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MEDIA – Il Presidente Granelli su QN: “Tetto al contante: nessuna correlazione tra cash e evasione”

Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli interviene oggi sui quotidiani Il Giorno, La Nazione, il Resto del Carlino sull’intenzione del Governo di modificare la soglia all’uso del denaro contante. Una scelta che ha già scatenato polemiche sui presunti rischi di favorire l’evasione fiscale.

Granelli sostiene che vanno “evitate le facili tifoserie da stadio, poichè, al momento, non è dimostrata con sufficiente attendibilità una diretta correlazione fra livello del sommerso e limitazione all’uso del contante“. Il Presidente Granelli sottolinea inoltre che “finché la carta moneta avrà corso legale e nessun limite al suo utilizzo viene concertato a livello europeo, le politiche dei singoli Stati non possono non considerare ciò che avviene negli altri Paesi europei. E molto spesso negli altri Paesi, anche con noi confinanti, non ci sono limiti o limiti più elevati nell’utilizzo della moneta”.

Di seguito l’intervista al Presidente Granelli su Il Giorno, La Nazione, il Resto del Carlino

II governo ha annunciato l’innalzamento del tetto sul contante: come lo giudicate?

«Finché la cartamoneta avrà corso legale e nessun limite al suo uso viene concertato a livello europeo, le politiche dei singoli Stati non possono non considerare ciò che avviene negli altri Paesi – spiega Marco Granelli, presidente di Confartigianato -. E spesso negli altri Paesi, anche nostri confinanti, non ci sono limiti o ci sono limiti più elevati».

Si obietta che alzare i tetti potrebbe spingere il nero.

«Vanno evitate le tifoserie da stadio. A oggi non è dimostrata con attendibilità una diretta correlazione sommerso e limitazione del contante. Ad esempio, in Germania è diffuso l’uso di contante con un livello di evasione più contenuto del nostro».

Di certo il minore utilizzo della moneta elettronica rende meno tracciabile le transazioni.

«Da alcune parti viene evidenziato il ricorso limitato, nel nostro Paese, ai pagamenti elettronici lasciando anche intendere che sia una delle concause dell’evasione. In realtà, con la pandemia si è assistito ad una accelerazione dell’uso della moneta elettronica. Nel secondo trimestre 2022 il numero di operazioni via Pos è quasi raddoppiato sullo stesso periodo del 2019, con un +86,2%. II trend è confermato anche nell’ultimo anno, con un +16,5%. Prima del Covid si registravano 76 operazioni al secondo, ora sono 142».

I pagamenti elettronici, però, continuano a essere osteggiati dai lavoratori autonomi.

«L’utilizzo della moneta elettronica non deve essere imposto per legge, ma deve divenire una normale prassi commerciale in quanto conviene sia al consumatore che all’impresa. Al primo perché facilita i pagamenti, alla seconda perché sopporta minori costi nella gestione del contante. In generale, per entrambi, viene garantita maggiore sicurezza nelle transazioni».

La premier Meloni ha annunciato una lotta alla grande evasione e a quella totale: va nella giusta direzione?

«Lotta all’evasione va condotta, come pure il contrasto all’elusione. Ma non deve riguardare solo le tante realtà economiche conosciute al fisco. Ben venga una intensificazione dei controlli per colpire gli evasori totali e le grandi frodi sull’Iva, versanti sui quali sinora forse è stato fatto poco. Le potenzialità ci sono: basta incrociare i dati di cui dispone oggi l’amministrazione. Ma l’evasione va provata non sulla base di congetture o metodi induttivi, bensì con prove certe, a garanzia della possibilità di difesa dei contribuenti».

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