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	<title>Confartigianato Imprese Piemonte &#187; passaggio generazionale</title>
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		<title>BUONGIORNO REGIONE &#8211; Intervista al Presidente Felici</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente Giorgio Felici, ai microfoni di BUONGIORNO REGIONE, parla di passaggio generazionale per le micro e piccole imprese dell&#8217;artigianato. In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state l’11,1%. Le imprese artigiane del Piemonte sono troppo vecchie ma il passaggio di testimone tra genitori e figli è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/10/Cattura4.png"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-22908" title="cattura" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/10/Cattura4-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il Presidente Giorgio Felici, ai microfoni di BUONGIORNO REGIONE, parla di passaggio generazionale per le micro e piccole imprese dell&#8217;artigianato.</p>
<p><strong>In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state l’11,1%. </strong>Le <strong>imprese artigiane del Piemonte</strong> sono troppo vecchie ma il <strong>passaggio di testimone tra genitori e figli</strong> è ancora troppo difficile e oneroso. Se in Piemonte il valore dell’<strong>artigianato</strong> si trasmette di padre in figlio, il <strong>passaggio generazionale</strong> tra il titolare dell’impresa e i figli, o i dipendenti, non è sempre facile e indolore: dal punto di vista emotivo, burocratico ed economico.</p>
<p>In Italia sono ben 227mila le microimprese interessate dal fenomeno su un totale di più di 777mila aziende controllate da persone fisiche o a conduzione familiare. Secondo l’analisi realizzata dall’<strong>Ufficio Studi di Confartigianato Imprese</strong>, su dati ISTAT, <strong>tra il 2016 e 2022, le imprese del Piemonte che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state l’11,1% contro una media nazionale del 9,1%.</strong>  <strong>Nella classifica regionale il Piemonte si posiziona al quinto posto.</strong></p>
<p><strong>Secondo l’analisi l’8% delle imprese del Piemonte pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80,8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.</strong></p>
<p><strong>A livello provinciale tra il 2016 e 2022, le imprese di: Torino che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 10,2%, il 7,5% pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’82,3% non lo prevede nemmeno; Cuneo 13,0% (ha effettuato il passaggio generazionale) 10,1% (possibile nei 5 anni successivi) e 76,9% (non avvenuto né previsto);</strong></p>
<p><strong>Novara 7,8% (ha effettuato il passaggio generazionale), 9,5% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’82,8% (non avvenuto né previsto); Biella il 16,9% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 5,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 78,0% (non avvenuto né previsto); Asti il 9,4% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 9,2% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’81,4% (non avvenuto né previsto); Alessandria il 12,2% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e l’80,5% (non avvenuto né previsto); Vercelli il 14,7% ha effettuato il passaggio generazionale, l’8,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 77,1% (non avvenuto né previsto); Verbano il 13,1% ha effettuato il passaggio generazionale, il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e il 79,6% (non avvenuto né previsto).</strong></p>
<p><strong>“La maggioranza degli imprenditori è over 60, manca qui il ricambio generazionale</strong> – afferma <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> – i giovani imprenditori, sempre di più, scelgono vie autonome piuttosto dell’azienda di famiglia, in moltissimi casi perché i giovani vedono i molteplici adempimenti cui è soggetto l’imprenditore come qualcosa che non è ragionevole né serio cercare di superare. Oggi le imprese stanno affrontando un forte rinnovamento in termini di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.</p>
<p>“Il passaggio generazionale – conclude <strong>Felici </strong>– senza dubbio, riveste un ruolo cruciale per la vita dell’azienda. Va visto e concepito mediante una visione esaustiva che tenga in debita considerazione una serie di variabili e fattori. Questo processo di transizione non è solo un passaggio di quote societarie ma c’è molto di più. È una trasmissione di passioni, valori e competenze manageriali. Tutti aspetti che compongono il DNA di un’impresa e tutti elementi che vanno trasmessi e raccontati in modo adeguato a chi sarà il futuro capitano d’impresa. Non è certo, per questo, un semplice percorso. Bensì è un viaggio che va programmato in tempo utile. Forse anche non meno dieci anni prima del suo avvio”.</p>
<p><strong>I fattori di ostacolo al passaggio generazionale</strong>. Il passaggio generazionale appare un cambiamento delicato, con il 51,3% delle imprese controllate da persona fisica o famiglia che segnala la presenza di fattori di ostacolo, tra i quali prevalgono le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%), le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,0%) e difficoltà economiche e/o finanziarie (13,5%); più contenuti i conflitti familiari (4,6%) mentre l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati si rileva nel 16,9% dei casi.</p>
<p>Guarda di seguito l&#8217;intervista</p>
<p>Parte <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Video-2024-10-17-at-11.51.41.mp4">PRIMA</a></p>
<p>Parte <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Video-2024-10-17-at-11.52.02.mp4">SECONDA</a></p>
<p>Parte <a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Video-2024-10-17-at-11.52.151.mp4">TERZA</a></p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA &#8211; Passaggio generazionale &#8211; Troppi ancora gli ostacoli: dalla burocrazia ai costi.</title>
