Nel 2024, la durata media nazionale di un procedimento civile in Italia è pari a 364 giorni, ma con forti differenze territoriali: le performance migliori si registrano nelle regioni del Nord, sul podio salgono, in ordine, Valle d’Aosta (239 giorni), Piemonte (248 giorni) ed Emilia-Romagna (268 giorni).
Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte):“la giustizia è un tema che riguarda anche l’economia, prendiamoci cura della qualità delle istituzioni in modo consapevole e contribuiamo attivamente alla costruzione delle regole che determinano lo sviluppo economico e sociale del paese”.
In vista del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026, Confartigianato Imprese Piemonte rilancia l’appello congiunto delle principali organizzazioni di rappresentanza del mondo produttivo italiano a favore della partecipazione al voto.
Il funzionamento della giustizia rappresenta un pilastro fondamentale non solo per la tutela dei diritti dei cittadini, ma anche per la competitività del sistema economico. Per le imprese, infatti, la giustizia è a tutti gli effetti un’infrastruttura strategica, al pari delle reti, dell’energia e della logistica: un sistema efficiente consente di programmare investimenti, innovare e competere in un contesto di certezza delle regole.Una fotografia aggiornata dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese evidenzia come i tempi della giustizia civile continuino a rappresentare un fattore critico.
Nel 2024, la durata media nazionale di un procedimento civile in Italia è pari a 364 giorni, ma con forti differenze territoriali: le performance migliori si registrano nelle regioni del Nord, sul podio salgono, in ordine, Valle d’Aosta (239 giorni), Piemonte (248 giorni) ed Emilia-Romagna (268 giorni). All’estremo opposto, le durate più elevate si riscontrano nel Mezzogiorno e nelle Isole con le performance di Sardegna (535), Basilicata (483) e Campania (459).
Più critico il capitolo dei procedimenti civili in materia di lavoro privato (lavoro dipendente, parasubordinato e licenziamenti): a livello nazionale il disposition time è pari a 401 giorni. Anche il dato piemontese sale a 279 giorni (quinto posto regionale guidato dalla virtuosa Valle d’Aosta con 238 giorni).
In questo ambito, la durata più elevata si registra a Cuneo con 430 giorni, seguono: Verbania 397 giorni; Novara 379; Biella 319; Torino 251; Vercelli 241; mentre la più virtuosa è Asti con 238 giorni.
“Per chi fa impresa – sottolinea Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – la qualità della giustizia incide direttamente sulla capacità di lavorare, crescere e creare occupazione, per questo Confartigianato Imprese è tra i firmatari dell’appello al voto ed è da sempre attento ai temi della giustizia”.
Riteniamo che sia doveroso andare a votare – conclude Felici– perché, come persone e come imprenditori, dobbiamo prenderci cura della qualità delle istituzioni e contribuire attivamente alla costruzione delle regole che determinano lo sviluppo economico e sociale del paese, per avere uno stato moderno, una democrazia al servizio del cittadino”.
L’invito è dunque a prendere parte alla consultazione referendaria, nella consapevolezza che la qualità delle istituzioni rappresenta un fattore determinante per il futuro dell’economia e della società.
Ecco il testo della lettera congiunta sottoscritta dalle principali organizzazioni datoriali
REFERENDUM: LA GIUSTIZIA È UN TEMA CHE RIGUARDA ANCHE L’ECONOMIA. PARTECIPARE AL VOTO È IMPORTANTE
Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati a esprimersi, attraverso il referendum confermativo, sulla riforma costituzionale della giustizia. Gli esiti della consultazione saranno validi a prescindere dal quorum dei votanti e determineranno l’entrata in vigore o meno della riforma.
Il buon andamento della giustizia è un interesse pubblico fondamentale sancito dalla Costituzione.
Per chi fa impresa, inoltre, la giustizia è una vera e propria infrastruttura del sistema produttivo, al pari delle reti, dell’energia o della logistica, essenziale per assicurare la massima efficienza del sistema e, conseguentemente, poter programmare con fiducia, innovare, competere e produrre ricchezza per il Paese.
Riteniamo che sia doveroso andare a votare perché il referendum è un primario strumento di partecipazione politica e democrazia diretta, attraverso il quale ogni persona esplica la propria responsabilità di cittadino italiano e, nel caso di chi fa impresa, di imprenditore. Ed è importante che cittadini, lavoratori e imprenditori partecipino informati al voto.
Partecipiamo al voto, per prenderci cura della qualità delle istituzioni e contribuire attivamente alla costruzione delle regole che determinano lo sviluppo economico e sociale del Paese.
I firmatari: Marco Granelli, Confartigianato – Ettore Prandini, Coldiretti – Massimiliano Giansanti, Confagricoltura – Maurizio Gardini, Confcooperative – Carlo Sangalli, Confcommercio – Emanuele Orsini, Confindustria















