiche”. E’ l’appello lanciato oggi dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti del Governo sugli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Granelli ha messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/13tiw0lw.png"><img class="alignnone size-full wp-image-23602" title="13tiw0lw" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/13tiw0lw.png" alt="" width="260" height="304" /></a></p>
<p>“Bisogna prevenire il rischio di una pandemia economica provocata dall’impatto dei dazi Usa. L’Unione europea agisca subito e in modo coeso. Basta con i tempi lunghi e le modalità burocratiche”. E’ l’appello lanciato oggi dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti del Governo sugli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti.</p>
<p>Granelli ha messo in evidenza che “le nuove tariffe Usa potrebbero far calare di 11 miliardi il nostro export negli Usa, che vale 64,8 miliardi, con la perdita di 33mila occupati nelle imprese esportatrici. In particolare, le micro e piccole aziende, che vendono negli Usa prodotti per 17,9 miliardi, rischiano la perdita di 13mila occupati. Ma questo impatto rischia di espandersi e va affrontato con misure d’emergenza”.</p>
<p>Secondo il Presidente Granelli “va rivisto il Patto di stabilità, creando spazi economici per sostenere gli investimenti privati, e va negoziata una riprogrammazione delle misure del PNRR, con la proroga delle scadenze a livello europeo. Inoltre, va semplificato e rimodulato il Green Deal per adattarlo a nuove strategie europee di sviluppo sostenibile e capace di generare competitività”.</p>
<p><a href="https://media.datastampa.it/media/20250408/20250408-RAI_3-TG3_1900-193411437m.mp4" rel="noopener" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/07/22-Video-1.png" alt="" /></a>Guarda il servizio su Tg3 con intervista al Presidente Marco Granelli</p>
<p><a href="https://media.datastampa.it/media/20250408/20250408-RAI_1-PORTA_A_PORTA_2350-002721302m.mp4" rel="noopener" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/07/22-Video-1.png" alt="" /></a>Guarda il servizio su ‘Porta a Porta’ Rai1 con intervista al Presidente Marco Granelli<br />
<a href="https://www.ansa.it/sito/videogallery/economia/2025/04/08/dazi-confartigianato-sostenere-imprese-e-investimenti-rivedere-transizione-5.0_f47951a1-0e06-4fa2-9c23-61093d417528.html" rel="noopener" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/07/22-Video-1.png" alt="" /></a>Guarda la video intervista di Ansa al Presidente Marco Granelli</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/04/Rassegna-Tv_Radio_Dazi-Usa_Incontro-Palazzo-Chigi_8_9_aprile-2025.pdf" rel="noopener" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/07/22-Video-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a>Guarda tutti i servizi radio-televisivi con le interviste al Presidente Marco Granelli</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato considera necessario destinare risorse a sostegno degli investimenti in innovazione e qualificazione dei prodotti soprattutto per le imprese coinvolte nelle filiere critiche colpite dai dazi. Ad esempio, si potrebbe riconvertire il piano Transizione 5.0, visto che ad oggi i crediti d’imposta richiesti sono ben lontani dall’obiettivo di spesa pari a 6,3 miliardi.</p>
<p>Granelli sollecita anche sostegno alle imprese per prevenire crisi di liquidità, con la revisione delle regole di forborne (concessione dei crediti a imprese in difficoltà finanziaria) a livello europeo e un nuovo Temporary Framework (deroghe al Patto di stabilità e alla disciplina degli aiuti di Stato).</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato chiede anche puntare sulla diplomazia economica per accompagnare le imprese nella diversificazione dei mercati di export. “Nel 2024 – sottolinea – le piccole imprese italiane hanno già mostrato dinamismo sui mercati mondiali, totalizzando 176,1 miliardi di esportazioni. Un valore in crescita del 3% rispetto al 2023. E’ fondamentale attuare quanto anticipato nel piano nazionale dell’Export, rafforzando il ruolo delle società Sace, Simest, Cassa Depositi e Prestiti e ICE, all’interno di una collaborazione semplificata ed accessibile anche al mondo delle micro e piccole imprese”.</p>
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		<title>MERCATI ESTERI – Granelli: “Da dazi Usa rischio pandemia economica. La Ue agisca subito compatta. Rivedere Patto di stabilità a sostegno imprese”</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Bisogna prevenire il rischio di una pandemia economica provocata dall’impatto dei dazi Usa. L’Unione europea agisca subito e in modo coeso. Basta con i tempi lunghi e le modalità burocratiche”. E’ l’appello lanciato oggi dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso dell’incontro con i rappresentanti del Governo sugli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Granelli ha messo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-23596" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/04/Cattura2.png" alt="" width="281" height="220" /></a></p>
<p>“Bisogna prevenire il rischio di una pandemia economica provocata dall’impatto dei dazi Usa. L’Unione europea agisca subito e in modo coeso. Basta con i tempi lunghi e le modalità burocratiche”. E’ l’appello lanciato oggi dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso dell’incontro con i rappresentanti del Governo sugli effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti.</p>