		<link>https://www.confartigianato.piemonte.it/it/comunicato-stampa-passaggio-generazionale-troppi-ancora-gli-ostacoli-dalla-burocrazia-ai-costi/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 10:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bondì</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PASSAGGIO GENERAZIONALE – In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1%. L’8% delle imprese pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80.8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><strong><a href="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/09/felici1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-22822" title="felici" src="http://www.confartigianato.piemonte.it/it/wp-content/uploads/2024/09/felici1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong>PASSAGGIO GENERAZIONALE – In Piemonte: tra il 2016 e 2022, le imprese che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong></strong><strong>L’8% delle imprese pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80.8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong></strong><strong style="text-align: left;">Troppi ancora gli ostacoli: dalla burocrazia ai costi.</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Oggi le imprese sono interessate da un ricambio generazionale di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.</strong></p>
<p>Le <strong>imprese artigiane del Piemonte</strong> sono troppo vecchie ma il <strong>passaggio di testimone tra genitori e figli</strong> è ancora troppo difficile e oneroso. Se in Piemonte il valore dell’<strong>artigianato</strong> si trasmette di padre in figlio, il <strong>passaggio generazionale</strong> tra il titolare dell’impresa e i figli, o i dipendenti, non è sempre facile e indolore: dal punto di vista emotivo, burocratico ed economico.</p>
<p>In Italia sono ben 227mila le microimprese interessate dal fenomeno su un totale di più di 777mila aziende controllate da persone fisiche o a conduzione familiare.</p>
<p>Secondo l’analisi realizzata dall’<strong>Ufficio Studi di Confartigianato Imprese</strong>, su dati ISTAT, <strong>tra il 2016 e 2022, le imprese del Piemonte che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 11,1% contro una media nazionale del 9,1%.</strong>  <strong>Nella classifica regionale il Piemonte si posiziona al quinto posto.</strong></p>
<p><strong>Secondo l’analisi l’8% delle imprese del Piemonte pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’80,8% non lo prevede nemmeno, perché mancano le giovani generazioni (oltre il 60% dei casi), oppure i figli ci sono ma non vogliono continuare l’attività di famiglia.</strong></p>
<p><strong>A livello provinciale tra il 2016 e 2022, le imprese di: Torino che hanno effettuato il passaggio generazionale sono state il 10,2%, il 7,5% pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni, mentre l’82,3% non lo prevede nemmeno; Cuneo 13,0% (ha effettuato il passaggio generazionale) 10,1% (possibile nei 5 anni successivi) e 76,9% (non avvenuto né previsto);</strong></p>
<p><strong>Novara 7,8% (ha effettuato il passaggio generazionale), 9,5% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’82,8% (non avvenuto né previsto); Biella il 16,9% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 5,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 78,0% (non avvenuto né previsto); Asti il 9,4% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 9,2% (pensa che tale passaggio possa realizzarsi entro i prossimi 5 anni) e l’81,4% (non avvenuto né previsto); Alessandria il 12,2% (ha effettuato il passaggio generazionale), il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e l’80,5% (non avvenuto né previsto); Vercelli il 14,7% ha effettuato il passaggio generazionale, l’8,2% (possibile nei 5 anni successivi) e il 77,1% (non avvenuto né previsto); Verbano il 13,1% ha effettuato il passaggio generazionale, il 7,3% (possibile nei 5 anni successivi) e il 79,6% (non avvenuto né previsto).</strong></p>
<p><strong>“La maggioranza degli imprenditori è over 60, manca qui il ricambio generazionale</strong> – afferma <strong>Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong> – i giovani imprenditori, sempre di più, scelgono vie autonome piuttosto dell’azienda di famiglia, in moltissimi casi perché i giovani vedono i molteplici adempimenti cui è soggetto l’imprenditore come qualcosa che non è ragionevole né serio cercare di superare. Oggi le imprese stanno affrontando un forte rinnovamento in termini di competenze, siano esse manageriali, organizzative o di business ma manca il ricambio anche perché l’artigianato non viene percepito come attività attrattiva per le giovani generazioni”.</p>
<p>“Il passaggio generazionale – continua <strong>Felici </strong>– senza dubbio, riveste un ruolo cruciale per la vita dell’azienda. Va visto e concepito mediante una visione esaustiva che tenga in debita considerazione una serie di variabili e fattori. Questo processo di transizione non è solo un passaggio di quote societarie ma c’è molto di più. È una trasmissione di passioni, valori e competenze manageriali. Tutti aspetti che compongono il DNA di un’impresa e tutti elementi che vanno trasmessi e raccontati in modo adeguato a chi sarà il futuro capitano d’impresa. Non è certo, per questo, un semplice percorso. Bensì è un viaggio che va programmato in tempo utile. Forse anche non meno dieci anni prima del suo avvio”.</p>
<p><strong>I fattori di ostacolo al passaggio generazionale</strong>. Il passaggio generazionale appare un cambiamento delicato, con il 51,3% delle imprese controllate da persona fisica o famiglia che segnala la presenza di fattori di ostacolo, tra i quali prevalgono le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%), le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,0%) e difficoltà economiche e/o finanziarie (13,5%); più contenuti i conflitti familiari (4,6%) mentre l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati si rileva nel 16,9% dei casi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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