<p>Granelli ha messo in evidenza che “le nuove tariffe Usa potrebbero far calare di 11 miliardi il nostro export negli Usa, che vale 64,8 miliardi, con la perdita di 33mila occupati nelle imprese esportatrici. In particolare, le micro e piccole aziende, che vendono negli Usa prodotti per 17,9 miliardi, rischiano la perdita di 13mila occupati. Ma questo impatto rischia di espandersi e va affrontato con misure d’emergenza”.</p>
<p>Secondo il Presidente Granelli “va rivisto il Patto di stabilità, creando spazi economici per sostenere gli investimenti privati, e va negoziata una riprogrammazione delle misure del PNRR, con la proroga delle scadenze a livello europeo. Inoltre, va semplificato e rimodulato il Green Deal per adattarlo a nuove strategie europee di sviluppo sostenibile e capace di generare competitività”.</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato considera necessario destinare risorse a sostegno degli investimenti in innovazione e qualificazione dei prodotti soprattutto per le imprese coinvolte nelle filiere critiche colpite dai dazi. Ad esempio, si potrebbe riconvertire il piano Transizione 5.0, visto che ad oggi i crediti d’imposta richiesti sono ben lontani dall’obiettivo di spesa pari a 6,3 miliardi.</p>
<p>Granelli sollecita anche sostegno alle imprese per prevenire crisi di liquidità, con la revisione delle regole di forborne (concessione dei crediti a imprese in difficoltà finanziaria) a livello europeo e un nuovo Temporary Framework (deroghe al Patto di stabilità e alla disciplina degli aiuti di Stato).</p>
<p>Il Presidente di Confartigianato chiede anche puntare sulla diplomazia economica per accompagnare le imprese nella diversificazione dei mercati di export. “Nel 2024 – sottolinea – le piccole imprese italiane hanno già mostrato dinamismo sui mercati mondiali, totalizzando 176,1 miliardi di esportazioni. Un valore in crescita del 3% rispetto al 2023. E’ fondamentale attuare quanto anticipato nel piano nazionale dell’Export, rafforzando il ruolo delle società Sace, Simest, Cassa Depositi e Prestiti e ICE, all’interno di una collaborazione semplificata ed accessibile anche al mondo delle micro e piccole imprese”.</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA-8 Marzo. Sondaggio di Confartigianato Imprese Piemonte:  il 43,5% del campione femminile chiede un accesso al credito più facilitato e maggiori sgravi fiscali</title>
		<link>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/comunicato-stampa-8-marzo-sondaggio-di-confartigianato-imprese-piemonte-il-435-del-campione-femminile-chiede-un-accesso-al-credito-piu-facilitato-e-maggiori-sgravi-fiscali/</link>
		<comments>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/comunicato-stampa-8-marzo-sondaggio-di-confartigianato-imprese-piemonte-il-435-del-campione-femminile-chiede-un-accesso-al-credito-piu-facilitato-e-maggiori-sgravi-fiscali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 10:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<category><![CDATA[impresa femminile]]></category>
		<category><![CDATA[NoiConfartigianato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 65,5% ritiene che i servizi pubblici di assistenza per figli e anziani siano insufficienti; il 39,5% del campione femminile intervistato chiede la riduzione e semplificazione della burocrazia. il 31% delle imprenditrici intervistate chiede più formazione e networking per le donne che fanno impresa;il 55,9% delle imprenditrici chiede maggior rappresentanza e presenza femminili nelle istituzioni. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura6.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23354" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura6-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Il 65,5% ritiene che i servizi pubblici di assistenza per figli e anziani siano insufficienti; </strong><strong>il 39,5% del campione femminile intervistato chiede la riduzione e semplificazione della burocrazia.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong></strong><strong>il 31% delle imprenditrici intervistate chiede più formazione e networking per le donne che fanno impresa;</strong><strong>il 55,9% delle imprenditrici chiede maggior rappresentanza e presenza femminili nelle istituzioni.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>In Piemonte il 77,5% delle imprese sono guidate da uomini, contro il 22,5% a guida femminile.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong></strong><strong>Sara Origlia (Presidente di Confartigianato Donne Impresa Piemonte): “Affrontare disparità di genere e promuovere maggiore partecipazione delle donne nell’economia regionale”.</strong></p>
<p><strong>Il 77,5% delle imprese piemontesi sono guidate da uomini, contro il 22,5% a guida femminile</strong><strong>.</strong></p>
<p>Il dato emerge dal dossier dedicato a “<strong><em>Donne Impresa-8 marzo</em></strong><strong>”</strong>, dell’<strong>Ufficio Stampa di Confartigianato Imprese Piemonte, </strong>sui dati Unioncamere-Infocamere. Questo dato racconta che più di tre imprese piemontesi su quattro sono guidate da uomini. Per invertire questa tendenza non chiediamo le quote rosa, che non rappresentano la formula magica per risolvere il problema della parità di genere, e neanche  interventi una tantum o effimere corsie preferenziali – commenta  <strong>Sara Origlia, Presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Piemonte</strong>- ma politiche strutturali, sistemiche e coordinate per sostenere la propensione imprenditoriale e favorire l’occupazione, garantendo a tutti un contesto normativo e culturale che consenta alle imprese femminili a valore artigiano di esprimere al meglio i propri valori e potenzialità, di creare occupazione, generare innovazione, contribuire alla crescita economica e sociale. Qualità, professionalità e saper fare sono i capisaldi delle aziende al femminile in Piemonte, un autentico valore aggiunto nel tessuto imprenditoriale locale in una fase delicata come quella che stiamo vivendo”.</p>
<p><strong>Secondo un sondaggio effettuato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, che prevede la possibilità di risposte multiple (</strong><strong>utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di imprese femminili del Piemonte che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione)</strong> le imprenditrici affrontano più difficoltà ad accedere ai finanziamenti, trovano meno opportunità di crescita e devono fare i conti con un welfare inadeguato, che rende complicato conciliare lavoro e famiglia. La burocrazia rimane un ostacolo insormontabile e la mancanza di misure strutturali per incentivare l’imprenditoria femminile continua a frenare lo sviluppo economico del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nel dettaglio: il 43,5% del campione femminile chiede un accesso al credito più facilitato per migliorare la propria performance imprenditoriale e maggiori sgravi fiscali.</strong></p>
<p>“Le imprenditrici faticano più degli uomini a ottenere finanziamenti e agevolazioni. Servono misure concrete come: maggiori fondi dedicati alle imprese femminili, procedure più snelle, un accesso al credito agevolato, anche tramite garanzie pubbliche, premialità fiscali per chi investe in imprese guidate da donne.</p>
<p>Molte donne abbandonano l’attività imprenditoriale perchè impossibilitate a conciliare lavoro e famiglia. Per questo servono congedi di maternità adeguati e flessibili per le lavoratrici autonome, detrazioni fiscali per i servizi di cura (asili nido, baby-sitting, assistenza familiare), contributi economici per le imprenditrici madri e un sistema di welfare che permetta di conciliare davvero lavoro e famiglia, senza dover rinunciare alla propria attività. Nello specifico riteniamo utile intervenire sull’incremento del limite di detraibilità dei costi sostenuti per gli addetti all’assistenza domestica e familiare: si rende necessario ampliare la portata delle agevolazioni fiscali, già presenti nell’ordinamento tributario, al fine di rendere concreta la conciliabilità tra lavoro e famiglia, anche nei confronti delle donne imprenditrici.”</p>
<p><strong>Il 65,5% del campione ritiene che i servizi pubblici di assistenza per figli e anziani siano insufficienti.</strong></p>
<p><strong></strong><strong>“</strong>Questa percentuale, particolarmente alta, dimostra come tra i tanti aspetti su cui sia necessario lavorare, ve ne sia uno particolarmente importante: quello dell’offerta di servizi nido, asili e partecipazione delle donne al mondo del lavoro sono, infatti, temi strettamente legati. Aumentare l’occupazione femminile era l’intento esplicito degli obiettivi di Barcellona, stabiliti dall’Ue più di un decennio fa, e va di pari passo con l’obiettivo di offrire una assistenza all’infanzia per almeno il 90% dei bambini tra i 3 e i 6 anni e per almeno il 33% dei bambini con meno di 3 anni. Se pensiamo che ancora oggi circa 16% delle famiglie sceglie di non mandare i propri figli all&#8217;asilo nido per motivi di costo, ci far rendere conto di come la donna debba scegliere la famiglia al posto del lavoro, per questo come Confartigianato Imprese, a livello nazionale, stiamo portando avanti la richiesta dell’aumento dei contributi concessi ai servizi per la prima infanzia. Non ci stanchiamo mai di ripeterlo: il<em> </em>Dna dell’imprenditoria piemontese e italiana è tenuto assieme dai legami familiari e il mondo politico e amministrativo deve rendersene conto, pensando, assieme alle aziende e alle Associazioni di Categoria, ad un nuovo welfare su misura, che tenga conto anche del ruolo delle donne nel mondo del lavoro e della gestione aziendale”.</p>
<p><strong>Il 39,5% del campione femminile intervistato ha individuato nella riduzione e semplificazione della burocrazia un driver di crescita per l’imprenditoria femminile.</strong></p>
<p><strong></strong>“Le imprese femminili vogliono essere competitive ma spesso non vengono agevolate ed aiutate nell’affrontare gli impegni burocratici, per questo chiediamo alla politica di istituire uno sportello unico per le imprenditrici, con assistenza su pratiche e finanziamenti”.</p>
<p><strong>Il 31% delle imprenditrici intervistate chiede più formazione e networking per le donne d’impresa, incentivi per l’innovazione, percorsi di mentoring e supporto concreto per la crescita delle aziende.</strong></p>
<p><strong></strong>“Possiamo aprire una nuova fase per l’imprenditoria femminile solo attraverso sostegni e azioni di diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale rivolta alle imprese femminili. L’augurio che possiamo, e dobbiamo, farci è che ogni donna possa, in tempi brevi, conquistare ciò che per se è più caro, come: autonomia, rispetto, maternità retribuita per indipendenti, cambiamento culturale, fiducia, considerazione, condivisione del tempo di cura, libertà di scelta, non dover scegliere tra lavoro e famiglia, tutele, opportunità, sicurezza, parità di competenze, più tempo, nessuna rinuncia e tranquillità”.</p>
<p><strong>Il 55,9% delle imprenditrici chiede maggior rappresentanza e presenza femminili nelle istituzioni</strong>.</p>
<p>“E’ora di assicurare maggiore possibilità di presenza femminile nei luoghi in cui si decide il futuro dell’economia, nei tavoli decisionali economici e politici che richiedono scelte strategiche. Sono necessari ulteriori sforzi per affrontare le disparità di genere nel mercato del lavoro e promuovere una maggiore partecipazione delle donne nell’economia regionale. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Piemonte si batte per affermare una significativa rappresentanza delle donne nelle istituzioni e nelle sedi decisionali e per costruire un sistema di welfare che permetta alle imprenditrici di esprimere nel lavoro e nell’impresa le proprie potenzialità, realizzando un percorso di crescita personale ed offrendo il proprio contributo allo sviluppo economico e sociale”.</p>
<p><strong>L’appello di Origlia a Regione e Istituzioni</strong>:<em> </em>“Gli interventi spot non servono più, il futuro della nostra Regione e del resto del nostro Paese dipende anche da quanto e come investiremo, con misure strutturali e stabili, per favorire la piena e duratura partecipazione delle donne al mercato del lavoro perché sostenere le donne contribuisce a valorizzare una parte qualificata del capitale umano.  Le donne indipendenti sono maggiormente istruite: sono laureate quattro imprenditrici e lavoratrici autonome su dieci (41,1%) e la quota è quasi il doppio del 21,4% degli uomini. Senza dimenticare che migliorare le condizioni lavorative delle donne sostenendo la natalità è fondamentale anche per contrastare gli effetti di un inverno demografico che stiamo vivendo da anni”.</p>
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		<title>8 MARZO – Donne Impresa Confartigianato: “L’Italia è leader in Europa per il numero di imprenditrici”</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 07:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata internazionale della Donna, Confartigianato celebra i risultati positivi e la crescente presenza delle donne nell’imprenditoria e nel lavoro indipendente. Nel 2024, sono ben 1.307.116 le imprese a conduzione femminile, pari al 22,2% del totale delle imprese in Italia. Di queste, 218.314 sono imprese artigiane, ovvero il 17,5% del totale delle imprese artigiane. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/donne-impresa_8-marzo-25.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23348" title="donne-impresa_8-marzo-25" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/donne-impresa_8-marzo-25-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In occasione della Giornata internazionale della Donna, Confartigianato celebra i risultati positivi e la crescente presenza delle donne nell’imprenditoria e nel lavoro indipendente. Nel 2024, sono ben 1.307.116 le imprese a conduzione femminile, pari al 22,2% del totale delle imprese in Italia. Di queste, 218.314 sono imprese artigiane, ovvero il 17,5% del totale delle imprese artigiane. Un segno tangibile di un trend in crescita che, negli ultimi cinque anni, ha visto un incremento sia delle imprese femminili totali sia di quelle artigiane, portando la quota delle prime dal 22,0% nel 2019 al 22,2% nel 2024, e quella delle seconde dal 16,9% al 17,5%.</p>
<p>I dati di Confartigianato confermano che l’imprenditoria femminile sta giocando un ruolo cruciale nell’economia italiana, con l’Italia che si distingue come il primo paese europeo per numero di donne occupate in attività indipendenti, con 1.522.500 imprenditrici e lavoratrici autonome. L’occupazione femminile indipendente in Italia ha registrato una crescita del +0,9% nel 2024, con un aumento maggiore rispetto alla media europea (+0,2%).</p>
<p>A livello regionale la quota di imprenditoria artigiana femminile è superiore alla media in Abruzzo dove il 22,4% delle imprese artigiane è condotto da donne, seguita da Marche con il 20,4%, Molise con il 20,1%, Friuli-Venezia Giulia con il 19,7%, Umbria con il 19,6%, Toscana con il 19,1%, Basilicata con il 18,6%, Calabria con il 18,2%, Sardegna con il 17,9% e Lazio con il 17,8%. Un dinamico contributo delle donne che è ancor più evidente nelle regioni del Mezzogiorno, dove l’occupazione femminile ha visto crescite importanti, come in Sicilia (+8,3%) e in Campania (+5,2%).</p>
<p><em>“Le nostre rilevazioni –</em> sottolinea Donne Impresa Confartigianato –<em> dimostrano che l’imprenditoria femminile non solo contribuisce in modo significativo all’occupazione, ma è anche un motore fondamentale per il futuro sviluppo del nostro Paese. Le donne imprenditrici sono protagoniste di un cambiamento che sta riducendo il gender gap e mostrando alle nuove generazioni che le aspirazioni possono diventare realtà, anche rompendo gli stereotipi di genere nel mondo del lavoro. Tuttavia, nonostante i progressi, siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare per rimuovere le difficoltà che ostacolano le donne”.</em></p>
<p><em>“Non chiediamo trattamenti di favore</em> – sostiene Donne Impresa Confartigianato –<em> ma il rispetto di diritti che spesso restano sulla carta. È fondamentale che, a livello europeo e nazionale, si attuino politiche concrete per riconoscere i meriti delle donne, a cominciare da un welfare che risponda alle esigenze delle donne come madri, mogli, figlie e lavoratrici. E, soprattutto, è urgente affrontare i problemi comuni con i colleghi uomini, come fisco, burocrazia, accesso al credito e infrastrutture, per consentire a tutte le imprenditrici di crescere e prosperare. Chiediamo alla politica di ascoltare le nostre ragioni e di investire in un concreto sostegno all’imprenditoria femminile, affinché diventi davvero un pilastro della politica economica di questo Paese”.</em></p>
<p>Leggi il rapporto dell’Ufficio Studi, clicca <a href="https://www.confartigianato.it/2025/03/8-marzo-donne-impresa-confartigianato-litalia-e-leader-in-europa-per-il-numero-di-imprenditrici/notaus_donne_imprese_lavoro_v04_04032025_web/" rel="attachment wp-att-122814">qui</a>.</p>
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		<title>Il ruolo dell’odontotecnico nella sanità</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 11:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal presidente di Confartigianato odontotecnici Ivan Pintus, un chiarimento per il riconoscimento e la valorizzazione della professione. In qualità di Presidente Nazionale degli Odontotecnici in Confartigianato, desidero fare chiarezza sul ruolo cruciale dell’odontotecnico all’interno del sistema sanitario, soprattutto alla luce delle recenti sentenze della Consiglio di Stato e della risposta del TAR del Lazio.   Si tratta di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura2.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23337" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Dal presidente di Confartigianato odontotecnici Ivan Pintus, un chiarimento per il riconoscimento e la valorizzazione della professione.</p>
<p><em>In qualità di Presidente Nazionale degli Odontotecnici in Confartigianato, desidero fare chiarezza sul ruolo cruciale dell’odontotecnico all’interno del sistema sanitario, soprattutto alla luce delle recenti <a href="https://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/24453/l-odontotecnico-puo-ambire-ad-un-nuovo-profilo-in-ambito-sanitario.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sentenze della Consiglio di Stato</span></a> e della risposta del TAR del Lazio.   Si tratta di un passaggio fondamentale per il riconoscimento ufficiale e la valorizzazione della nostra professione in ambito sanitario, una professione che da sempre si distingue per il suo impegno nell’eccellenza e nell’innovazione al servizio della salute orale del paziente.</p>
<p>Il ruolo dell’odontotecnico nel settore sanitario è di fondamentale importanza, e il suo riconoscimento come professionista sanitario è essenziale per garantire la salute orale dei pazienti. In particolare, l’odontotecnico è l’unico professionista legalmente autorizzato a progettare e fabbricare le protesi dentali su misura, come stabilito dal Regolamento Europeo MDR 745/2017, che disciplina i dispositivi medici, inclusi quelli odontoiatrici.</p>
<p>Il MDR 745/2017 attribuisce un ruolo esclusivo all’odontotecnico nella costruzione e personalizzazione di dispositivi medici su misura, tra cui le protesi dentali. La legge stabilisce infatti che solo i professionisti odontotecnici certificati, debitamente formati e regolarmente iscritti al Ministero della Salute, siano legittimati a produrre e immettere in commercio tali dispositivi. Chiunque non possieda le competenze specifiche richieste dalla normativa MDR 745/2017 non può produrre protesi dentali e può incorrere in sanzioni legali. La mancata qualificazione può comportare seri rischi per la salute del paziente, come infezioni, difficoltà masticatorie, problematiche estetiche e altri disturbi anche più gravi.</p>
<p>L’odontotecnico è un professionista altamente specializzato nella progettazione, produzione e realizzazione di dispositivi medici su misura destinati all’odontoiatria, come protesi, apparecchi ortodontici e protesi su impianti. Lavorando a stretto contatto con l’odontoiatra, garantisce il miglior trattamento possibile per i pazienti e il successo della terapia protesica. Tuttavia, il ruolo dell’odontotecnico non si limita solo all’aspetto tecnico; egli contribuisce in modo diretto alla salute orale e al benessere del paziente, giocando un ruolo fondamentale nella qualità del servizio offerto nel campo dell’odontoiatria.</p>
<p>Negli ultimi anni, è emerso un dialogo sempre più costruttivo tra le principali Associazioni di categoria, che ha portato a un’unione di intenti sulla necessità di definire con chiarezza i confini professionali dell’odontotecnico come professionista sanitario all’interno del contesto sanitario, al fine di garantire il benessere del paziente. La recente sentenza della Corte di Stato e la risposta del TAR sono un passo importante verso il riconoscimento formale dell’odontotecnico come professionista sanitario, parte integrante del sistema sanitario, con un ruolo tecnico e sanitario ben definito.</p>
<p>La sentenza, infatti, conferma l’importanza di una collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico per il benessere del paziente, stabilendo che entrambe le figure sono professionisti sanitari e definendo correttamente il nostro inquadramento all’interno dell’ecosistema della sanità. Questo riconoscimento è cruciale non solo per la nostra tutela, ma anche per quella dei pazienti, che devono poter contare su un servizio qualificato, trasparente e su una filiera professionale che operi in sinergia per garantire risultati ottimali e salutari.</p>
<p>Confartigianato, insieme alle altre associazioni rappresentative della categoria degli odontotecnici, continuerà a lavorare per il pieno riconoscimento della nostra figura professionale in sanità, affinché ogni aspetto del nostro lavoro, inclusa una chiara definizione dei ruoli, venga adeguatamente valorizzato.</p>
<p>Proseguiremo la nostra lotta per garantire che gli odontotecnici possano operare in un contesto legislativo chiaro e tutelante, affinché la professione sanitaria possa essere completamente riconosciuta e regolamentata, nell’interesse di tutti i professionisti del settore sanitario e, soprattutto, per garantire la trasparenza e la protezione dei pazienti.</p>
<p>Gli odontotecnici ricoprono un ruolo fondamentale nel settore sanitario: sono esperti nella progettazione e costruzione di dispositivi medici su misura, essenziali per garantire che le protesi dentali siano congrue, ben adattate e in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente, su prescrizione del medico odontoiatra. Grazie alla loro specializzazione e formazione continua, gli odontotecnici sono in grado di produrre protesi che rispettano gli standard previsti dal MDR 745/2017, evitando sovrapposizioni con altre professioni e garantendo la salute orale dei pazienti. Il loro intervento è determinante per ottenere risultati che siano non solo funzionali, ma che soddisfino anche le richieste estetiche del paziente e dell’odontoiatra.</p>
<p>Concludendo, in un contesto in cui l’industria odontoiatrica è sempre più esposta al rischio di produzioni non certificate da parte di soggetti non qualificati, l’importanza dell’odontotecnico emerge ancora più chiaramente. Solo loro, lavorando in sinergia con i professionisti odontoiatri, possono produrre dispositivi medici su misura che rispettino gli elevati standard di sicurezza e qualità, tutelando la trasparenza del rapporto professionale e la salute dei pazienti, migliorando così la loro qualità della vita. Il riconoscimento dell’odontotecnico come professionista sanitario è fondamentale per garantire una corretta gestione della salute orale e prevenire potenziali rischi per la salute pubblica.</em></p>
<p>Ivan Pintus: Presidente Nazionale degli Odontotecnici in Confartigianato</p>
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		<title>MEDIA – A UnoMattina (Rai1) Confartigianato porta l’oreficeria artigiana che ‘brilla’ sui mercati mondiali</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 14:51:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’oreficeria, settore simbolo dell’eccellenza manifatturiera artigiana, è stata protagonista oggi su Rai1 del programma UnoMattina. Ospiti della puntata il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e Alessandro e Riccardo Penko, orafi fiorentini di fama internazionale, soci di Confartigianato, che hanno portato il loro talento anche sul grande schermo, realizzando i monili per il film ‘Conclave’ candidato agli Oscar 2025. Un orgoglio tutto italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura5.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23344" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura5-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura4.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23342" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/03/Cattura4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>L’oreficeria, settore simbolo dell’eccellenza manifatturiera artigiana, è stata protagonista oggi su Rai1 del programma UnoMattina. Ospiti della puntata il Presidente di Confartigianato Marco Granelli e Alessandro e Riccardo Penko, orafi fiorentini di fama internazionale, soci di Confartigianato, che hanno portato il loro talento anche sul grande schermo, realizzando i monili per il film ‘Conclave’ candidato agli Oscar 2025.</p>
<p>Un orgoglio tutto italiano per un settore che ‘brilla’ nel mondo. Come ha ricordato il Presidente Granelli, nell’oreficeria operano 10.918 imprese con 20.138 addetti: di queste 8.422 imprese sono artigiane e rappresentano quindi oltre i tre quarti delle imprese del settore. Le nostre esportazioni di prodotti orafi valgono 10,6 miliardi euro, con un aumento del 10% del valore tra il 2023 e il 2024.</p>
<p><a href="https://media.datastampa.it/media/20250305/20250305-RAI_1-UNOMATTINA_0830-092110901m.mp4" rel="noopener" target="_blank"><img src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2021/07/22-Video-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a>Guarda la puntata di UnoMattina del 5 marzo</p>
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		<title>MEDIA – Su Spirito Artigiano le sfide mondiali che mettono alla prova le piccole imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 09:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo numero di Spirito Artigiano esplora i cambiamenti geopolitici, economici e sociali che stanno riscrivendo lo scenario mondiale. Tra incertezze politiche e nuove rotte globali, le Pmi si trovano a dover affrontare sfide che mettono alla prova il loro ruolo nell’economia futura. Il Professor Giulio Sapelli, Presidente della Fondazione Germozzi, mette in guardia contro le predizioni pessimistiche riguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Cattura31.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23190" title="cattura3" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Cattura31-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il nuovo numero di Spirito Artigiano esplora i cambiamenti geopolitici, economici e sociali che stanno riscrivendo lo scenario mondiale. Tra incertezze politiche e nuove rotte globali, le Pmi si trovano a dover affrontare sfide che mettono alla prova il loro ruolo nell’economia futura.</p>
<p>Il Professor Giulio Sapelli, Presidente della Fondazione Germozzi, mette in guardia contro le predizioni pessimistiche riguardo alla produttività delle PMI. Sapelli ricorda la vitalità storica delle imprese artigiane e ribadisce che la piccola impresa, se sostenuta da capitale adeguato, è in grado di affrontare i cambiamenti globali grazie alla sua agilità e alla qualità delle relazioni personali che la caratterizzano. Nonostante le previsioni di crisi, come quelle legate ai dazi commerciali voluti dall’amministrazione Trump, Sapelli invita a non cadere nel pessimismo e a riconoscere le opportunità che possono nascere da un cambiamento radicale nel commercio globale.</p>
<p>Marco Grazioli, Presidente di The European House – Ambrosetti, analizza la situazione delle PMI nel contesto europeo, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’economia dell’Ue. Nonostante le sfide poste dai conflitti geopolitici, dal cambiamento climatico e dalle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, Grazioli evidenzia che le piccole imprese devono affrontare anche una serie di difficoltà legate alla burocrazia, alla frammentazione normativa e alla difficoltà di accedere ai mercati globali. L’Europa, tuttavia, sta cercando di rispondere a queste problematiche con politiche integrate come il programma Next Generation EU, pur dovendo affrontare ostacoli nell’implementazione, in particolare in paesi come l’Italia. La necessità di un coordinamento più stretto tra politiche europee e nazionali diventa quindi una priorità, così come l’importanza di incentivare l’innovazione e l’internazionalizzazione per far fronte alla crescente concorrenza globale. Emergono tre “divari” che l’Europa deve colmare per mantenere la sua competitività: la visione coesa tra gli Stati membri, l’ampliamento degli investimenti privati e l’efficace attuazione delle politiche. Grazioli conclude con un messaggio chiaro: le PMI devono affrontare le sfide in modo proattivo, sfruttando le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalla sostenibilità e dalla crescita internazionale.</p>
<p>Francesca Basso, giornalista del Corriere della sera, esplora le parole di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, che ha recentemente delineato uno scenario di competizione geopolitica intensa tra le potenze mondiali. La corsa per l’accesso alle risorse strategiche e alle tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale e la green technology, rappresenta una minaccia per la competitività delle piccole imprese europee. In particolare, le difficoltà legate ai costi energetici e alla burocrazia eccessiva rischiano di indebolire la posizione dell’Europa nel mercato globale. La presidente della Commissione ha sottolineato l’urgenza di investimenti in settori strategici e la necessità di una vera semplificazione normativa per le imprese, che possano ridurre il peso burocratico e incentivare l’innovazione. Tuttavia, la grande incognita rimane come finanziare questi cambiamenti senza compromettere la stabilità economica dell’Unione.</p>
<p>Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, si concentra sulle previsioni economiche per il 2025, in un contesto di crescita globale incerta. Le economie di Francia e Germania sono in difficoltà, con cali significativi nelle esportazioni italiane verso questi paesi, cruciali per il made in Italy. Gli Stati Uniti, pur mostrando una crescita, potrebbero aumentare i dazi, peggiorando ulteriormente le prospettive per le piccole imprese italiane. Le tensioni geopolitiche e i prezzi elevati delle commodities continuano a essere fattori destabilizzanti, con un impatto negativo sul settore manifatturiero. Inoltre, la difficoltà nell’accesso al credito e l’elevato costo delle risorse frenano gli investimenti necessari per affrontare la doppia transizione digitale ed ecologica. Il panorama che emerge dall’analisi è complesso: le piccole imprese dovranno adattarsi a una crescente competizione internazionale e a politiche economiche che, seppur necessarie, si scontrano con una carenza di accordi concreti tra i vari stati membri. L’incertezza globale continua a essere un freno per la ripresa, con un rallentamento delle esportazioni italiane e una preoccupante stagnazione dei settori chiave come la moda e la meccanica.</p>
<p>Mattia Diletti, docente di Comunicazione e Ricerca sociale all’Università La Sapienza, intervistato da Federico Di Bisceglie, offre una chiave di lettura interessante riguardo ai timori legati ai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Sebbene al momento non siano ancora operativi, i dazi potrebbero rappresentare una minaccia per i settori italiani delle PMI, in particolare nella Meccanica, nell’Agroalimentare e nella Moda. Secondo Diletti, l’approccio di Trump ai dazi è più una leva politica che un’azione economica immediata, e potrebbe essere utilizzata come strumento per rinegoziare i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Europa, in particolare la Germania, che gioca un ruolo fondamentale nelle dinamiche economiche del continente. In questo scenario, le PMI italiane dovranno essere pronte a diversificare i loro mercati e adottare strategie di sistema per affrontare l’incertezza economica. L’autore sottolinea come le piccole imprese, da sempre resilienti, possano affrontare questa sfida puntando su una diversificazione delle esportazioni e un approccio proattivo verso nuove opportunità internazionali.</p>
<p>Maria Gaia Fusilli, giornalista economica, esplora il fenomeno del cambiamento nel mondo del terzismo, dove alcune PMI, un tempo relegati a ruoli marginali nella filiera produttiva, sono riuscite a trasformarsi in veri e propri brand riconosciuti. Il caso di Brembo è emblematico: un’impresa che ha reso il freno, un componente inizialmente invisibile, un oggetto di desiderio per i consumatori appassionati di auto. Ma Fusilli va oltre, presentando esempi di aziende che, pur continuando a produrre componenti per grandi brand, hanno scelto di mettere in risalto il proprio marchio, puntando su qualità, innovazione e sostenibilità. Manteco, Lem e Zordan sono altri esempi di aziende che, grazie a strategie di marketing mirate, sono riuscite a costruire un brand forte e a guadagnare visibilità anche nei settori più complessi e di nicchia, come il lusso. Fusilli evidenzia come le PMI possano differenziarsi non solo attraverso il prodotto, ma anche attraverso la costruzione di un’esperienza di valore per il cliente, creando un legame duraturo e riconoscibile tra impresa e consumatore.</p>
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		<title>MEDIA – Dazi Usa: Confartigianato protagonista sui media con l’allarme sui rischi per l’export italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 09:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’allarme di Confartigianato sui rischi per l’export made in Italy a causa dell’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, lanciato con un comunicato stampa il 18 gennaio, continua ad essere ripreso su stampa, radio e Tv: dalle principali edizioni del Tg1, Tg5, Tg2, Tgcom24 ai numerosi servizi su RaiNews24 e Giornale Radio Rai fino agli articoli sui quotidiani nazionali e locali anche nelle edizioni on line. Leggi QUI  la rassegna stampa di tv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Cattura.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23175" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2025/02/Cattura-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>L’allarme di Confartigianato sui rischi per l’export made in Italy a causa dell’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, lanciato con un <a href="https://www.confartigianato.it/2025/01/mercati-esteri-con-dazi-usa-a-rischio-64-mld-di-export-granelli-reagire-con-qualita-made-in-italy/">comunicato stampa</a> il 18 gennaio, continua ad essere ripreso su stampa, radio e Tv: dalle principali edizioni del Tg1, Tg5, Tg2, Tgcom24 ai numerosi servizi su RaiNews24 e Giornale Radio Rai fino agli articoli sui <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/02/Rassegna-Quotidiani_Dazi-Usa_19-gennaio_3-febbraio_2025.pdf">quotidiani nazionali e locali </a>anche nelle edizioni on line.</p>
<hr />
<p>Leggi <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/02/Rassegna-Tv_Radio_Dazi-Usa_Confartigianato_18-gennaio_3-febbraio-2025.pdf">QUI </a> la rassegna stampa di tv e radio dal 18 gennaio al 3 febbraio</p>
<p>Leggi <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/02/Rassegna-Quotidiani_Dazi-Usa_19-gennaio_3-febbraio_2025.pdf">QUI</a> la rassegna stampa dei quotidiani dal 19 gennaio al 3 febbraio</p>
<p>Guarda <a href="https://media.datastampa.it/media/20250202/20250202-TGCOM_24-TGCOM_24_2200-000118356m.mp4">QUI</a> l’intervista del Presidente Marco Granelli a Tgcom24 del 2 febbraio</p>
<p>Guarda<a href="https://media.datastampa.it/media/20250118/20250118-CANALE_5-TG5_2000-201605118m.mp4"> QUI</a> il servizio su Tg5 delle ore 20 del 18 gennaio</p>
<p>Ascolta <a href="https://media.datastampa.it/media/20250120/20250120-RADIO_UNO-GR_1__0001-014507600m.mp4">QUI</a> il servizio su Giornale Radio Rai</p>
<p>Leggi <a href="Leggi agenzie di stampa   ">QUI</a> agenzie di stampa</p>
<p>&nbsp;</p>
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